Avvisi Parrocchiali

°ORATORIOSAR2019

cresime 2019
Cristo, è risorto. Si, è veramente risorto e noi ne siamo i testimoni

buona settimana santa

Benedizioni delle case e delle famiglie 
sabato 23-30 marzo e 6 aprile 
ore 9-13
vi arriverà una busta con un questionario che riconsegnate al sacerdote ….spero che ci siete …
nb scrivete la vostra email …


accolitato di giancarlo 2019.03.16

1° domenica quaresima

via crucis oratorio

le benedizioni delle case avveranno il giorno 23 marzo e a seguire i sabati fino alla domenica delle Palme

Messaggio  per il tempo di QUARESIMA e di PASQUA 2019

In piedi fratelli … il Signore ci ama per quello che siamo ai suoi occhi “… nessuno ti ha condannato, neanch’io ti condanno: va e non peccare più” (Gv 8, 7.11)

Carissimi fratelli e sorelle, 

All’inizio della mia Quaresima ho sentito il bisogno di rivolgermi con questa lettera presentando la parola conversione ed i momenti per renderla viva ed efficace: ovviamente il primo ad averne bisogno sono io, e chiedo al Signore di esserne testimone. 

Presento il termine conversione, primo impegno richiesto da Gesù per seguirlo come discepoli, attraverso tre momenti: partenza, percorso e meta. Forse la scansione può apparire incoerente, ma secondo me, si tratta dell’esatto ritmo della vita credente: non si parte da Dio, ma a Dio si arriva percorrendo la via della prossimità.

Il punto di partenza: convertirsi a sé stessi 

A prima vista questa conversione può sembrare alquanto strana, potrebbe essere interpretata come un ripiegamento narcisistico su sé stessi: non è così! Non possiamo e non potremo mai fare a meno del nostro “io”: è con l’io che ci identifichiamo e siamo identificati, anche da Dio, che già pensava a noi prima della creazione del mondo. Potrebbe capitarci di pensare che il cammino spirituale richieda come primo passo l’uscita dall’io: invece no, il Vangelo ci consiglia di entrare nell’io. Se prendiamo la parabola del Padre misericordioso, leggiamo che il figlio minore, dopo essere andato via di casa, comincia a pensare al suo ritorno solo dopo essere rientrato in sé stesso (Lc 15,17). Un rientrare che non corrisponde ad un crogiolarsi inerte e passivo sull’ego, ma al lasciarci incontrare da quel Dio che, come diceva S. Agostino, è più intimo a noi di noi stessi e aprirci all’altro che è l’immagine incarnata del Signore Gesù. 

La conversione a sé è quella che il filosofo Mounier chiamava “conversione intima”. Si tratta di tornare a quella parte più intima di noi, laddove Dio, nel segreto del nostro cuore, ci parla e ci scalda col suo amore come fece col popolo d’Israele nel deserto. Convertirsi a sé stessi è ritornare all’essenziale, alla propria povertà creaturale e fragilità esistenziale per fare i conti, senza paure, con i propri limiti: rappacificati con sé stessi ci sentiremo come dei bimbi portati in braccio dal nostro Dio che ci è padre e madre, e scopriremo di essere tutti fratelli.

La conversione interiore ci fa scoprire che non siamo amati per quello che facciamo, ma per quello che siamo agli occhi di Dio, il quale vede in noi il volto del suo Figlio Gesù Cristo: quanta pace troviamo facendo esperienza di essere figli nel Figlio! 

Grazie a questa consapevolezza possiamo liberarci da tutte quelle false immagini (idoli, le chiama la sacra Scrittura) che ci siamo costruiti seguendo più la logica del potere e dell’apparire che quella dell’umile abbandono creaturale e filiale. Ci libereremo dal giudizio altrui, dallo sguardo indiscreto di chi tenta di far violenza alla nostra intimità e allo spazio della nostra coscienza. 

Oltre alla parabola del Figliol prodigo la conversione interiore è espressa nel Vangelo dall’incontro di Gesù con la donna  portata in giudizio: le parole del Maestro, “chi è senza peccato scagli per primo la pietra” e l’assicurazione “nessuno ti ha condannato, neanch’io ti condanno: va e non peccare più” (Gv 8, 7.11), aprono il cuore di chi pecca e scuotono la mente di chi pretende ti giudicare. Con le sue parole e gesti Gesù riconcilia la donna con sé stessa, invitandola a riscoprire la sua dignità di persona amata e capace di amare. E così facendo le restituisce la possibilità di ricominciare a partire da una bellezza e da una dignità che aveva dimenticato di possedere. Ma voglio pensare, che la fuga dei tanti accusatori sia stata anche a loro l’occasione per rientrare, magari con vergogna, nel proprio io, e trasformarsi in seme per un cammino di conversione al vero sé interiore. 

Il percorso da compiere: convertirsi al prossimo 

L’entrare nella propria umanità e carnalità interiore porta a sentire e scoprire la comunanza con gli altri, con quanti il Vangelo chiama prossimo: la via a Dio passa attraverso il prossimo, non ce n’è altra per un cristiano. Arrivo a convertirmi a Dio solo passando attraverso l’umano che è in me e fuori di me. Tale via di conversione porta frutti anche a livello sociale. Chi guarisce le ferite del cuore guarisce anche le proprie relazioni interpersonali, sociali e pubbliche. Guarisce le istituzioni, le strutture, gli ambienti di lavoro, i luoghi di aggregazione. Fino a guarire quegli spazi e quelle realtà in cui la dignità della persona viene offesa e calpestata, o che addirittura viene rinnegata e misconosciuta. Chi è partito dalla conversione del sé è pronto a percorrere la via della prossimità e a contagiare di frutti buoni e gustosi gli ambienti che frequenta, per portarvi la gioia e farli risplendere di bellezza autentica. 

Il primo luogo da percorrere per produrre i frutti della conversione è certamente la famiglia. Gli sposi cristiani ritrovano nel perdono ricevuto la bellezza del perdono da donare. La conversione, come risposta ad un amore più grande della stessa nostra capacità d’amare, porta frutti nell’amore sponsale rinnovandolo e legandolo alla sorgente della carità che è Cristo. La conversione porta frutti di rinnovamento nella relazione con i figli: genitori coerenti col Vangelo diventano credibili e testimoni di quanto chiedono ai figli; non maestri, ma compagni di viaggio che aiutano i figli a porsi in modo critico di fronte ai modelli ambigui oggi dominanti. 

L’altro luogo della conversione alla prossimità è il paese, con tutto ciò che esso comporta e significa. ..

sento di doverle amarlo perché lo vedo vivo e animato da un alto senso di attaccamento alle sane tradizioni e ai valori della nostra terra. Che la conversione al prossimo possa durante la quaresima e la pasqua trovare ulteriori motivazioni di impegno e animazione sociale ispirate al Vangelo, il quale sempre ci chiede di vivere la solidarietà, la condivisione, l’ospitalità reciproca, prestando particolare cura e attenzione ai più poveri e agli ultimi: Gesù ha il volto dei poveri ed ha scelto l’ultimo posto. 

Infine convertirmi al prossimo, se sono battezzato e credente, mi dà la coscienza corretta per percorrere la strada della mia concreta comunità sia ecclesiale che civile e sociale. Devo sentirmi chiamato a convertirmi alla mia comunità di appartenenza fatta di campagne, quartieri e condomini: solo così porterò il mio contributo perchè maturino frutti di vicinanza e responsabilità sociale, di attiva cittadinanza capace di promuovere mentalità e stili di vita ispirati alla fraternità e alla condivisione. 

La meta da raggiungere: convertirsi a Dio 

Se sono partito dal punto giusto e seguito il percorso concreto dell’umanità personale e collettiva allora potrò arrivare alla meta della conversione: Dio quale fine, senso e compimento della vita e del creato. Arrivato a questo punto sono pronto ad accogliere e rendere visibili le prime parole di Gesù secondo il Vangelo di Marco: “il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1, 15). 

