articoli interessanti

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 5a550054-5cdc-41c9-8990-ce6313541ede_1_201_a.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2773ee70-6ddd-4dd7-8e46-08021514f92e.jpeg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

La Diocesi di Tivoli e Palestrina si è arricchita di quattro Diaconi permanenti. Sia lode sempre al Signore.  Auguri ad Alessandro, Fabio, Giancarlo che fa servizio nella nostra parrocchia e Vincenzo.
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fullsizeoutput_16f7.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 3eced1c9-dc7c-4eb3-9ca4-2fa582346a62.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_9497.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è whatsapp-image-2019-12-12-at-21.05.22.jpeg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è calendario-2019-20..cmyk-trascinato.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesti-avvento-natale-2019.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesto-caritas-raccolta-2019-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 74718063_10221229662239898_5556933282903359488_o.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è image_a96a61f3-2354-455b-b125-2fa340187a41.immagine-png-5b5690458881-1-2.png
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 74339082_1284619628365395_2284072657508892672_n.jpg
dolcetto -santino per le vie del paese 2019

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 76767495_2458559224433224_2961299445725003776_n.jpg
festa dei Santi 2019 in oratorio

HALLOWEEN O FESTA DI TUTTI I SANTI?

Sant’Angelo Romano 31 ottobre 2019

Da pochi anni in Italia, si festeggia Halloween, anche nel nostro piccolo paese di Sant’Angelo Romano è arrivata questa “novità”… che piace per il suo “dolcetto-scherzetto” a piccoli e grandi!

Senza sapere però che è una ricorrenza di origine celtica celebrata la sera del 31 ottobre  esportata negli Stati Uniti dagli emigranti irlandesi spinti dalla terribile carestia dell’800 che, si diressero numerosi nella nuova terra. Tale festa, nel XX secolo ha assunto negli Stati Uniti le forme spiccatamente macabre e commerciali con cui è diventata nota oscurando progressivamente i significati originari.

La festa celtica di Samhain, il nome della festività deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”, in quanto, il calendario celtico in uso 2000 anni fa in Inghilterra, Irlanda e Francia settentrionale, l’anno nuovo incominciava il 31 ottobre.

In questo periodo dell’anno, i frutti dei campi erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità celtica quindi, aveva usanza di riposarsi e ringraziare gli dei per la loro generosità. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Samhain era dunque, una celebrazione che univa la paura dei morti e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi per la cerimonia dell’accensione del fuoco sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del fuoco sacro. Dopo questi riti festeggiavano tre giorni mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

Attraverso le conquiste romane, cristiani e celti vennero a contatto e l’evangelizzazione portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico. Halloween, non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1º novembre, e in seguito, della commemorazione dei defunti il 2º novembre. Fu circa nel IX secolo d.c. che la festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa in tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV.

L’intento è proprio questo, nel nostro piccolo oratorio della Parrocchia di S. Maria e S. Biagio, quello di cristianizzare ed evangelizzare “Halloween”, ancora una volta …attraverso il gioco far  comprendere e far catechesi su cosa sia la festa di Ognissanti, riscoprire lo spirito cristiano di grandi e piccoli offuscato dal consumismo e dal marketing che il mondo intorno a noi ci offre!

I giochi a tema che si sono svolti nel 2º giorno di oratorio, aiutano i bambini ad imparare ad essere “santi” perché informati su quali comportamenti ci aiutano ad essere “onesti cittadini e buoni cristiani”, imparano a vivere e a riconoscere i modelli da seguire che, il Signore ha scelto per mostrarci la via, la verità e la vita… da percorrere in questo pellegrinaggio terreno. Anche il nostro “dolcetto-santino”, fatto per le vie del paese il 31 ottobre nell’ultimo giorno di oratorio, porta con sé una profonda idea di catechesi … lasciando l’immagine del santo con la preghiera vogliamo evangelizzare: ricordando che tutti noi siamo in cammino per la santità …Cristo ci chiama a sé, ognuno con i propri talenti, per dare un proprio contributo all’edificazione del Regno di Dio.

Riscoprire una tradizione prettamente cristiana è un dovere che hanno tutte le comunità cristiane, nei confronti delle nuove generazioni. Noi ci mettiamo del nostro!

#conpietropietrevive                                                                         

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 01bb7099-b96c-467a-b127-1bde10001f0f-1.jpeg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è a7e77669-4e95-4a68-9a5d-fed46999ab90_1_102_o.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 75323268_2458558081100005_7096515695143288832_n.jpg
festa dei santi 2019
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 75204582_10221055321561490_98611328129695744_o.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 74209813_10221088350107183_5997897107032244224_n.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 8198483.jpg
Venerdì 18 ottobre 2019, presso il Cinema Teatro Giuseppetti in Tivoli, Vicolo della Inversata 5, a partire dalle ore 19.00 secondo il seguente programma:
ore 19.00: Preghiera di inizio del Convegno;
Presentazione della Prima Lettera di Pietro e suoi risvolti pastorali, a cura di Mons. Marco Frisina, Biblista della Diocesi di Roma;
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è whatsapp-image-2019-09-21-at-16.31.14-1.jpeg
pellegrinaggio Basilica di Pompei

lettera-di-indizione-dellanno-giubilare-della-cattedrale-di-tivoli.pdfDownload

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è whatsapp-image-2019-10-11-at-12.14.53.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fullsizeoutput_91d5.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fullsizeoutput_f42.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è gy1uv26yqeusnie5etxrha.jpg
Che lampada geniale! ❤😊
#compagniaaccentoaccent
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_8904-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è u4kpyscgtbehpc2doum6bq.jpg
musical e oratorio con rattattuju
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_8906-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 71827741_2430105657278581_8285068166833373184_n.jpg
APERTURA DELL’ANNO CATECHISTICO 2019/20… PRIMA PARTE… VI ASPETTIAMO NEL POMERIGGIO DALLE 16.30!!!
“CON PIETRO, PIETRE VIVE” 🧱💒
COSTRUIAMO IL NOSTRO FUTURO!!!
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_8907-1.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è dxazvgqaq4qhdeuys0zfiq.jpg
restauro del confessionale 2019 s liberata

