Gruppo giovani

 

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L’impegno di gruppo

GUIDATI DA SALVATORE E GIOVANNI…

OBIETTIVO: Il gruppo non deve solo “fare”, ma soprattutto essere comunità cristiana

    • Come gruppo che impegno abbiamo, lo scopo del nostro stare insieme è necessario definirlo, altrimenti potrebbe risultare sterile (lasciare spazio al dialogo).
    • Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

La vita dei primi credenti si esprime attraverso: la leityrgia (l’ascolto della Parola e la razione del pane eucaristico), la diakonia (il servizio), lakoinonia (la comunione), la martyria (la testimonianza). Cosa significa per il nostro gruppo fare queste cose oggi?

    • Per essere riconoscibile come segno davanti al mondo, la Chiesa deve possedere una precisa identità visibile; deve configurarsi come comunità di fede, di culto e soprattutto di rapporti fraterni: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Perciò la comunità seguirà criteri diversi rispetto agli altri gruppi umani: adesione libera, corresponsabilità di tutti, autorità come servizio, correzione e aiuto fraterno, rinuncia a reagire con la violenza al male subìto, attenzione preferenziale agli ultimi e superamento delle discriminazioni sociali.
    • Nella misura in cui assumerà questi lineamenti, la comunità cristiana contribuirà efficacemente a costruire la pace sulla terra e sarà immagine credibile della comunione trinitaria delle persone divine: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).
    • Quali sono gli ostacoli nell’essere comunità?
    • Amore fraterno: accettare l’altro per quello che è, pensando che è stato creato per un piano preciso, e non deve quindi essere come piace a noi, ma noi dobbiamo aiutarlo a scoprire i propri talenti.
    • Come posso avere un corretto rapporto fraterno con gli altri?

Chi è Gesú per te? Senti il suo amore in te? Ti senti in comunione con Lui e con i fratelli? Sperimenti pace, sentimenti positivi, capacità di soffrire con gratuità e perseveranza nella ricerca del bene comune? Se sì, allora hai conosciuto il Signore in profondità e ti trovi nella possibilità di dialogare e rapportarti con gli altri in modo maturo, rispettoso, trepidante, costruttivo, liberante.