Fratelli e sorelle, senza paura seppur coscienti delle fragilità che portiamo, aderiamo con generosità alla Parola fatta carne, al suo disegno di amore, al suo progetto di salvezza. La conversione a Dio in Gesù ci fa riconoscere il primato che Egli ha nella nostra vita rispetto ad ogni cosa, anche rispetto al nostro fare e impegno pastorale, al ruolo e incarico ecclesiale: non faremo la fine di Marta che per servire il Signore si è dimenticato proprio del Signore! La conversione al Signore ci rimette in piedi spiritualmente, ci rialza dalle cadute, ci purifica dalla tiepidezza e insipidità, ci mette al riparo da ogni scoraggiamento e forse anche dalle nostre abitudini: abituarsi alle cose di Dio è un pericolo, si rischia di perdere il sapore di Dio. L’abitudine ci fa credere padroni delle cose sacre, sentire arrivati e al sicuro, addirittura può darci la convinzione di avere Dio in tasca: finiamo di imporre a Lui la nostra volontà piuttosto che sforzarci di cercare che cosa Egli vuole da noi. Perciò convertirsi a Dio significa aprirsi alle sue sorprese e alle sue continue novità: di sicuro Dio ha molto da chiederci, ma molto di più da offrirci. 

Raggiunta la meta che è Lui ci sentiremo in pace e costruttori di pace, perché anche se il peccato ci appesantisce il cuore, abbiamo sperimentato che “Dio è più grande del nostro cuore” (1 Gv 3,20). 

Cari fratelli e sorelle, prendiamo sul serio l’annuncio e l’invito che Gesù ci rivolge: “il tempo è compiuto il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15), viviamo il tempo di quaresima e poi di pasqua, che si apre davanti a noi, per un costante e rinnovato ascolto della Parola e per aprire con Dio un dialogo fatto di ricerca, preghiera, ascolto, deserto, esodo e soprattutto di gesti e parole di carità. Se compiremo il percorso della conversione scopriremo che Lui viene ad ABITARE in noi e darà senso ai crocevia della storia personale e comunitaria (Gv 14, 23). 

sant’angelo romano                                           06 marzo 2019,                                    mercoledì delle ceneri 

lupu  don adrian 

calendario parrocchiale

6 gennaio2019
Parrocchia Santa Maria e San Biagio in Sant
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A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

SPUNTI DI RIFLESSIONE          (padre Ermes Ronchi)

Un Vangelo di gioia e di donne. Santa Maria, gravida di Dio, incinta di luce, va in fretta, pesante di vita nuova e leggera di libertà, sui monti di Giuda.

Origene di Alessandria (III sec.) afferma che l’immagine più vivida e bella del cristiano è quella di una donna incinta, che porta in sé una nuova vita. E non occorre che parli, è evidente a tutti ciò che accade: è viva di due vite, battono in lei due cuori. E non li puoi separare.

Il cristiano passa nel mondo gravido di Dio, “ferens Verbum” (Origene) portando un’altra vita dentro la sua vita, imparando a respirare con il respiro di Dio, a sentire con i sentimenti di Cristo, come se avesse due cuori, il suo e uno dal battito più forte, che non si spegnerà più. Ancora adesso Dio cerca madri, per incarnarsi.

Nell’incontro di Maria con Elisabetta, Dio viene mediato da persone, convocato dai loro abbracci e dai loro affetti, come se fosse, e lo è, un nostro familiare. Non c’è infinito quaggiù lontano dalle relazioni umane.

In questa che è l’unica scena del Vangelo dove protagoniste sono solo donne, è inscritta l’arte del dialogo.

Il primo passo: Maria, entrata nella casa, salutò Elisabetta. Entrare, varcare soglie, fare passi per andare incontro alle persone. Non restarsene al di fuori, ad aspettare che qualcosa accada ma diventare protagonisti, avvicinarsi, bussare, ricucire gli strappi e gli allontanamenti. E salutare tutti per via, subito, senza incertezze, per primi, facendo viaggiare parole di pace tra le persone. Bella l’etimologia di “salutare”: contiene, almeno in germe, una promessa di salute per le relazioni, di salvezza negli incontri.

Il secondo passo: benedire. Elisabetta…esclamò: Benedetta tu fra le donne. Se ogni prima parola tra noi fosse come il saluto di chi arriva da lontano, pesante di vita, nostalgia, speranze; e la seconda fosse come quella di Elisabetta, che porta il “primato della benedizione”. Dire a qualcuno “sei benedetto” significa portare una benedizione dal cielo, salutare Dio in lui, vederlo all’opera, vedere il bene, la luce, il grano che germoglia, con uno sguardo di stupore, senza rivalità, senza invidia. Se non impariamo a benedire, a dire bene, non saremo mai felici.

Il terzo passo allarga orizzonti: allora Maria disse: l’anima mia magnifica il Signore. Il dialogo con il cielo si apre con il “primato del ringraziamento”. Per prima cosa Maria ringrazia: è grata perché amata. L’amore quando accade ha sempre il senso del miracolo: ha sentito Dio venire come un fremito nel grembo, come un abbraccio con l’anziana, come la danza di gioia di un bimbo di sei mesi, e canta.

A Natale, anche noi come lei, grati perché amati, perché visitati dal miracolo.

PER LA PREGHIERA           (Karl Barth)

Signore nostro Dio!

Quando la paura ci prende,

non lasciarci disperare!

Quando siamo delusi,

non lasciarci diventare amari!

Quando siamo caduti,

non lasciarci a terra!

Quando non comprendiamo più niente

e siamo allo stremo delle forze,

non lasciarci perire!

No, facci sentire

la tua presenza e il tuo amore

che hai promesso

ai cuori umili e spezzati

che hanno timore della tua parola.

E’ verso tutti gli uomini

che è venuto il tuo Figlio diletto,

verso gli abbandonati:

poiché lo siamo tutti,

egli è nato in una stalla e morto sulla croce.

Signore,

destaci tutti e tienici svegli

per riconoscerlo e confessarlo.

Lunedì 24 dicembre 2018

  1. Adele

+ Dal Vangelo secondo Luca                       1,67-79

Ci visiterà un sole che sorge dall’alto.

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di SpiritoSanto e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.

Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,ci visiterà un sole che sorge dall’alto,per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

SPUNTI DI RIFLESSIONE           (Paolo Curtaz)

Giovanni è il suo nome. Ha obbedito, questa volta, Zaccaria, non ha tentennato come al tempio, quando ha dubitato della nascita di suo figlio data la sua età avanzata. Non ha opposto obiezioni normali e scontate: l’angelo non aveva gradito quel suo lieve tentennamento e lo aveva costretto al forzoso silenzio per nove mesi. Ora il bambino del prodigio è nato, e Zaccaria ha imparato la lezione, non esita, accondiscende al progetto di Dio. E la sua lingua si scioglie, infine. Solo quando ci affidiamo al Signore con verità e passione possiamo dire le parole di Dio, cogliere, nella nostra vita, i riflessi della sua presenza. È un fiume, ora, Zaccaria, benedice il Signore, lo loda, lo esalta. Il ritiro forzoso gli ha fatto decisamente bene! Ci siamo amici lettori: pronti o meno, questa sera il Signore ancora chiederà accoglienza nelle nostre vite, chiederà di nascere in mezzo a noi, di fare del nostro cuore la sua mangiatoia. Col cuore gonfio di attesa o ingombro di dolore e di delusione, il Signore chiede ospitalità, per fare, ognuno di noi, esperienza di quanto egli possa colmare il nostro cuore e suscitare una salvezza potente.

PER LA PREGHIERA                                       (anonimo)

Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale

faccio un bell’albero dentro il mio cuore e ci attacco,

invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici?

Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.

Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.

Quelli che ricordo sempre

e quelli che, alle volte, restano dimenticati.

Quelli costanti e intermittenti.

Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.

Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.

Quelli che conosco profondamente

e quelli dei quali conosco solo le apparenze.

Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.

I miei amici semplici ed i miei amici importanti.

I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.

Un albero con radici molto profonde

perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.

Un albero dai rami molto grandi,

perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo

si uniscano ai già esistenti.

Un albero con un’ombra molto gradevole,

la nostra amicizia sia un momento di riposo

durante le lotte della vita.

Martedì 25 dicembre 2018

NATALE DEL SIGNORE

+ Dal Vangelo secondo Luca    2, 1-14

Oggi è nato per voi il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

SPUNTI DI RIFLESSIONE   (padre Paul Devreux)

Cesare ordina il censimento: esaltazione di forza militare e di potenza economica. 

Nel medesimo tempo Dio decide di farsi bambino.

È come se ci dicesse con i fatti: “non confidate nella potenza, non confidate nella forza, io ho scelto una via migliore, capace di mettere le fondamenta al regno di Dio in terra. Io ho scelto la debolezza, per poter entrare in relazione con voi, per non essere più quel Padreterno che voi temete, per farmi vostro compagno di cammino, per ricondurvi all’unico Padre che veramente vi vuole bene. 