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesto-past-apertura-2019.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è copia-di-calendario-.1a.cmyk-raster-trascinato.jpg
per ritirare il calendario rivolgersi alla sagrestia

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 70186676_10220743012153950_846968693232500736_o.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fullsizeoutput_90ee-1.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_8527-1.jpg

LETTERA PASTORALE “SEMPRE PRONTI A RENDER RAGIONE DELLA SPERANZA” PER L’ANNO PASTORALE 2019-2020

GalleriaTrascina le immagini, caricane di nuove o seleziona i file dalla tua libreria.CaricaLibreria media

https://www.diocesitivoli.it/il-vescovo/attivita-pastorale/2323-lettera-pastorale-sempre-pronti-a-render-ragione-della-speranza-per-l-anno-pastorale-2019-2020

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesto-catechesi.2019-20pdf-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è oratorio-sar-2019.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ea5pwzbqo2bq2noufeagg.jpg
°ORATORIOSAR2019
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è santissima-manifesto-2019-1.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 0e078925-016d-48c2-b6e1-9e3add15e085.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 62228594_10219901184988797_7680573961125494784_o.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è divin-amore-pentecoste-pellegrinaggio-2019.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_7067.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_7009.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_7007.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesto-san-michele-liberata-2019.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 60305883_10219682232075111_6671837996158812160_o-1.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 60428185_10219674707246995_1295032111186575360_o-2.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 60356577_10219674704726932_6568352197975736320_o-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 8197434.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 8197423.jpeg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è twciznoaqao8eejp8v7nog.jpg



Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è doc1-1.jpg
cresime 2019
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è nosiglialettera-pasqua-2017-banner.jpg
Cristo, è risorto. Si, è veramente risorto e noi ne siamo i testimoni



buona settimana santa

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è avviso-settimana-santa-2019.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è via-crucis-.jpg

Benedizioni delle case e delle famiglie 
sabato 23-30 marzo e 6 aprile 
ore 9-13
vi arriverà una busta con un questionario che riconsegnate al sacerdote ….spero che ci siete …
nb scrivete la vostra email …



Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è immagine-del-18-03-19-alle-11.36.jpg



1° domenica quaresima

via crucis oratorio

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 54417696_2289853334637148_5186714747029946368_o.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è sceda-censimento-2019-.png
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è aee6b7eabcfbb7f95c4f7ee66e00ef27_xl.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 99a55ddf297fe1c0e5cd25b32402e97a_xl.jpg

le benedizioni delle case avveranno il giorno 23 marzo e a seguire i sabati fino alla domenica delle Palme

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 573495696.735318.jpeg

Messaggio  per il tempo di QUARESIMA e di PASQUA 2019

In piedi fratelli … il Signore ci ama per quello che siamo ai suoi occhi “… nessuno ti ha condannato, neanch’io ti condanno: va e non peccare più” (Gv 8, 7.11)

Carissimi fratelli e sorelle, 

All’inizio della mia Quaresima ho sentito il bisogno di rivolgermi con questa lettera presentando la parola conversione ed i momenti per renderla viva ed efficace: ovviamente il primo ad averne bisogno sono io, e chiedo al Signore di esserne testimone. 

Presento il termine conversione, primo impegno richiesto da Gesù per seguirlo come discepoli, attraverso tre momenti: partenza, percorso e meta. Forse la scansione può apparire incoerente, ma secondo me, si tratta dell’esatto ritmo della vita credente: non si parte da Dio, ma a Dio si arriva percorrendo la via della prossimità.

Il punto di partenza: convertirsi a sé stessi 

A prima vista questa conversione può sembrare alquanto strana, potrebbe essere interpretata come un ripiegamento narcisistico su sé stessi: non è così! Non possiamo e non potremo mai fare a meno del nostro “io”: è con l’io che ci identifichiamo e siamo identificati, anche da Dio, che già pensava a noi prima della creazione del mondo. Potrebbe capitarci di pensare che il cammino spirituale richieda come primo passo l’uscita dall’io: invece no, il Vangelo ci consiglia di entrare nell’io. Se prendiamo la parabola del Padre misericordioso, leggiamo che il figlio minore, dopo essere andato via di casa, comincia a pensare al suo ritorno solo dopo essere rientrato in sé stesso (Lc 15,17). Un rientrare che non corrisponde ad un crogiolarsi inerte e passivo sull’ego, ma al lasciarci incontrare da quel Dio che, come diceva S. Agostino, è più intimo a noi di noi stessi e aprirci all’altro che è l’immagine incarnata del Signore Gesù. 

La conversione a sé è quella che il filosofo Mounier chiamava “conversione intima”. Si tratta di tornare a quella parte più intima di noi, laddove Dio, nel segreto del nostro cuore, ci parla e ci scalda col suo amore come fece col popolo d’Israele nel deserto. Convertirsi a sé stessi è ritornare all’essenziale, alla propria povertà creaturale e fragilità esistenziale per fare i conti, senza paure, con i propri limiti: rappacificati con sé stessi ci sentiremo come dei bimbi portati in braccio dal nostro Dio che ci è padre e madre, e scopriremo di essere tutti fratelli.

La conversione interiore ci fa scoprire che non siamo amati per quello che facciamo, ma per quello che siamo agli occhi di Dio, il quale vede in noi il volto del suo Figlio Gesù Cristo: quanta pace troviamo facendo esperienza di essere figli nel Figlio! 

