Categoria: Parola di Dio
Percorso quaresimale 2021 a s Angelo Romano

Pastorale 2019-20
Omelie Domenicali …
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
La parola del Signore che ci invitava, domenica scorsa, a perseverare nella preghiera – Dio ascolterร coloro che perseverano nella loro preghiera – risuona ancora alle nostre orecchie mentre il testo evangelico di oggi completa lโinsegnamento sulla preghiera: bisogna certamente pregare, e pregare con insistenza. Ma questo non basta, bisogna pregare sempre di piรน. E il primo ornamento della preghiera รจ la qualitร dellโumiltร : essere convinti della propria povertร , della propria imperfezione e indegnitร . Dio, come ci ricorda la lettura del Siracide, ascolta la preghiera del povero, soprattutto del povero di spirito, cioรจ di colui che sa e si dichiara senza qualitร , come il pubblicano della parabola.
La preghiera del pubblicano, che Gesรน approva, non parte dai suoi meriti, nรฉ dalla sua perfezione (di cui nega lโesistenza), ma dalla giustizia salvatrice di Dio, che, nel suo amore, puรฒ compensare la mancanza di meriti personali: ed รจ questa giustizia divina che ottiene al pubblicano, senza meriti allโattivo, di rientrare a casa โdiventato giustoโ, โgiustificatoโ.
Cristo si definisce di fronte ad un mondo diviso in due: quello degli oppressori senza Dio e senza cuore, e quello degli oppressi senza protezione. Egli scopre un peccato: il peccato sociale, piรน forte che mai, antico quanto lโuomo; ed egli lo analizza in profonditร nellโingenuitร di una parabola dalla quale trae un duplice insegnamento. Quello del clamore che sale verso Dio gridando lโingiustizia irritante in una preghiera fiduciosa e senza risentimento, tenacemente serena e senza scoraggiamenti, con la sicurezza che verrร ascoltata da un giudice che diventa il Padre degli orfani e il consolatore delle vedove. Dโaltro canto, Gesรน stesso prende posizione, rivoltandosi come una forza trasformatrice dellโuomo su questa terra deserta di ogni pietร , per mezzo della risposta personale della sua propria sofferenza, agonizzante, in un giudizio vergognoso, senza difesa e senza colpa. Neanche lui viene ascoltato, ma si abbandona ciecamente a suo Padre, dalla sua croce, che ottiene per tutti la liberazione. La sua unica forza viene dal potere di una accettazione, certa, ma profetica, denunciante. Ci chiede, dalla sua croce: quando ritornerรฒ a voi troverรฒ tutta questa fede, che prega nella rivolta?
RITROVARTI DOPO ESSERSI SMARRITI
ร cosรฌ facile smarrire le tue vie nella vita concreta, Signore.
Lasciare spazio alle asperitร del nostro carattereย quando familiari e amici, o semplici sconosciutiย rivendicano la loro presenza e le loro esigenze, chiedono attenzione e considerazione, vorrebbero essere trattati come trattiamo noi stessi.
Seguire le richieste e le istanze del mondo professionale e sociale,ย senza chiedersi se sono giuste e corrette, secondo le tue Parole, senza immaginare se i nostri comportamenti di fronte ai clientiย sarebbero identici ci fosse al loro posto nostra madre.
Rinchiudersi nel proprio mondo tranquillo,ย tenere fuori dalla porta le domande degli estranei, inscatolare nel televisore o nelle rivisteย i giusti appelli alla giustizia e alla dignitร
provenienti dalle varie parti dellโunico mondo.
Seminare la zizzania delle mormorazioni, i giudizi taglienti e senza contraddittorio,
le invenzioni che nascono dal โsi diceโ e diventano calunnie, uccidendo la dignitร e il bene che avrebbero costruito quelle persone.
Far crescere dentro di sรฉ il risentimento, lโinvidia, la superbia,ย senza riuscire a guardarsi allo specchio alla ricerca della veritร ,ย che รจ sempre riconoscere la propria condizione di creatura,ย i cui meriti sono spesso legati alle possibilitร ricevute come donoย dal proprio contesto, dalla propria storia, dalla propria vita.
Perdere di vista la meta finale dellโincontro con te,ย senza dedicarti il tempo per far crescere la nostra relazione,ย senza considerarti parametro ultimo di vita,ย senza riconoscerti semplicemente Padre,ย e accogliere la tua infinita tenerezza con gratitudine e gioia.
I volti della Misericordia
Di fronte al meraviglioso annuncio della Misericordia di Dio, tante volte ribadito in questo Anno Santo straordinario, oggi come sempre dobbiamo sconfiggere alcune tentazioni.
La prima รจ quella di non crederci: cโรจ chi รจ piรน propenso a immaginare Dio come giustiziere e vendicatore, nello spirito di alcuni passi dellโAntico Testamento. Chi ha il cuore duro rischia di rendere la propria vita un inferno, oltre a contribuire a distruggere quella degli altri. Gesรน ribadisce che per Dio ciascuno รจ prezioso, tanto da cercarlo senza sosta e facendo festa quando lo ritrova. Chi ama รจ disposto a capire ciรฒ che ha fuorviato lโamato; cosรฌ diventa possibile il perdono.