Buon Natale”.

2000 anni fa Gesù è nato per l’umanità; oggi Gesù nasce per me, nasce per noi, affinché la nostra vita possa aprirsi alla speranza e al futuro. Facciamo festa perché oggi sappiamo che non saremo mai né soli, né abbandonati.

Vorrei essere un angioletto per andare a vedere la festa che fanno in Cielo, ma temo di non trovarci nessuno, perché sono tutti qui, con noi, intorno al presepio.

Signore grazie per questo Natale e per i sentimenti che suscita in noi.

PER LA PREGHIERA                                          (anonimo)

Signore eccomi davanti a te! Sono nel tuo Natale…

Davanti alla tua capanna di luce lontana che illumina i miei passi insicuri.

Davanti ai tuoi pastori che mi ricordano la bellezza semplice della vita.

Davanti ai raggi della tua stella che filtrano negli occhi della mia anima e rincuorano il cammino.

Davanti ai tuoi angeli che, fratelli e sorelle, mi parlano di te.

Davanti a Maria, tua madre, che, come me, vive il sogno silenzioso del Dio vicino.

Davanti a Giuseppe, tuo padre nella fedeltà, che, come me, cerca risposte nel vangelo che non abbandona.

Davanti alle tue creature che, come me, vivono la fragilità dell’umanità.

Davanti alla tua storia che, fuori dal tempo, vive la storia del mio tempo.

Davanti alla tua luna splendente che, come me, vive la nostalgia della tua tenerezza.

Si Signore, sono davanti a te! Infreddolito, incredulo, ma meravigliato che mi cerchi ancora…

Mercoledì 26 dicembre 2018

  1. Stefano

+ Dal Vangelo secondo Matteo          10,17-22

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

SPUNTI DI RIFLESSIONE                       (Monaci Benedettini Silvestrini)

La liturgia odierna distoglie l’attenzione sul Natale per concentrarla su Santo Stefano, il primo martire che testimonia la verità della persona di Gesù, il vero Messia annunciato dai profeti. Si ha l’impressione che il fatto ci voglia suggerire che non basta contemplare Gesù nel suo presepe, è necessario testimoniarlo con le opere fino alla effusione del sangue per affermare dinanzi al mondo che quanto crediamo, è pura realtà e non invenzioni umane. Santo Stefano è un diacono, uno dei sette scelti dalla comunità, incaricato dagli Apostoli a occuparsi dei poveri, distribuendo loro quanto la carità dei più abbienti offrivano nella loro generosità. Stefano, come gli altri Diaconi, diventa subito evangelizzatore. Egli arde dal desiderio di comunicare la propria fede nella divinità di Gesù ai suoi connazionali, a Gerusalemme. Ma contro di lui si leva una folla inviperita perché non può controbattere i suoi argomenti. Ed è proprio durante questa disputa che gli si presentano i cieli aperti e vede Gesù, rinnegato e condannato dai capi, assiso alla destra del Padre. Dinanzi a questa affermazione, i suoi nemici si stracciano le vesti in segno di orrore, come se avesse detto una bestemmia, lo trascinano fuori della città e lo lapidano. Stefano muore perdonando i suoi nemici come Gesù… e come Lui sulla croce offrì la vita eterna al buon ladrone, così la morte di Stefano genererà alla fede il grande apostolo Saulo, poi Paolo, che era tra i suoi nemici, addetto a custodire i mantelli dei lapidatori, non potendovi prendere parte per la giovane età. Così Stefano con la sua testimonianza fino al martirio attua e conferma quanto il Signore Gesù ci dice nel brano del vangelo che viene proclamato: E sarete odiati da tutti a causa del mio nome… ma chi persevererà fino alla fine, sarà salvo. Ci doni Santo Stefano la franchezza nella professione della nostra fede, senza lasciarci vincere da rispetto umano, da vergogna o paura.

PER LA PREGHIERA           (Suor Maria Chiara Nanetti)

Sono venuta qua per esercitare la carità e, se occorre, versare il sangue per Cristo.

Sono venuta qua a dare la mia vita per Gesù, se è necessario.

Sapevo da tempo il pericolo, mi sono preparata: chiedo di restare e di dare la vita per il Signore, lui mi darà la forza.

Suor Maria Chiara Nanetti, missionaria francescana martire in Cina

Giovedì 27 dicembre 2018

  1. Giovanni

+ Dal Vangelo secondo Giovanni           20,2-8

L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

SPUNTI DI RIFLESSIONE                  (Paolo Curtaz)

Ieri Stefano, oggi Giovanni l’apostolo. Passato il Natale questi giorni servono, di solito, a prepararsi al Capodanno oppure, come succede quest’anno, a usufruire del piccolo ponte natalizio per qualche giorno di vacanza. Fissando lo sguardo sulla grotta entra in scena la memoria di Giovanni apostolo e la lettura, piuttosto curiosa, del vangelo della resurrezione. Quasi a ricordarci che dietro quel bambino c’è il risorto e che se dedichiamo del tempo a celebrare quella nascita è perché quel neonato è già il crocefisso e il risorto. Ci emozioniamo tutti di fronte alla nascita di un bambino: in questo caso, oltre l’emozione, lasciamo spazio alla teologia. È Dio che diventa uomo il centro della nostra riflessione, la sua presenza in mezzo a noi. Dio si fa uomo perché l’uomo diventi come Dio dicevano i Padri orientali. Dio si fa uomo per salvarci, dicevano i latini. Dio si fa l’uomo perché l’uomo impari a diventare più uomo, aggiungo io. Celebriamo quel bambino e lo riconosciamo come il Messia, l’inviato di Dio, il Dio-con-noi. Con stupore ancora lasciamo nascere in noi la presenza del risorto.

PER LA PREGHIERA                                   (don Tonino Lasconi)

Signore Dio come desidero vederti!

Ma non voglio amare il collega antipatico e arrivista,

l’amico petulante e possessivo, il vicino chiassoso.

Voglio vederti,

ma non amo i lavavetri e i “vu’cumprà?”,

non sopporto gli zingari,

e ce l’ho con gli extracomunitari che vengono a rubarci il lavoro.

Voglio vederti,

ma non mi va giù il parroco perché è un “faccio tutto io”;

non mi va giù il vescovo che non sa decidere;

non mi va giù il papa che fa troppi viaggi.

Signore Dio, io amo te.

Tu non sei invadente, né possessivo;

non sei petulante né chiassoso;

non sei arrogante, né fastidioso.

Tu sei perfetto. Tu non mi dai nessun fastidio.

Signore Dio, davvero per vederti,

devo amare anche la gente fastidiosa.

Non potresti farti vedere nell’alba e nel tramonto,

nei mari e nelle vette dei monti,

o almeno nei volti dei belli e dei simpatici?

No. Ti posso vedere soltanto amando anche la gente noiosa.

Signore Dio, come sei strano!

Venerdì 28 dicembre 2018

Santi Innocenti

+ Dal Vangelo secondo Matteo          2,13-18     

Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».

SPUNTI DI RIFLESSIONE             (Paolo Curtaz)

Di male in peggio! Sembra proprio che la liturgia voglia rovinarci i nostri buoni sentimenti e quel nonsoché che c’è nell’aria quando viene il Natale! Va bene santo Stefano e la storia del bambino che è già il crocifisso e il risorto, ma oggi questa storia dei bambini massacrati proprio ci strazia! Vero, ma così è successo, anche se nei nostri presepi quei 30/40 bambini di Betlemme non figurano. Eppure proprio loro sono stati uccisi dal nevrotico despota Erode che vede in Dio un pericoloso avversario da eliminare. Proprio loro, inconsapevoli, hanno protetto la fuga del bambino Gesù, esule in Egitto. E la chiesa, inaspettatamente, li venera come martiri, anche se non hanno mai professato la fede in Cristo. I bambini di Betlemme, un altro tragico richiamo alla realtà, al dramma che si disegna nel Dio bambino che – silente – scomoda e inquieta. Nei nostri presepi figurano i bambini così simili al Signore Gesù che guardiamo con dolcezza ma non quelli – uccisi – richiamati dalla lugubre memoria di oggi. In questo Natale di luminarie pochi si ricorderanno delle migliaia di bambini saltati sulle mine antiuomo seminate dai regimi e dai loro “liberatori” e rimasti mutilati per sempre, né nessuno vi parlerà degli undicimila bambini che in Argentina stanno morendo di fame a causa della più idiota crisi economica dell’ultimo secolo provocata dal delirio del capitalismo. No, ma questi innocenti di sempre, che pagano con la loro vita l’arroganza di tutti gli Erodi del mondo, senza saperlo salvano il signore Gesù, diventano testimoni silenti dell’amore di Dio.