Grazie a questa consapevolezza possiamo liberarci da tutte quelle false immagini (idoli, le chiama la sacra Scrittura) che ci siamo costruiti seguendo più la logica del potere e dell’apparire che quella dell’umile abbandono creaturale e filiale. Ci libereremo dal giudizio altrui, dallo sguardo indiscreto di chi tenta di far violenza alla nostra intimità e allo spazio della nostra coscienza. 

Oltre alla parabola del Figliol prodigo la conversione interiore è espressa nel Vangelo dall’incontro di Gesù con la donna  portata in giudizio: le parole del Maestro, “chi è senza peccato scagli per primo la pietra” e l’assicurazione “nessuno ti ha condannato, neanch’io ti condanno: va e non peccare più” (Gv 8, 7.11), aprono il cuore di chi pecca e scuotono la mente di chi pretende ti giudicare. Con le sue parole e gesti Gesù riconcilia la donna con sé stessa, invitandola a riscoprire la sua dignità di persona amata e capace di amare. E così facendo le restituisce la possibilità di ricominciare a partire da una bellezza e da una dignità che aveva dimenticato di possedere. Ma voglio pensare, che la fuga dei tanti accusatori sia stata anche a loro l’occasione per rientrare, magari con vergogna, nel proprio io, e trasformarsi in seme per un cammino di conversione al vero sé interiore. 

Il percorso da compiere: convertirsi al prossimo 

L’entrare nella propria umanità e carnalità interiore porta a sentire e scoprire la comunanza con gli altri, con quanti il Vangelo chiama prossimo: la via a Dio passa attraverso il prossimo, non ce n’è altra per un cristiano. Arrivo a convertirmi a Dio solo passando attraverso l’umano che è in me e fuori di me. Tale via di conversione porta frutti anche a livello sociale. Chi guarisce le ferite del cuore guarisce anche le proprie relazioni interpersonali, sociali e pubbliche. Guarisce le istituzioni, le strutture, gli ambienti di lavoro, i luoghi di aggregazione. Fino a guarire quegli spazi e quelle realtà in cui la dignità della persona viene offesa e calpestata, o che addirittura viene rinnegata e misconosciuta. Chi è partito dalla conversione del sé è pronto a percorrere la via della prossimità e a contagiare di frutti buoni e gustosi gli ambienti che frequenta, per portarvi la gioia e farli risplendere di bellezza autentica. 

Il primo luogo da percorrere per produrre i frutti della conversione è certamente la famiglia. Gli sposi cristiani ritrovano nel perdono ricevuto la bellezza del perdono da donare. La conversione, come risposta ad un amore più grande della stessa nostra capacità d’amare, porta frutti nell’amore sponsale rinnovandolo e legandolo alla sorgente della carità che è Cristo. La conversione porta frutti di rinnovamento nella relazione con i figli: genitori coerenti col Vangelo diventano credibili e testimoni di quanto chiedono ai figli; non maestri, ma compagni di viaggio che aiutano i figli a porsi in modo critico di fronte ai modelli ambigui oggi dominanti. 

L’altro luogo della conversione alla prossimità è il paese, con tutto ciò che esso comporta e significa. ..

sento di doverle amarlo perché lo vedo vivo e animato da un alto senso di attaccamento alle sane tradizioni e ai valori della nostra terra. Che la conversione al prossimo possa durante la quaresima e la pasqua trovare ulteriori motivazioni di impegno e animazione sociale ispirate al Vangelo, il quale sempre ci chiede di vivere la solidarietà, la condivisione, l’ospitalità reciproca, prestando particolare cura e attenzione ai più poveri e agli ultimi: Gesù ha il volto dei poveri ed ha scelto l’ultimo posto. 

Infine convertirmi al prossimo, se sono battezzato e credente, mi dà la coscienza corretta per percorrere la strada della mia concreta comunità sia ecclesiale che civile e sociale. Devo sentirmi chiamato a convertirmi alla mia comunità di appartenenza fatta di campagne, quartieri e condomini: solo così porterò il mio contributo perchè maturino frutti di vicinanza e responsabilità sociale, di attiva cittadinanza capace di promuovere mentalità e stili di vita ispirati alla fraternità e alla condivisione. 

La meta da raggiungere: convertirsi a Dio 

Se sono partito dal punto giusto e seguito il percorso concreto dell’umanità personale e collettiva allora potrò arrivare alla meta della conversione: Dio quale fine, senso e compimento della vita e del creato. Arrivato a questo punto sono pronto ad accogliere e rendere visibili le prime parole di Gesù secondo il Vangelo di Marco: “il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1, 15). 

Fratelli e sorelle, senza paura seppur coscienti delle fragilità che portiamo, aderiamo con generosità alla Parola fatta carne, al suo disegno di amore, al suo progetto di salvezza. La conversione a Dio in Gesù ci fa riconoscere il primato che Egli ha nella nostra vita rispetto ad ogni cosa, anche rispetto al nostro fare e impegno pastorale, al ruolo e incarico ecclesiale: non faremo la fine di Marta che per servire il Signore si è dimenticato proprio del Signore! La conversione al Signore ci rimette in piedi spiritualmente, ci rialza dalle cadute, ci purifica dalla tiepidezza e insipidità, ci mette al riparo da ogni scoraggiamento e forse anche dalle nostre abitudini: abituarsi alle cose di Dio è un pericolo, si rischia di perdere il sapore di Dio. L’abitudine ci fa credere padroni delle cose sacre, sentire arrivati e al sicuro, addirittura può darci la convinzione di avere Dio in tasca: finiamo di imporre a Lui la nostra volontà piuttosto che sforzarci di cercare che cosa Egli vuole da noi. Perciò convertirsi a Dio significa aprirsi alle sue sorprese e alle sue continue novità: di sicuro Dio ha molto da chiederci, ma molto di più da offrirci. 