La seconda tentazione รจ quella di sentirsi a posto. Qualcuno รจ persino infastidito dalla misericordia, bollandola come eccessiva indulgenza o inutile โbuonismoโ. Semplicemente ritiene di essere perfetto cosรฌ comโรจ, a differenza di tante altre persone dove trova immediatamente travi e pagliuzze. Sappiamo bene che anche il migliore uomo del mondo รจ imperfetto e peccatore, se si esamina alla luce del Vangelo, se considera la pienezza dellโamore come meta. Tutti dobbiamo riconoscere che non basterร la vita intera a imparare ad amare. Tutti abbiamo bisogno di convertirci, facendo passi avanti nel cammino.
La terza tentazione รจ quella di bearci nella culla della misericordia ricevuta, senza farla diventare il nostro metro di giudizio e di relazione. Non essere ยซmisericordiosi come il Padre nostro che รจ nei cieliยป. Non accogliere chi implora considerazione e perdono. O, al contrario del buon pastore evangelico, non andare a cercare chi si รจ smarrito.
Ogni comunitร ha tanta strada da fare sulla via della Misericordia.
FARSI RICCHI PRESSO DIO
Quanto amo la ricchezza, Signore!
Amo il benessere, il divertimento, il consumismo.
Cโรจ sempre un’ultima generazione di prodotti da dover possedere.
Sono nato in questo mondo opulento e ovattato,
in questo tempo in cui tanti desideri sono a portata di mano.
Sono davvero tutti sbagliati, Signore?
Le tue parole sono perentorie: o Dio o la ricchezza.
Non si puรฒ esser servi in contemporanea di due padroni cosรฌ diversi.
Forse รจ questione di prospettiva:
chi mira alla ricchezza ha uno sguardo limitato
perchรฉ guarda soltanto alla propria vita;
chi mira a Dio vede molto piรน lontano,
dove la solidarietร conta e il tempo รจ eterno.
Chi vede lontano intuisce che un giorno, forse piรน vicino del previsto,
i poveri pretenderanno la loro fetta della torta delle risorse terrestri,
i giovani rivendicheranno il diritto di riprendersi il futuro,
gli onesti si solleveranno contro ogni tipo dโingiustizia.
Ben prima che ce lo chieda tu,
il mondo stesso ci chiederร il conto delle nostre ricchezze.
Se sono nate dalla corruzione, dalla menzogna, dal privilegio,
qualcuno avrร ragione ad additarci come sanguisuga dellโumanitร .
Se sono nate dal lavoro costante e corretto,
ma sono rimaste impigliate nelle sole nostre mani,
saranno piรน difficili da abbandonare nel momento del distacco.
Se sono state offerte e condivise,
saranno un tesoro di riconoscenza e gioia
nel fiorire delle vite concrete di chi ne ha beneficiato.
Se poi avremo imparato dalla tua Parola
a nascondere agli occhi umani la nostra mano generosa
sapremo che il tesoro sarร presso di te,
e nessuno ce lo potrร mai portare via.
Servi di Dio o della ricchezza?
Leggendo il Vangelo di Luca non possiamo aver dubbi: per Gesรน la ricchezza รจ pericolosa e malvagia. ยซGuai a voi, ricchi perchรฉ avete giร la vostra ricompensaยป (6,24); ยซQuantโรจ difficile per quelli che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio. ร piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dioยป (18,24-25); ยซHa rimandato i ricchi a mani vuoteยป (1,53); ยซA quelle parole divenne molto triste, perchรฉ era molto riccoยป (18,23). Il contesto sociale del territorio dove Gesรน operava presentava una larghissima differenza tra pochi ricchi – spesso disonesti – e la maggioranza che viveva dello strettissimo necessario, alla mercรฉ dellโinsicurezza naturale legata ad agricoltura, pesca e pastorizia, e delle richieste esose del potente di turno.
Il progresso umano ha consentito, specie nellโultimo secolo, di allargare le possibilitร economiche a gruppi sempre piรน ampi di esseri umani. Un Dio che รจ Amore non puรฒ dispiacersi di tutto ciรฒ. Tuttavia dovremmo sempre chiederci se con le nostre scelte stiamo seguendo e servendo Dio oppure la ricchezza. Se il nostro obiettivo รจ lโaccumulo di beni o di affetti, di piacere personale o di amore reciproco. Se tutto quello che possediamo ci รจ veramente necessario, oppure potrebbe essere piรน utile a qualcun altro.
Se poi dovessimo accorgerci che il nostro guadagno nasce dalla diso-nestร , dalla violenza, dallโingiustizia, allora sarebbe doveroso il cam-biamento, per il rispetto della vita dei nostri fratelli, dei nostri figli, del-la nostra stessa dignitร . La corsa alla ricchezza nella storia ha spesso avuto il potere di distruggere lโumanitร . Non dimentichiamolo mai.

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