Silenzio, silenzio per favore, onore ai piccoli martiri di tutti i tempi.

PER LA PREGHIERA           (don Gianni Mattia)

O Signore, a volte ho tanta rabbia nel cuore, per quel disegno di morte che ha portato via mio figlio! Così chiudo le mani innanzi al tuo sguardo, in segno di protesta! Ma poi una lacrima mi riga il viso e cerco nella preghiera un dialogo con te! Perché è la tua Parola che voglio ascoltare, il tuo sguardo che voglio trovare, il tuo abbraccio che voglio sentire! Tu che sei amore e tenerezza! Tu che sei speranza di ogni madre e di ogni padre! Tu che conosci e comprendi la ferita di un cuore che perde un pezzo di sé! Tu che sei, nel profondo dell’anima, il mio conforto più grande! Tu che non mi hai lasciato solo… Mi hai tenuto per mano e mi sei stato accanto, anche quando il dolore mi ha fatto voltare le spalle alla vita… a te! 

Sabato 29 dicembre 2018

  1. Tommaso Becket

+ Dal Vangelo secondo Luca               2,22-35

Luce per rivelarti alle genti.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

SPUNTI DI RIFLESSIONE                        (Mons. Vincenzo Paglia)

L’evangelista. nei primi due capitoli del suo Vangelo ci fa incontrare quattro figure di anziani: all’inizio Zaccaria ed Elisabetta, ed ora Simeone ed Anna. È singolare che tutti e quattro questi anziani svolgano un ruolo importante nell’accogliere Gesù nei primi momenti della sua vita terrena. Accade esattamente il contrario di quel che la nostra società riconosce agli anziani, buoni solo ad essere accantonati e, se va bene, compatiti. Comunque non degni di particolare attenzione e rispetto, anche perché sono considerati del tutto inutili. Per il Vangelo sono tra i primi ad incontrare il Signore, a volergli bene quando ancora era indifeso e a comunicare la notizia della sua nascita agli altri. L’anziano Simeone l’accoglie tra le sue braccia; e l’accoglie a nome di tutti gli anziani. Sì, il Signore Gesù diviene il consolatore degli anziani mentre sono al termine della vita siano confortati. E Simeone, consolato da questa presenza, ci ha lasciato uno degli inni di lode a Dio più belli. Anche da vecchi si può incontrare il Signore e ricevere da questo incontro una consolazione profonda e uno sguardo di sapienza che si può comunicare a chi è più giovane. È singolare infatti che Simeone, illuminato dallo Spirito, si rivolge alla giovane madre e le illumina sia il futuro del figlio che il suo futuro. C’è bisogno di recuperare l’incontro con gli anziani: mentre si porta consolazione ai loro giorni ultimi, si riceve anche una sapienza che nasce dalla lunga esperienza di vita.

PER LA PREGHIERA                              (don Primo Mazzolari)

“E Maria diede alla luce il suo figliuolo e lo fasciò e lo pose a giacere in una greppia”.

La stalla fu la prima chiesa e la greppia il primo tabernacolo, dopo il seno purissimo di Maria. Ogni cosa può diventare un ostensorio del suo amore. Anzi, le più umili, le più spregiate ne rispettano meglio il mistero, lasciandone trasparire e conservandone il divino incanto.

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rassegna stampa ….

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Sant’Angelo, messa in piazza e musical per aprire l’anno pastorale. Al centro la generosità

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Domenica  30 settembre 2018 dalle ore 10.15 alle ore 11.15 nei locali dall’oratorio Santa Maria e San Biagio.

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il giorno 15 settembre

pellegrinaggio Parrocchiale

al santuario della Beata Maria Vergine del Rosario di Pompei

info Luigina Cornacchia

tel. 0774420380

#15agosto O Vergine di Luce, Stella dei nostri cuori, Tu che sei stata portata alla gloria del Paradiso e coronata regina del cielo e della Terra, attiraci a Te, e portaci nella casa del tuo Figlio Gesù, per godere in eterno del suo Amore! Buona festa dell’Assunta!

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inizia l’oratorio estivo dal 9-21 festa giochi e preghiera ….

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🙏
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❤️

Grazie al Vescovo Mauro alle catechiste Michelangela ed Emiliana a voi siate perseveranti

📿
📿

stiamo organizzando, liberamente e senza impegno, con macchine proprie, un pellegrinaggio alla Santissima Trinità; partenza ritrovo alle ore 20.00 nella Chiesa di santa Maria. ritorno domani per le 9 a s Angelo r. … un gruppo di persone che vanno a pregare per Davide ….info don o confraternità

MAMMA MARIA

Ho sussurrato il nome di Maria

Il cuore si è riempito di allegria

Ho scelto tra le rose la più bella

Per poi donarla a Te, oh Mamma bella

Tu mi hai sorriso e teso le tue mani

Mi hai detto “non temere il tuo domani”

Sarò sempre con te Figliolo mio

Ti porterò con me dal Padre tuo

Mamma Maria Mamma Maria

Tu mi sostieni e guidi in questa vi_i_a

Mamma Maria Mamma Maria

Regina tu ora sei e Madre mia

Tu mi hai donato il sangue del Signore

Tu mi hai donato gioia e tanto amore

Ho scelto su nel cielo una stella

assomigliava a Te, oh Mamma bella

Mamma Maria Mamma Maria

Tu mi sostieni e guidi in questa vi_i_a

Mamma Maria Mamma Maria

Regina tu ora sei e Madre mia

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festa comunicandi 2018

auguri giancarlo

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SETTIMANA SANTA 2018
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via crucis manifesto 2018 PARROCCHIA Santa MARIA e San BIAGIO 2018
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BENEDIZIONI DELLE FAMIGLIE  3 MARZO E 10 MARZO 

colletta alimentare 2018 caritas

ciao Paolo Lupi …buon volo in paradiso …ci mancherai

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LE CENERI

Gl 2,12-18; Sal 50 (51); 2 Cor 5,20–6,2; Mt 6,1-6.16-18

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

R Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. 14

MERCOLEDÌ

LO 4ª set ORE 17 PER TUTTI IN PARROCCHIA NELLA CHIESA DI S MARIA, SANTA MESSA CON RITO DELL’IMPOSIZIONE DELLE CENERI ALL’INIZIO DELLA QUARESIMA

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FESTA IN ONORE DI SAN BIAGIO

NOVENA SA S BIAGIO

PARROCCHIA
NATALE 2017

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio *

ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *

il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *

e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico figlio, *

e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *

eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *

per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *

in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *

pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *

non saremo confusi in eterno.

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feste in preparazione al Natale un Racconto sempre Nuovo…2017

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Natale
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] ] ]PELLEGRINAGGIO ALATRI – MIRACOLO EUCARISTICO 

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Essere Attenti Ed Essere Vigilanti Sono Le Condizioni Per Permettere A Dio Di Irrompere Nella Nostra Esistenza, Per Restituirle Significato E Valore Con La Sua Presenza Piena Di Bontà E Di Tenerezza. Maria Santissima, Modello Nell’attesa Di Dio E Icona Della Vigilanza, Ci Guidi Incontro Al Suo Figlio Gesù, Ravvivando Il Nostro Amore Per Lui.

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] ] ]Vi ricordo la gita- pellegrinaggio

parrocchiale del 9 dicembre ..le iscrizioni sono aperte…

Il miracolo eucaristico di ALATRI (1228)

Il miracolo eucaristico di Alatri è accaduto nel 1228. La preziosa reliquia, l’ostia di carne viva al posto dell’ostia bianca, è conservata nella

Basilica con cattedrale di San Paolo apostolo.

L’atto sacrilego, compiuto da una ragazza poco più che adolescente, addolorata per un amore non più corrisposto, consiste in questo: per riavere l’amato del suo cuore, una maga, come soluzione suggerì di procurarle un’Ostia consacrata, con cui preparare un efficace filtro amoroso.

“Vai – le disse – portami dalla tua chiesa un’ostia che sia consacrata ed io ti darò un filtro portentoso che riporterà il tuo ragazzo al tuo cuore”. (La tradizione dice che il sacrilegio è avvenuto proprio nella nostra Chiesa parrochiale di Santo Stefano).