Raggiunta la meta che è Lui ci sentiremo in pace e costruttori di pace, perché anche se il peccato ci appesantisce il cuore, abbiamo sperimentato che “Dio è più grande del nostro cuore” (1 Gv 3,20). 

Cari fratelli e sorelle, prendiamo sul serio l’annuncio e l’invito che Gesù ci rivolge: “il tempo è compiuto il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15), viviamo il tempo di quaresima e poi di pasqua, che si apre davanti a noi, per un costante e rinnovato ascolto della Parola e per aprire con Dio un dialogo fatto di ricerca, preghiera, ascolto, deserto, esodo e soprattutto di gesti e parole di carità. Se compiremo il percorso della conversione scopriremo che Lui viene ad ABITARE in noi e darà senso ai crocevia della storia personale e comunitaria (Gv 14, 23). 

sant’angelo romano                                           06 marzo 2019,                                    mercoledì delle ceneri 

lupu  don adrian 

calendario parrocchiale

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 49309815_10218663471526734_1719110825442017280_o.jpg
6 gennaio2019
Parrocchia Santa Maria e San Biagio in Sant
fullsizeoutput_7cb1.jpeg

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

SPUNTI DI RIFLESSIONE          (padre Ermes Ronchi)

Un Vangelo di gioia e di donne. Santa Maria, gravida di Dio, incinta di luce, va in fretta, pesante di vita nuova e leggera di libertà, sui monti di Giuda.

Origene di Alessandria (III sec.) afferma che l’immagine più vivida e bella del cristiano è quella di una donna incinta, che porta in sé una nuova vita. E non occorre che parli, è evidente a tutti ciò che accade: è viva di due vite, battono in lei due cuori. E non li puoi separare.

Il cristiano passa nel mondo gravido di Dio, “ferens Verbum” (Origene) portando un’altra vita dentro la sua vita, imparando a respirare con il respiro di Dio, a sentire con i sentimenti di Cristo, come se avesse due cuori, il suo e uno dal battito più forte, che non si spegnerà più. Ancora adesso Dio cerca madri, per incarnarsi.

Nell’incontro di Maria con Elisabetta, Dio viene mediato da persone, convocato dai loro abbracci e dai loro affetti, come se fosse, e lo è, un nostro familiare. Non c’è infinito quaggiù lontano dalle relazioni umane.

In questa che è l’unica scena del Vangelo dove protagoniste sono solo donne, è inscritta l’arte del dialogo.

Il primo passo: Maria, entrata nella casa, salutò Elisabetta. Entrare, varcare soglie, fare passi per andare incontro alle persone. Non restarsene al di fuori, ad aspettare che qualcosa accada ma diventare protagonisti, avvicinarsi, bussare, ricucire gli strappi e gli allontanamenti. E salutare tutti per via, subito, senza incertezze, per primi, facendo viaggiare parole di pace tra le persone. Bella l’etimologia di “salutare”: contiene, almeno in germe, una promessa di salute per le relazioni, di salvezza negli incontri.

Il secondo passo: benedire. Elisabetta…esclamò: Benedetta tu fra le donne. Se ogni prima parola tra noi fosse come il saluto di chi arriva da lontano, pesante di vita, nostalgia, speranze; e la seconda fosse come quella di Elisabetta, che porta il “primato della benedizione”. Dire a qualcuno “sei benedetto” significa portare una benedizione dal cielo, salutare Dio in lui, vederlo all’opera, vedere il bene, la luce, il grano che germoglia, con uno sguardo di stupore, senza rivalità, senza invidia. Se non impariamo a benedire, a dire bene, non saremo mai felici.

Il terzo passo allarga orizzonti: allora Maria disse: l’anima mia magnifica il Signore. Il dialogo con il cielo si apre con il “primato del ringraziamento”. Per prima cosa Maria ringrazia: è grata perché amata. L’amore quando accade ha sempre il senso del miracolo: ha sentito Dio venire come un fremito nel grembo, come un abbraccio con l’anziana, come la danza di gioia di un bimbo di sei mesi, e canta.

A Natale, anche noi come lei, grati perché amati, perché visitati dal miracolo.

PER LA PREGHIERA(Karl Barth)

Signore nostro Dio!

Quando la paura ci prende,

non lasciarci disperare!

Quando siamo delusi,

non lasciarci diventare amari!

Quando siamo caduti,

non lasciarci a terra!

Quando non comprendiamo più niente

e siamo allo stremo delle forze,

non lasciarci perire!

No, facci sentire

la tua presenza e il tuo amore

che hai promesso

ai cuori umili e spezzati

che hanno timore della tua parola.

E’ verso tutti gli uomini

che è venuto il tuo Figlio diletto,

verso gli abbandonati:

poiché lo siamo tutti,

egli è nato in una stalla e morto sulla croce.

Signore,

destaci tutti e tienici svegli

per riconoscerlo e confessarlo.

Lunedì 24 dicembre 2018

  1. Adele

+ Dal Vangelo secondo Luca                       1,67-79

Ci visiterà un sole che sorge dall’alto.

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di SpiritoSanto e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.

Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,ci visiterà un sole che sorge dall’alto,per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

SPUNTI DI RIFLESSIONE           (Paolo Curtaz)

Giovanni è il suo nome. Ha obbedito, questa volta, Zaccaria, non ha tentennato come al tempio, quando ha dubitato della nascita di suo figlio data la sua età avanzata. Non ha opposto obiezioni normali e scontate: l’angelo non aveva gradito quel suo lieve tentennamento e lo aveva costretto al forzoso silenzio per nove mesi. Ora il bambino del prodigio è nato, e Zaccaria ha imparato la lezione, non esita, accondiscende al progetto di Dio. E la sua lingua si scioglie, infine. Solo quando ci affidiamo al Signore con verità e passione possiamo dire le parole di Dio, cogliere, nella nostra vita, i riflessi della sua presenza. È un fiume, ora, Zaccaria, benedice il Signore, lo loda, lo esalta. Il ritiro forzoso gli ha fatto decisamente bene! Ci siamo amici lettori: pronti o meno, questa sera il Signore ancora chiederà accoglienza nelle nostre vite, chiederà di nascere in mezzo a noi, di fare del nostro cuore la sua mangiatoia. Col cuore gonfio di attesa o ingombro di dolore e di delusione, il Signore chiede ospitalità, per fare, ognuno di noi, esperienza di quanto egli possa colmare il nostro cuore e suscitare una salvezza potente.

PER LA PREGHIERA                                       (anonimo)

Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale

faccio un bell’albero dentro il mio cuore e ci attacco,

invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici?

Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.

Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.

Quelli che ricordo sempre

e quelli che, alle volte, restano dimenticati.

Quelli costanti e intermittenti.

Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.

Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.

Quelli che conosco profondamente

e quelli dei quali conosco solo le apparenze.

Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.

I miei amici semplici ed i miei amici importanti.

I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.

Un albero con radici molto profonde

perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.

Un albero dai rami molto grandi,

perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo

si uniscano ai già esistenti.

Un albero con un’ombra molto gradevole,

la nostra amicizia sia un momento di riposo

durante le lotte della vita.

Martedì 25 dicembre 2018

NATALE DEL SIGNORE

+ Dal Vangelo secondo Luca    2, 1-14

Oggi è nato per voi il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

SPUNTI DI RIFLESSIONE   (padre Paul Devreux)

Cesare ordina il censimento: esaltazione di forza militare e di potenza economica. 

Nel medesimo tempo Dio decide di farsi bambino.

È come se ci dicesse con i fatti: “non confidate nella potenza, non confidate nella forza, io ho scelto una via migliore, capace di mettere le fondamenta al regno di Dio in terra. Io ho scelto la debolezza, per poter entrare in relazione con voi, per non essere più quel Padreterno che voi temete, per farmi vostro compagno di cammino, per ricondurvi all’unico Padre che veramente vi vuole bene. 

Buon Natale”.

2000 anni fa Gesù è nato per l’umanità; oggi Gesù nasce per me, nasce per noi, affinché la nostra vita possa aprirsi alla speranza e al futuro. Facciamo festa perché oggi sappiamo che non saremo mai né soli, né abbandonati.

Vorrei essere un angioletto per andare a vedere la festa che fanno in Cielo, ma temo di non trovarci nessuno, perché sono tutti qui, con noi, intorno al presepio.

Signore grazie per questo Natale e per i sentimenti che suscita in noi.

PER LA PREGHIERA           (anonimo)

Signore eccomi davanti a te! Sono nel tuo Natale…

Davanti alla tua capanna di luce lontana che illumina i miei passi insicuri.

Davanti ai tuoi pastori che mi ricordano la bellezza semplice della vita.

Davanti ai raggi della tua stella che filtrano negli occhi della mia anima e rincuorano il cammino.

Davanti ai tuoi angeli che, fratelli e sorelle, mi parlano di te.

Davanti a Maria, tua madre, che, come me, vive il sogno silenzioso del Dio vicino.

Davanti a Giuseppe, tuo padre nella fedeltà, che, come me, cerca risposte nel vangelo che non abbandona.

Davanti alle tue creature che, come me, vivono la fragilità dell’umanità.

Davanti alla tua storia che, fuori dal tempo, vive la storia del mio tempo.

Davanti alla tua luna splendente che, come me, vive la nostalgia della tua tenerezza.

Si Signore, sono davanti a te! Infreddolito, incredulo, ma meravigliato che mi cerchi ancora…

Mercoledì 26 dicembre 2018

  1. Stefano

+ Dal Vangelo secondo Matteo          10,17-22

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

SPUNTI DI RIFLESSIONE                       (Monaci Benedettini Silvestrini)

La liturgia odierna distoglie l’attenzione sul Natale per concentrarla su Santo Stefano, il primo martire che testimonia la verità della persona di Gesù, il vero Messia annunciato dai profeti. Si ha l’impressione che il fatto ci voglia suggerire che non basta contemplare Gesù nel suo presepe, è necessario testimoniarlo con le opere fino alla effusione del sangue per affermare dinanzi al mondo che quanto crediamo, è pura realtà e non invenzioni umane. Santo Stefano è un diacono, uno dei sette scelti dalla comunità, incaricato dagli Apostoli a occuparsi dei poveri, distribuendo loro quanto la carità dei più abbienti offrivano nella loro generosità. Stefano, come gli altri Diaconi, diventa subito evangelizzatore. Egli arde dal desiderio di comunicare la propria fede nella divinità di Gesù ai suoi connazionali, a Gerusalemme. Ma contro di lui si leva una folla inviperita perché non può controbattere i suoi argomenti. Ed è proprio durante questa disputa che gli si presentano i cieli aperti e vede Gesù, rinnegato e condannato dai capi, assiso alla destra del Padre. Dinanzi a questa affermazione, i suoi nemici si stracciano le vesti in segno di orrore, come se avesse detto una bestemmia, lo trascinano fuori della città e lo lapidano. Stefano muore perdonando i suoi nemici come Gesù… e come Lui sulla croce offrì la vita eterna al buon ladrone, così la morte di Stefano genererà alla fede il grande apostolo Saulo, poi Paolo, che era tra i suoi nemici, addetto a custodire i mantelli dei lapidatori, non potendovi prendere parte per la giovane età. Così Stefano con la sua testimonianza fino al martirio attua e conferma quanto il Signore Gesù ci dice nel brano del vangelo che viene proclamato: E sarete odiati da tutti a causa del mio nome… ma chi persevererà fino alla fine, sarà salvo. Ci doni Santo Stefano la franchezza nella professione della nostra fede, senza lasciarci vincere da rispetto umano, da vergogna o paura.