L’ingenua ragazza, pur di riavere l’oggetto del suo desiderio, andò a Messa e fatta la comunione, riuscì senza farsi vedere a portare a casa l’Ostia consacrata avvolta in un fazzoletto e la nascose dentro la madia del pane.

Quando si decise, dopo tre giorni di tremenda altalena se portare o no dalla maga l’ostia consacrata, aprendo la madia restò esterrefatta: invece dell’ostia bianca trovò un’Ostia di carne viva.

Fuggì dalla casa in preda allo spavento, giunta alla chiesa si rivolse al sacerdote e piangendo confessò il suo terribile peccato. Il ministro di Dio andò a prelevare l’involto e lo portò al Vescovo, che era Giovanni V. Il vescovo si affrettò a comunicare la notizia al sommo Pontefice Gregorio IX, chiedendo consigli sul da farsi.

La “Bolla” del Papa del 13 marzo 1228 venne letta dal vescovo di Alatri che la mostrò al clero e al popolo e poi con tremore mostrò l’Ostia incarnata, che ancora oggi si può adorare, tenuta tra due batuffoli di ovatta e posta in forma di una pallottolina di colore scuro in un tubicino di vetro dell’altezza di cm. 4, a sua volto chiuso in un ostensorio-reliquiario collocata in un ampia nicchia dell’altare dedicato all”Ostia divenuta carne, in una cappella del transetto destro della con cattedrale di San Paolo.

Nel fusto dell’ostensorio-reliquiario, di metallo dorato, sta scritto:

“Il Verbo si fece carne e abitò fra noi”.

Il miracolo di Alatri si inserisce in un clima di raffreddamento della fede eucaristica.

Contro questa tendenza la chiesa reagì con il Concilio Lateranense IV (1215) nel quale si riaffermò la dottrina cattolica: “Una la Chiesa universale dei fedeli, nella quale il medesimo Gesù Cristo è sacerdote e vittima, il suo Corpo e Sangue sono veramente contenuti nel sacramento dell’altare, sotto le specie del pane e del vino, transustanziandosi il pane nel corpo e il vino nel sangue di Cristo”.

Alatri è città eucaristica. Sua Ecc. Mons. Torrini, volle aprire ad Alatri un cenacolo tutto dedito all’adorazione eucaristica. Nel 1927 vennero da Ronco di Ghiffa, Verbania, le Benedettine dell’Adorazione Perpetua ed il monastero, in estinzione, prende nuova vita e nuovo impulso, grazie a Madre Scolastica Cattaneo e altre quattro suore.

Molte le giovani che vi accorrono attirate dallo spirito nuovo improntato alla riparazione e alla adorazione.

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Giornata Mondiale dei Poveri: il messaggio del Vescovo alle Parrocchie della Diocesi
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festa di tutti i Santi 2017

ISCRIZIONE AL CATECHISMO

scarica compila e portala in parrocchia

MESSE AL CIMITERO

MESSE AL CIMITERO

****avviso  —-S MARIA ORE 17.00

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DI S MARIA E S BIAGIO

Messa solenne

domenica 22 ottobre dalle ore 10.15 alle 11.15

VI ASPETTO

per il primo incontro genitori e parroco in chiesa s. Maria e s. Biagio

seguirà L’Eucaristia domenicale …

******Gita Parrocchiale per tutta la catechesi e i loro genitori…sabato 9 dicembre 2017. #ad Alatri#Cattedrale di San Paolo# …e nel pomeriggio visita ai presepi nel Borgo antico di Alatri…# aspettiamo le vostre iscrizioni e vi verranno date ulteriori informazioni sulla giornata#

******2° Edizione … “Dai mostri ai Santi venite in chiesa siamo tanti!!!!!!!!!!!”

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Parrocchia Santa Maria e San Biagio

Vi aspettiamo per divertirci con voi in attesa della Festa di tutti i Santi.

I giochi si svolgeranno dal 29 al 31 ottobre, dalle ore 17 alle 19 in oratorio Santa Maria e San Biagio, il programma è questo:

domenica 29 ottobre 2017:

  • accoglienza, con la divisione in squadre dei bambini
  • torneo di biliardino, tabù, uno etc…

lunedì 30 ottobre 2017:

  • giochi misti e assegnazione dei punti ad ogni squadra

martedì 31 ottobre 2017:

  • Festa in oratorio con dolci, balli, canti e ancora giochi
  • Tutti in maschera ognuno dei ragazzi indosserà il costume del proprio Santo scelto o preferito…
  • il pomeriggio si concluderà con la sfilata dei santi e la premiazione del Santo più originale.

Vi Aspettiamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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IL PARROCO E IL CONSIGLIO PASTORALE
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adorazione eucaristica in catechesi
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IL GIORNO 24 SETTEMBRE INIZIO DELLE ISCRIZIONI AL CATECHISMO 2017-18.

IL GIORNO 29 SETTEMBRE RICORRE LA FESTA DI S MICHELE TUTTE LE MESSE IN PREPARAZIONE ALLA FESTA SARANNO CELEBRATE CON IL TRIDUO NELLA CHIESA DI S MICHELE.

IL GIORNO 8 OTTOBRE INIZIO DELL’ANNO PASTORALE 2017-18.

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ORARIO DELLE MESSE

FERIALE ORE 18.30

FESTIVO ORE 9, ORE 11.30, ORE 18.30

IL GIORNO 16 SETTEMBRE PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI POMPEIIL GIORNO 22 SETTEMBRE VEGLIA DI PREGHIERA PER LA FESTA DI PADRE PIOIL GIORNO 23 SETTEMBRE PROCESSIONE IN ONORE DI SAN PADRE PIOIL GIORNO 24 SETTEMBRE INIZIO DELLE ISCRIZIONI AL CATECHISMO 2017-18.

IL GIORNO 8 OTTOBRE INIZIO DELL’ANNO PASTORALE 2017-18.

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Vi sono stanchezze proprie della società attuale che non spariscono con le vacanze. Non scompaiono col semplice fatto di andare a riposare per qualche giorno. La ragione è semplice. Le vacanze possono aiutare a rifarci un po’, ma non possono darci quel riposo interiore, quella pace del cuore e quella tranquillità dello spirito di cui abbiamo bisogno.

Una prima fonte di stanchezza è l’attivismo estenuante. Non rispettiamo i ritmi naturali della vita. Facciamo sempre più cose in sempre meno tempo. Viviamo accelerati, nel logorio permanente, distruggendoci ogni giorno un po’ di più. Poi arriveranno le vacanze per «ricaricare le pile».

È un errore. Le vacanze non servono a eliminare questa stanchezza. Non basta «sconnettersi» da tutto. Al ritorno dalle vacanze tutto tornerà uguale. Non abbiamo bisogno di accelerare ancora di più la nostra vita, ma di imparare un ritmo più umano, smettere di fare alcune cose, vivere più lentamente e in modo più rilassato.

C’è un altro tipo di stanchezza che nasce dalla saturazione. Viviamo un eccesso di attività, relazioni, appuntamenti, incontri, pranzi e cene. D’altra parte, la segreteria telefonica, l’auto, il computer o la posta elettronica facilitano il nostro lavoro, introducendo però nella nostra vita una saturazione. Siamo sempre localizzabili ovunque, sempre «connessi». Poi arriveranno le vacanze per «scomparire» e «sconnettersi».

E un errore. Ciò di cui abbiamo bisogno è imparare a «mettere ordine» nella nostra vita: curare ciò che è importante, relativizzare quello che è secondario, dedicare più tempo a quanto ci dà pace interiore e tranquillità.

Vi è anche un’altra stanchezza più diffusa, difficile da precisare. Viviamo stanchi di noi stessi, stufi della nostra mediocrità, senza trovare quello a cui in fondo aspira il nostro cuore.

Come potranno curarci delle vacanze?

Per questo non è superfluo ascoltare le parole di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Esiste un riposo che si può trovare solo nel mistero di Dio accolto nel nostro cuore seguendo i passi di Gesù.