PER LA PREGHIERA           (Suor Maria Chiara Nanetti)

Sono venuta qua per esercitare la carità e, se occorre, versare il sangue per Cristo.

Sono venuta qua a dare la mia vita per Gesù, se è necessario.

Sapevo da tempo il pericolo, mi sono preparata: chiedo di restare e di dare la vita per il Signore, lui mi darà la forza.

Suor Maria Chiara Nanetti, missionaria francescana martire in Cina

Giovedì 27 dicembre 2018

  1. Giovanni

+ Dal Vangelo secondo Giovanni           20,2-8

L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

SPUNTI DI RIFLESSIONE                  (Paolo Curtaz)

Ieri Stefano, oggi Giovanni l’apostolo. Passato il Natale questi giorni servono, di solito, a prepararsi al Capodanno oppure, come succede quest’anno, a usufruire del piccolo ponte natalizio per qualche giorno di vacanza. Fissando lo sguardo sulla grotta entra in scena la memoria di Giovanni apostolo e la lettura, piuttosto curiosa, del vangelo della resurrezione. Quasi a ricordarci che dietro quel bambino c’è il risorto e che se dedichiamo del tempo a celebrare quella nascita è perché quel neonato è già il crocefisso e il risorto. Ci emozioniamo tutti di fronte alla nascita di un bambino: in questo caso, oltre l’emozione, lasciamo spazio alla teologia. È Dio che diventa uomo il centro della nostra riflessione, la sua presenza in mezzo a noi. Dio si fa uomo perché l’uomo diventi come Dio dicevano i Padri orientali. Dio si fa uomo per salvarci, dicevano i latini. Dio si fa l’uomo perché l’uomo impari a diventare più uomo, aggiungo io. Celebriamo quel bambino e lo riconosciamo come il Messia, l’inviato di Dio, il Dio-con-noi. Con stupore ancora lasciamo nascere in noi la presenza del risorto.

PER LA PREGHIERA                                  (don Tonino Lasconi)

Signore Dio come desidero vederti!

Ma non voglio amare il collega antipatico e arrivista,

l’amico petulante e possessivo, il vicino chiassoso.

Voglio vederti,

ma non amo i lavavetri e i “vu’cumprà?”,

non sopporto gli zingari,

e ce l’ho con gli extracomunitari che vengono a rubarci il lavoro.

Voglio vederti,

ma non mi va giù il parroco perché è un “faccio tutto io”;

non mi va giù il vescovo che non sa decidere;

non mi va giù il papa che fa troppi viaggi.

Signore Dio, io amo te.

Tu non sei invadente, né possessivo;

non sei petulante né chiassoso;

non sei arrogante, né fastidioso.

Tu sei perfetto. Tu non mi dai nessun fastidio.

Signore Dio, davvero per vederti,

devo amare anche la gente fastidiosa.

Non potresti farti vedere nell’alba e nel tramonto,

nei mari e nelle vette dei monti,

o almeno nei volti dei belli e dei simpatici?

No. Ti posso vedere soltanto amando anche la gente noiosa.

Signore Dio, come sei strano!

Venerdì 28 dicembre 2018

Santi Innocenti

+ Dal Vangelo secondo Matteo          2,13-18     

Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».

SPUNTI DI RIFLESSIONE             (Paolo Curtaz)

Di male in peggio! Sembra proprio che la liturgia voglia rovinarci i nostri buoni sentimenti e quel nonsoché che c’è nell’aria quando viene il Natale! Va bene santo Stefano e la storia del bambino che è già il crocifisso e il risorto, ma oggi questa storia dei bambini massacrati proprio ci strazia! Vero, ma così è successo, anche se nei nostri presepi quei 30/40 bambini di Betlemme non figurano. Eppure proprio loro sono stati uccisi dal nevrotico despota Erode che vede in Dio un pericoloso avversario da eliminare. Proprio loro, inconsapevoli, hanno protetto la fuga del bambino Gesù, esule in Egitto. E la chiesa, inaspettatamente, li venera come martiri, anche se non hanno mai professato la fede in Cristo. I bambini di Betlemme, un altro tragico richiamo alla realtà, al dramma che si disegna nel Dio bambino che – silente – scomoda e inquieta. Nei nostri presepi figurano i bambini così simili al Signore Gesù che guardiamo con dolcezza ma non quelli – uccisi – richiamati dalla lugubre memoria di oggi. In questo Natale di luminarie pochi si ricorderanno delle migliaia di bambini saltati sulle mine antiuomo seminate dai regimi e dai loro “liberatori” e rimasti mutilati per sempre, né nessuno vi parlerà degli undicimila bambini che in Argentina stanno morendo di fame a causa della più idiota crisi economica dell’ultimo secolo provocata dal delirio del capitalismo. No, ma questi innocenti di sempre, che pagano con la loro vita l’arroganza di tutti gli Erodi del mondo, senza saperlo salvano il signore Gesù, diventano testimoni silenti dell’amore di Dio.

Silenzio, silenzio per favore, onore ai piccoli martiri di tutti i tempi.