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ORARIO SANTE MESSE 
FERIALE
LUNEDÌ E GIOVEDÌ S LIBERATA ORE 18.30 
MARTEDÌ VENERDÌ SABATO S MARIA ORE 18.30 
MERCOLEDÌ S MICHELE ORE 18.30 
 
FESTIVO 
S LIBERATA ORE 9 
S MARIA ORE 18.30 

vedi eccezione nella categoria calendario liturgico …

https://www.facebook.com/confraternitaVallepietra/videos

Dal 3-16 di luglio la 4°edizione dell’oratorio estivo parrocchiale 

IL GIORNO 21 GIUGNO NELLA CHIESA DI S MARIA ORE 18.30 FESTA DI S LUIGI GONZAGA PROTETTORE DEL POST CRESIMA

• GIOVEDÌ 15 giugno ’17 ORE 18.30 MESSA DEL CORPUS DOMINI SEGUE LA SOLENNE PROCESSIONE PER LE VIE DEL PAESE

• DOMENICA 18 GIUGNO ORE 18.30 FESTA DI S ANTONIO E CHIUSURA ANNO PASTORALE PROCESSIONE S ANTONIO DI P.

• LUNEDI 19 GIUGNO ORE 18.30 FESTA DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA E SAN BIAGIO (C. 1759)

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CRESIME 2017

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Programma Festeggiamenti 2017
 
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SABATO 13 MAGGIO 2017 CHIESA DI S MARIA E S BIAGIO 

13 Maggio: Preghiera alla Madonna di Fatima e Preghiere giubilare per il Centenario delle Apparizioni di Fatima

Oggi 13 Maggio ricorre l’apparizione della Madonna a Fatima

e in particolare il suo centenario

ORE 17.30 ROSARIO

18.30 SANTA MESSA

19.15 PROCESSIONE

Preghiere giubilare per il Centenario delle Apparizioni di Fatima

Preghiera Giubilare di Consacrazione

Salve, Madre del Signore,

Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!

Benedetta fra tutte le donne,

sei l’immagine della Chiesa rivestita di luce pasquale,

sei l’onore del nostro popolo,

sei il trionfo sul male.

Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,

Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,

Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,

insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori,

le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli.

Mostraci la forza del tuo manto protettore.

Nel tuo Cuore Immacolato,

sii il rifugio dei peccatori

e la via che conduce a Dio.

Unito/a ai miei fratelli,

nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,

a Te mi affido.

Unito/a ai miei fratelli, attraverso di Te, a Dio mi consacro,

o Vergine del Rosario di Fatima.

E alla fine, avvolto/a dalla Luce che dalle tue mani giunge a noi,

darò gloria al Signore per i secoli dei secoli.

Amen.

Preghiera alla Madonna di Fatima

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.

Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.

Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta.

Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, prezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio.

Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen

CONSEGNA DELLA VESTE PER LA PRIMA COMUNIONE 2017

Ed ora dopo aver incontrato già il Signore Gesù nel Sacramento del Battesimo e nel Sacramento della Riconciliazione, celebrato con la Festa del Perdono, avendo ora proclamato con consapevolezza la nostra fede, mentre continuerete il cammino di preparazione alla prima comunione vi sarà ora consegnato il vestito bianco che indosserete il giorno della vostra Prima Comunione. Questo vestito vuole richiamare la veste bianca ricevuta il giorno del Battesimo come segno della nuova dignità di Figli di Dio.

Allora come oggi è valido l’invito del Signore a portarlo senza macchia per raggiungere così la vita eterna.

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I BAMBINI VENGONO CHIAMATI PER NOME DALLA CATECHITA E RICEVONO DAL SACERDOTE IL VESTITO BIANCO MENTRE IL SACERDOTE DICE A CIASCUNO:

Nel Battesimo sei diventato nuova creatura, e ti sei rivestito di Cristo. Questa nuova veste bianca sia segno del rinnovato incontro con Cristo: aiutato dalle parole e dell’esempio dei tuoi cari, portala senza macchia per la vita eterna.

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Festa diocesana dei ragazzi che riceveranno la prima comunione e delle loro famiglie

Quando:25.04.2017

Dove:Santuario di N. S. di Fatima – San Vittorino Romano

Categoria:Diocesi di Tivoli

Che la luce del Risorto possa illuminare la nostra vita buia e svogliata e ci renda capaci di accogliere con gioia i nostri fratelli e sorelle nel rispetto e amore alla luce del Risorto….

Buona Pasqua 2017

dal parroco e consiglio parrocchiale…..

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buona settimana santa …

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In occasione della settimana santa è possibile confessarsi:

  • giovedì 13 aprile 2017: dalle ore e durante la preghiera di giovedì sera fino alle 24,00
  • venerdì 14 aprile 2017: dalle ore  10,00 alle 1200 e dalle ore 16,00 alle 18,00
  • sabato 15 aprile dalle ore 22.30 durante tutta la veglia pasquale
  • domenica 16 aprile 2017 durante le sante messe, prima e dopo .

10 aprile 2017

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DI S MICHELE ad. 1677 dC

ORE 17.30 P PIO

ORE 18.30 SANTA MESSA SOLENNE

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7 APRILE ORE 18.00 PER LE VIE DI S. ANGELO VECCHIO

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PARROCCHIA S

Ricorda a tutti genitori dei ragazzi che frequentano il catechismo l’appuntamento mensile con il parroco alle 10.15 nella chiesa parrocchiale di s. Maria 

Tema dell’incontro:  come vivere la Pasqua nella famiglia. 

Vi aspetto

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don 

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APPUNTAMENTI

Evento Titolo:

Inizio della Quaresima

Quando:

01.03.2017

ore 17.30 via crucis

ore 18.00 S. Messa con l’imposizione delle Ceneri

Dove:

chiesa parrocchiale di s Maria e s Biagio

s Angelo Romano

Descrizione

S. Messa con l’imposizione delle Ceneri

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Mercoledì delle Ceneri

Al termine del Carnevale segue un periodo sacro di 40 giorni che prepara alla Pasqua, il cosiddetto periodo di Quaresima. La Quaresima, che nella tradizione deve essere vissuta con austerità e privazione da ogni divertimento, inizia con il “Mercoledì delle Ceneri”. Il giorno delle Ceneri quindi segna la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima, ma cosa significa ricevere le Ceneri?

Ricevere le ceneri sul capo, equivale a riconoscere il male che è in noi, ad esprimere dispiacere, a manifestare il pentimento. Ed è infatti l’atteggiamento “penitenziale” che deve contraddistinguere il cammino cristiano verso la Pasqua. Questo non vuol dire adempiere solo ad una pratica devozionistica, cioè una cosa che facciamo tanto per fare, perchè sono un cristiano e “devo farlo”… Al contrario ci deve essere dentro di noi un deciso orientamento esistenziale, devo operare una “scelta fondamentale”.

Vediamo di capire meglio questa ricorrenza con alcuni semplici punti.

Origini storiche

il_papa_il_mercoledi_delle_ceneri_imagelargeAlla fine del V° secolo la Chiesa inserisce una novità nella celebrazione della Quaresima: il periodo quaresimale non inizia più dalla domenica ma il mercoledì con il rito dell’imposizione delle ceneri sulla testa dei fedeli. Le ceneri rappresentano il segno di penitenza e contrizione per le intemperanze carnevalesche. Il “Mercoledì delle Ceneri”, dunque, secondo il rito romano, è il primo giorno della Quaresima. Nel rito ambrosiano, invece, la Quaresima ha ancora inizio la domenica successiva. Il Mercoledì delle Ceneri, dunque, si celebra 46 giorni prima della Pasqua ed è un giorno di digiuno ed astinenza, tenuto conto che nelle cinque domeniche di Quaresima, come in ogni domenica dell’anno, la dimensione festiva prevale decisamente su quella penitenziale (tanto che nelle chiese d’Oriente si ritiene il digiuno incompatibile con la domenica). Il conteggio dei giorni si conclude il sabato che precede il giorno di Pasqua.: in questo modo si ha un periodo di penitenza e digiuno esattamente di 40 giorni.

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell’imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l’importanza di questo segno.

Giovanni Paolo II qualche anno fa introdusse il Mercoledì delle Ceneri con queste parole:

“Oggi la Chiesa indìce il Digiuno dei Quaranta Giorni. Lo fa a ricordo del digiuno di Cristo Signore, che, in questo modo, si preparò alla sua pubblica attività messianica. La Chiesa indìce la Quaresima come periodo di preparazione alla solennità di Pasqua. E la Pasqua – passione, morte e risurrezione – costituisce l’adempimento della missione messianica di Gesù di Nazaret. La Chiesa inizia il digiuno dei quaranta giorni da oggi, mercoledì delle Ceneri. In questo giorno, limitando al minimo il consumo dei cibi, tutti chiniamo il nostro capo, perché il sacerdote vi deponga le ceneri. Ciò corrisponde a un’antichissima tradizione del popolo di Dio, che ha il suo inizio nell’Antico Testamento.”

Una simbologia che ha radici antiche

La simbologia delle ceneri è ricca di risonanze bibliche. Abramo, in quella pagina in cui osa rivolgersi a Dio e “mercanteggiare” con lui la sorte degli abitanti di Sodoma, ricorda con umiltà di non essere altro che “polvere e cenere” (Gen 3,19); con la stessa espressione anche Giobbe riconosce la debolezza e la fragilità della condizione umana (Gb 30,19). La cenere è anche segno di pentimento: il re di Ninive, quando viene a sapere della minaccia di Dio, si copre di sacco e si mette a sedere sulla cenere (Gio 3,6); anche Giuditta invita tutto il popolo a cospargersi il capo di cenere, vestire di sacco e alzare le mani per supplicare il Signore (Gdt 4,11).

Questi due significati sono espressi anche dalle formule che accompagnano il gesto di imposizione delle ceneri: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen 3,19) dice la fragilità, la precarietà dell’uomo;

“Convertiti e credi al Vangelo” sottolinea l’aspetto positivo della Quaresima, la disponibilità ad intraprendere un cammino di conversione e a lasciarsi riconciliare con Dio (2Cor 5,20).

Ivan Kramskoy. Christ in the desert. 1872.«Con questo rito penitenziale sorto dalla tradizione biblica e conservato nella consuetudine ecclesiale fino a i nostri giorni, viene indicata la condizione dell’uomo peccatore che confessa esternamente la sua colpa davanti a Dio ed esprime così la volontà di una conversione interiore, nella speranza che il Signore sia misericordioso verso di lui. Attraverso questo stesso segno inizia il cammino di conversione, che raggiungerà la sua meta nella celebrazione del sacramento della penitenza nei giorni prima della Pasqua» (Paschalis solemnitatis n. 21)

Con il segno penitenziale delle Ceneri, sorto nella tradizione biblica e conservato dalla chiesa, riconosciamo di essere bisognosi del perdono di Dio ed esprimiamo la nostra fiducia nella sua misericordia; Egli si getta dietro le spalle i nostri peccati e ci reintegra nella comunione con lui. Il segno della cenere sul nostro capo sia il segno della risolutezza del nostro cammino di conversione nelle scelte del nostro quotidiano, nelle nostre relazioni interpersonali, nella nostra appartenenza alla comunità cristiana.

Il rito

Le ceneri che vengono usate nella celebrazione del mercoledì sono ottenute bruciano le palme e gli ulivi benedetti l’anno prima nel corso della “Domenica delle Palme”. Il sacerdote, al momento dell’imposizione delle ceneri, pronunciava questa frase: “ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” oggi sostituita da “Convertitevi e credete al Vangelo”.

cenereDobbiamo insieme inchinare il nostro capo, sul quale la mano del sacerdote poserà le ceneri. Ognuno di noi ascolterà in quel momento le parole che riassumono il significato del mercoledì delle Ceneri.

La liturgia delle Ceneri si esprime in due brevi formule della Sacra Scrittura.

La prima formula: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, tolta dal Libro della Genesi (cf. Gen 3, 19)

La seconda formula: “Convertitevi e credete al Vangelo”, secondo il testo di san Marco (Mc 1, 15).

Ognuna di queste formule ha un contenuto proprio. Ognuna costituisce una particolare sintesi. La Chiesa vuole che noi accettiamo, all’inizio della Quaresima, la verità che è contenuta in entrambe le formule del rito liturgico. Accettiamo dunque la verità sulla morte, sulla caducità dell’uomo nel mondo temporale. E accettiamo al tempo stesso la verità sulla Vita, che oltrepassa la dimensione della temporaneità: sulla vita eterna in Dio, alla quale ci introduce Cristo. Ed accettiamo, sulla base di questa duplice verità, la chiamata alla conversione. Riassumendo: L’uso delle ceneri ha un duplice significato teologico: per prima cosa rappresentano il segno della debole e fragile condizione dell’uomo. In secondo luogo la cenere rappresenta anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un cammino verso Dio

Il rito della benedizione e imposizione delle ceneri può essere inserito anche in una celebrazione non eucaristica. In questo caso esso è preceduto da una liturgia della Parola (secondo lo schema della Messa: canto iniziale, orazione, letture, omelia) e seguito dalla preghiera dei fedeli.

Il digiuno

Al segno delle ceneri è legata la pratica del digiuno: il Mercoledì delle Ceneri è l’unico giorno, insieme al Venerdì Santo, di digiuno e astinenza, come segno di vera conversione, per affrontare vittoriosamente la tentazione e la lotta contro il male.

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (Mt 6,1-6.16-18) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

GESU’ CRISTO DISCORSO MONTAGNA«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Si tratta di un cammino nuovo di accesso al cuore di Dio che si apre davanti a noi. Gesù, per assicurarci interiormente, non chiede ciò che noi facciamo per Dio, bensì ciò che Dio fa per noi. L’elemosina, la preghiera ed il digiuno non sono soldi per comprare il favore di Dio, ma sono la risposta di gratitudine all’amore ricevuto e sperimentato.

altre notizie …..

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FESTA S BIAGIO

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• INIZIO DEI CORSI PREMATRIMONIALI -PASSARE IN UFFICIO PARROCCHIALE PER LE ISCRIZIONI ENTRO LE 28 GENNAIO 2017.

• FESTA DI S ANTONIO – INVITIAMO TUTTI COLORO CHE POSSIEDONO ANIMALI DOMESTICI ALLA BENEDIZIONE DOMENICA 22 GENNAIO ORE 12 NELLA CHIESA DI S LIBERATA.

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🙏
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Tantissimi auguri al nostro Giancarlo per l’ammissione all’ordine del diaconato permanente grazie del tuo servizio nella nostra comunità di Sant’Angelo Romano

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ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA

Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua.

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 16 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 1° marzo.

L’Ascensione del Signore, il 28 maggio.

La Pentecoste, il 4 giugno.

La prima domenica di Avvento, il 3 dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Amen.

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Il si dei nostri ragazzi

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NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA E SAN BIAGIO 
VENERDÌ 30 DICEMBRE ALLE ORE 21.00 
VEGLIA, ADORAZIONE E MOMENTO DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI ALLA VITA RELIGIOSA E FAMILIARE 
E PER IL NOSTRO FRATELLO GIANCARLO CERQUA IN PREPARAZIONE DELL’AMMISSIONE AGLI ORDINI 

SIETE INVITATI TUTTI

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https://youtu.be/6I7Z5zb2pdY     musica delle profezie ….
http://www.diocesitivoli.it/component/k2/item/1645-adorazione-ferie-maggiori
 
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II DOMENICA DI AVVENTO

(oggetto: segnale stradale di inversione di marcia)
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Per molti la panchina di qualsiasi sport è antipatica. Vorresti tanto giocare la partita. Ma ti hanno messo in panchina. Non sei ancora all’altezza dei migliori ma se ci pensi bene, non è tempo perso. Significa che devi allenarti di più … migliorare i fondamentali e sarai pronto per entrare a suo tempo.
C’è posto per tutti nella squadra di Gesù, per seguire i suoi schemi occorre essere convinti e preparati. Non ce la possono fare i pigri e gli arrabbiati, sono difetti insormontabili per chi vuole dare e ricevere amore.
Il nostro incontro con gli altri deve superare gli stretti confini della pura cortesia e vedere nell’altro Gesù che viene.
1°bambini: in questo periodo di avvento bisogna imparare a trovare momenti in connessione con Nostro Signore.
2°bambini: Impariamo da Giovanni dalla sua Umanità senza barriere e dalla sua disciplina. Pur essendo il portavoce di Dio, egli continua la sua missione.
3° bambini: rendiamo la nostra fede coerente, con le nostre opere e la nostra perseveranza.
Vangelo  Mt 3,1-12

Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Dal vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

I DOMENICA DI AVVENTO
(oggetto: lanterna con candela viola dentro)
INTRODUZIONE AL PROGETTO
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C’è una panchina dove occorre stare sempre vigili e attenti. È la panchina dove attendiamo un aereo, un autobus, un treno.
E da questa panchina perdere la coincidenza sarebbe come perdere un’occasione. Anche Gesù ci ha dato un appuntamento. È in ballo la nostra felicità.
E dunque in vista di quel giorno bisogna vegliare, tenersi pronti, agire saggiamente, con distacco e insieme con impegno: perché dall’interno della storia maturi il progetto di Dio.
In questa settimana, allora, Lui ci chiede maggiore attenzione: ai vicini, agli amici e ai famigliari, ma soprattutto a noi stessi. Lo fa perché ci ama.
1° bambino: Il cristiano deve avere un cuore sufficientemente missionario per vedere, negli incontri con gli altri, tale venuta.
2° bambino: Cristo non può essere programmato: deve essere atteso, lasciando che nella nostra vita ci sia uno spazio anche per la sua presenza.
3°bambino: La vigilanza cristiana permette di leggere in profondità i fatti per scoprirvi la «venuta» del Signore.