PER LA PREGHIERA           (don Gianni Mattia)

O Signore, a volte ho tanta rabbia nel cuore, per quel disegno di morte che ha portato via mio figlio! Così chiudo le mani innanzi al tuo sguardo, in segno di protesta! Ma poi una lacrima mi riga il viso e cerco nella preghiera un dialogo con te! Perché è la tua Parola che voglio ascoltare, il tuo sguardo che voglio trovare, il tuo abbraccio che voglio sentire! Tu che sei amore e tenerezza! Tu che sei speranza di ogni madre e di ogni padre! Tu che conosci e comprendi la ferita di un cuore che perde un pezzo di sé! Tu che sei, nel profondo dell’anima, il mio conforto più grande! Tu che non mi hai lasciato solo… Mi hai tenuto per mano e mi sei stato accanto, anche quando il dolore mi ha fatto voltare le spalle alla vita… a te! 

Sabato 29 dicembre 2018

  1. Tommaso Becket

+ Dal Vangelo secondo Luca               2,22-35

Luce per rivelarti alle genti.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

SPUNTI DI RIFLESSIONE                (Mons. Vincenzo Paglia)

L’evangelista. nei primi due capitoli del suo Vangelo ci fa incontrare quattro figure di anziani: all’inizio Zaccaria ed Elisabetta, ed ora Simeone ed Anna. È singolare che tutti e quattro questi anziani svolgano un ruolo importante nell’accogliere Gesù nei primi momenti della sua vita terrena. Accade esattamente il contrario di quel che la nostra società riconosce agli anziani, buoni solo ad essere accantonati e, se va bene, compatiti. Comunque non degni di particolare attenzione e rispetto, anche perché sono considerati del tutto inutili. Per il Vangelo sono tra i primi ad incontrare il Signore, a volergli bene quando ancora era indifeso e a comunicare la notizia della sua nascita agli altri. L’anziano Simeone l’accoglie tra le sue braccia; e l’accoglie a nome di tutti gli anziani. Sì, il Signore Gesù diviene il consolatore degli anziani mentre sono al termine della vita siano confortati. E Simeone, consolato da questa presenza, ci ha lasciato uno degli inni di lode a Dio più belli. Anche da vecchi si può incontrare il Signore e ricevere da questo incontro una consolazione profonda e uno sguardo di sapienza che si può comunicare a chi è più giovane. È singolare infatti che Simeone, illuminato dallo Spirito, si rivolge alla giovane madre e le illumina sia il futuro del figlio che il suo futuro. C’è bisogno di recuperare l’incontro con gli anziani: mentre si porta consolazione ai loro giorni ultimi, si riceve anche una sapienza che nasce dalla lunga esperienza di vita.

PER LA PREGHIERA                              (don Primo Mazzolari)

“E Maria diede alla luce il suo figliuolo e lo fasciò e lo pose a giacere in una greppia”.

La stalla fu la prima chiesa e la greppia il primo tabernacolo, dopo il seno purissimo di Maria. Ogni cosa può diventare un ostensorio del suo amore. Anzi, le più umili, le più spregiate ne rispettano meglio il mistero, lasciandone trasparire e conservandone il divino incanto.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è CONCERTO-NATALE-.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è manifesto-2018-natele.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è copia-di-calend-dicembre-2018.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è photo-2018-12-01-08-37-57-2.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

avviso nov 2018

DOC008

manifesto dei santi.jpg

rassegna stampa ….

a015630a-0689-438e-aaa6-dcdebeebab4f
42930614_10217885981929980_1083354403190079488_n

Domenica  30 settembre 2018 dalle ore 10.15 alle ore 11.15 nei locali dall’oratorio Santa Maria e San Biagio.

FAECDB43-C1AF-4882-A529-BC71578D8A9C

il giorno 15 settembre

pellegrinaggio Parrocchiale

al santuario della Beata Maria Vergine del Rosario di Pompei

info Luigina Cornacchia

tel. 0774420380

#15agosto O Vergine di Luce, Stella dei nostri cuori, Tu che sei stata portata alla gloria del Paradiso e coronata regina del cielo e della Terra, attiraci a Te, e portaci nella casa del tuo Figlio Gesù, per godere in eterno del suo Amore! Buona festa dell’Assunta!

fullsizeoutput_67bf.jpeg

inizia l’oratorio estivo dal 9-21 festa giochi e preghiera ….

36745611_2116517971970686_3030163400865873920_n
35971631_10217026512483781_5235509539767320576_o.jpg
s luigi gonz
34822081_10216926094013382_2145371911364804608_o
Senza titolo
31939697_10216658674648065_4680457060540743680_n
9B01DB52-D25F-4E3A-8A4B-A88F77C01E32.jpeg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Grazie al Vescovo Mauro alle catechiste Michelangela ed Emiliana a voi siate perseveranti

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1411.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1410.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1409.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1407.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1407-1.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1406.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1405.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_1404.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 67e1d341-a84a-4687-ae1e-80c7721a32f2.jpg
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fd2c4afb-e19e-40fd-bdde-dcd353ee601a.jpg

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

stiamo organizzando, liberamente e senza impegno, con macchine proprie, un pellegrinaggio alla Santissima Trinità; partenza ritrovo alle ore 20.00 nella Chiesa di santa Maria. ritorno domani per le 9 a s Angelo r. … un gruppo di persone che vanno a pregare per Davide ….info don o confraternità

MAMMA MARIA

Ho sussurrato il nome di Maria

Il cuore si è riempito di allegria

Ho scelto tra le rose la più bella

Per poi donarla a Te, oh Mamma bella

Tu mi hai sorriso e teso le tue mani

Mi hai detto “non temere il tuo domani”