Esercizi Spirituali per i sacerdoti e diaconi della Diocesi

14.11.2016 – 18.11.2016 Santa severa -rm.

 DOMENICA 6 NOVEMBRE ALLE ORE 11.00 SANTA MESSA

in occasione della commemorazione del IV novembre “Giorno dell’Unità d’Italia e Giornata delle Forze Armate – Centenario della Grande Guerra”

La storia di un popolo ha nelle sue ricorrenze nazionali un momento forte di presa di coscienza dei valori che costituiscono il fondamento del bene comune, della pace, della libertà. Questi valori hanno la loro sorgente e il loro compimento in Dio Padre, da cui discende ogni vincolo di fraternità. Oggi vogliamo guardare a Cristo, che sulla croce ha stabilito il patto di riconciliazione e di pace fra tutti i popoli. In Lui, primogenito tra molti fratelli, si infrangono le catene di ogni schiavitù e si aprono nuovi orizzonti di solidarietà nella giustizia, nella pace e nell’amore.

FESTA DI TUTTI I SANTI

I #Santi non sono nati perfetti.

Hanno camminato ogni giorno verso la #perfezione con l’aiuto della #grazia di #Dio.

#Vangelo #Ognissanti

Oggi,festeggiando tutti i santi

sperimentiamo di non essere soli

e di avere come amici

quelli che ci hanno preceduto sulle tracce di Gesù.

BUONA SANTITÀ’ A TUTTI

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MISERICORDIA E PECCATO

“Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi. In un altro passo del Vangelo, Gesù afferma che è molto difficile per un ricco entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 19,23). Nel caso di Zaccheo, vediamo proprio che quanto sembra impossibile si realizza: “egli – commenta san Girolamo – ha dato via la sua ricchezza e immediatamente l’ha sostituita con la ricchezza del regno dei cieli” (Omelia sul salmo 83, 3). E san Massimo di Torino aggiunge: “Le ricchezze, per gli stolti sono un alimento per la disonestà, per i saggi invece sono un aiuto per la virtù; a questi si offre un’opportunità per la salvezza, a quelli si procura un inciampo che li perde” (Sermoni, 95). […] Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza” (Benedetto XVI, ANGELUS, Piazza San Pietro, 31 ottobre 2010).

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sabato 29 ottobre 2016

PELLEGRINAGGIO ALLA SANTISSIMA TRINITA’

23 OTTOBRE 2016

INCONTRO MENSILE TRA PARROCO E GENITORI DEI RAGAZZI DEL CATECHISMO, CHIESA DI S. MARIA E S. BIAGIO ORE 10.15-11.15.

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le parole del Papa …..

tutte le forme di dialogo sono espressione della grande esigenza di amore di Dio, che a tutti va incontro e in ognuno pone un seme della sua bontà, perché possa collaborare alla sua opera creatrice. Il dialogo abbatte i muri delle divisioni e delle incomprensioni; crea ponti di comunicazione e non consente che alcuno si isoli, rinchiudendosi nel proprio piccolo mondo. Non dimenticatevi: dialogare è ascoltare quello che mi dice l’altro e dire con mitezza quello che penso io. Se le cose vanno così, la famiglia, il quartiere, il posto di lavoro saranno migliori. Ma se io non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio ad urlare – oggi si urla tanto – non andrà a buon fine questo rapporto tra noi; non andrà a buon fine il rapporto fra marito e moglie, tra genitori e figli. Ascoltare, spiegare, con mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare, ma avere un cuore aperto.

Gesù ben conosceva quello che c’era nel cuore della samaritana, una grande peccatrice; ciononostante non le ha negato di potersi esprimere, l’ha lasciata parlare fino alla fine, ed è entrato poco alla volta nel mistero della sua vita. Questo insegnamento vale anche per noi. Attraverso il dialogo, possiamo far crescere i segni della misericordia di Dio e renderli strumento di accoglienza e rispetto.

 

XXX Domenica del Tempo Ordinario

90ͣ Giornata Missionaria Mondiale (Colletta obbligatoria).

CAMMINO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA CRESIMA DEGLI ADULTI 

• Coordina il diacono Alberto Coletta

SECONDA VICARIA Dal 14 Ottobre 2016 al 16 Dicembre 2016 •

Ogni venerdì ore 20.30-22 Collefiorito di Guidonia • Parrocchia San Filippo Neri

Si può partecipare a partire dai 17 anni. Il cammino è aperto anche ai padrini e alle madrine. • È opportuno comunicare l’iscrizione per tempo alla Segreteria dell’Ufficio Catechistico Diocesano oppure al diacono Alberto Coletta (329 3251916; colettalberto@gmail.com). • Per poter accedere al cammino è necessaria una lettera di presentazione del proprio parroco

AVVISI

Mese di Ottobre 

7-14-21-28 OTTOBRE 2016 ADORAZIONE EUCARISTICA E PREGHIERA COMUNITARIA ORGANIZZATA DAL GRUPPO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO, NELLA CHIESA S. LIBERATA ORE 21.00

9 OTTOBRE 2016 APERTURA DELL’ANNO PASTORALE PARROCCHIALE, ORE 11.00 S. MESSA, PIAZ. BEL VEDERE A. NARDI

10 OTTOBRE 2016 ROSARIO ORGANIZZATO DAL GRUPPO DI PADRE PIO, ORE 16.30, CHIESA S LIBERATA

16 OTTOBRE 2016 GIORNATA DEI MINISTRANTI DELLE PARROCCHIE DELLA DIOCESI

4-11-18-25 OTT0BRE 2016 (TUTTI I MARTEDÍ) SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI, ORE 19.30-21.30, PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO, VILLANOVA DI GUIDONIA

22 OTTOBRE 2016 PELLEGRINAGGIO GIUBILARE DIOCESANO A ROMA

23 OTTOBRE 2016 INCONTRO MENSILE TRA PARROCO E GENITORI DEI RAGAZZI DEL CATECHISMO

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Parrocchia Santa Maria e San Biagio

Via Delle Torri 16 – Tel. 0774420380/email:parr.sangelorum@alice.it

Segreteria prima/dopo Gli Orari Delle Ss. Messe Festivo 9.00-11.30-18.30 (17.00 Inv.) Feriale ore 18.30 (17.00 invernale)

Ottobre 2016

Gentilissimi parrocchiani,

Come ogni anno la commissione economica e il consiglio pastorale della parrocchia vieni a presentarvi il calendario pastorale e insieme adesso sollecita la vostra partecipazione la vita della parrocchia e alla sua organizzazione.

Abbiamo realizzato questo anno tante opere belle, come la facciata della chiesa di Santa Maria, le campane nella Chiesa di S. Liberata e altre opere sono in corso. L’anno trascorso abbiamo vissuto delle esperienze di servizio, di fede e di condivisione fraterna accanto alle famiglie dei giovani, bambini, anziani.

«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Gesù̀, secondo l’evangelista Luca, al capitolo 17,11-19, nel guarirei i lebbrosi, attira l’attenzione sulla nostra fede.  La fede non è un dono che Dio dà ad alcuni, ma la risposta degli uomini al dono d’amore che Dio fa a tutti. Quelli che percepiscono questo amore e rispondono, questo si chiama fede. Gesù̀ stesso lo dice, tutti i dieci sono stati guariti, ma soltanto uno è tornato, ha risposto a questa guarigione. E questa è la fede. Quindi la fede non è un dono che Dio fa ad alcuni e ad altri meno, ma la risposta degli uomini al dono d’amore che Dio fa. E che cos’è la fede? La fede è saper rispondere positivamente a quegli avvenimenti che la vita ci fa incontrare.

Vi aspetto tutte le domeniche in parrocchia

per rispondere insieme all’amore che Dio ha per noi….

don adrian lupu

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parrocogiancarlo

SAR ORATORIO DAL 9 LUGLIO AL 21 LUGLIO 2019
NON MANCARE

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