Sarò sempre con te Figliolo mio

Ti porterò con me dal Padre tuo

Mamma Maria Mamma Maria

Tu mi sostieni e guidi in questa vi_i_a

Mamma Maria Mamma Maria

Regina tu ora sei e Madre mia

Tu mi hai donato il sangue del Signore

Tu mi hai donato gioia e tanto amore

Ho scelto su nel cielo una stella

assomigliava a Te, oh Mamma bella

Mamma Maria Mamma Maria

Tu mi sostieni e guidi in questa vi_i_a

Mamma Maria Mamma Maria

Regina tu ora sei e Madre mia

rcAJZp5wTzqt2+9pLkLoUw
31939697_10216658674648065_4680457060540743680_n
31919536_10216650657447640_9214980529751851008_o
31369719_10216594799051215_6839858083145973760_o.jpg
31287391_10216577920909272_1016728581276958720_o

festa comunicandi 2018

auguri giancarloImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

ba5d081149227997da787630c1f7a90b_XL.jpg
SETTIMANA SANTA 2018
8C1E84EC-94CF-4448-85CA-4340C5AD9746
C8066EDB-801A-4CAB-BA86-1DD38E34771D
via crucis manifesto 2018 PARROCCHIA Santa MARIA e San BIAGIO 2018
9d176b95-16dd-4d2f-b4c7-d3c0e1b3a3f6

BENEDIZIONI DELLE FAMIGLIE  3 MARZO E 10 MARZO 

colletta alimentare 2018 caritas

ciao Paolo Lupi …buon volo in paradiso …ci mancherai

prima-domenica-di-quaresima-15359.660x368.jpg

LE CENERI

Gl 2,12-18; Sal 50 (51); 2 Cor 5,20–6,2; Mt 6,1-6.16-18

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

R Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. 14

MERCOLEDÌ

LO 4ª set ORE 17 PER TUTTI IN PARROCCHIA NELLA CHIESA DI S MARIA, SANTA MESSA CON RITO DELL’IMPOSIZIONE DELLE CENERI ALL’INIZIO DELLA QUARESIMA

RELIQUE DI P PIO S ANGELO R.2018.jpg
FESTA IN ONORE DI SAN BIAGIO

NOVENA SA S BIAGIO

festa di tutti i Santi 2017

ISCRIZIONE AL CATECHISMO

scarica compila e portala in parrocchia

MESSE AL CIMITERO

MESSE AL CIMITERO

****avviso  —-S MARIA ORE 17.00

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DI S MARIA E S BIAGIO

Messa solenne

domenica 22 ottobre dalle ore 10.15 alle 11.15

VI ASPETTO

per il primo incontro genitori e parroco in chiesa s. Maria e s. Biagio

seguirà L’Eucaristia domenicale …ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

******Gita Parrocchiale per tutta la catechesi e i loro genitori…sabato 9 dicembre 2017. #ad Alatri#Cattedrale di San Paolo# …e nel pomeriggio visita ai presepi nel Borgo antico di Alatri…# aspettiamo le vostre iscrizioni e vi verranno date ulteriori informazioni sulla giornata#

******2° Edizione … “Dai mostri ai Santi venite in chiesa siamo tanti!!!!!!!!!!!”

festa dei santi vs halooen

Parrocchia Santa Maria e San Biagio

Vi aspettiamo per divertirci con voi in attesa della Festa di tutti i Santi.

I giochi si svolgeranno dal 29 al 31 ottobre, dalle ore 17 alle 19 in oratorio Santa Maria e San Biagio, il programma è questo:

domenica 29 ottobre 2017:

  • accoglienza, con la divisione in squadre dei bambini
  • torneo di biliardino, tabù, uno etc…

lunedì 30 ottobre 2017:

  • giochi misti e assegnazione dei punti ad ogni squadra

martedì 31 ottobre 2017:

  • Festa in oratorio con dolci, balli, canti e ancora giochi
  • Tutti in maschera ognuno dei ragazzi indosserà il costume del proprio Santo scelto o preferito…
  • il pomeriggio si concluderà con la sfilata dei santi e la premiazione del Santo più originale.

Vi Aspettiamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

22289954_1704561202933416_2718532070054931235_o
22228145_10214828880064344_7162465464671489676_n.jpg
IL PARROCO E IL CONSIGLIO PASTORALE
ricordo del pellegrinaggio s gv rotondo 2017 due ottobre .jpg
adorazione eucaristica in catechesi
manifesto genitori catechesi

IL GIORNO 24 SETTEMBRE INIZIO DELLE ISCRIZIONI AL CATECHISMO 2017-18.

IL GIORNO 29 SETTEMBRE RICORRE LA FESTA DI S MICHELE TUTTE LE MESSE IN PREPARAZIONE ALLA FESTA SARANNO CELEBRATE CON IL TRIDUO NELLA CHIESA DI S MICHELE.

IL GIORNO 8 OTTOBRE INIZIO DELL’ANNO PASTORALE 2017-18.

musical 2017 .jpg
Snip20170922_4

ORARIO DELLE MESSE

FERIALE ORE 18.30

FESTIVO ORE 9, ORE 11.30, ORE 18.30

IL GIORNO 16 SETTEMBRE PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI POMPEIIL GIORNO 22 SETTEMBRE VEGLIA DI PREGHIERA PER LA FESTA DI PADRE PIOIL GIORNO 23 SETTEMBRE PROCESSIONE IN ONORE DI SAN PADRE PIOIL GIORNO 24 SETTEMBRE INIZIO DELLE ISCRIZIONI AL CATECHISMO 2017-18.

IL GIORNO 8 OTTOBRE INIZIO DELL’ANNO PASTORALE 2017-18.

20776442_10214363281824679_5103420063354296514_o.jpg

Vi sono stanchezze proprie della società attuale che non spariscono con le vacanze. Non scompaiono col semplice fatto di andare a riposare per qualche giorno. La ragione è semplice. Le vacanze possono aiutare a rifarci un po’, ma non possono darci quel riposo interiore, quella pace del cuore e quella tranquillità dello spirito di cui abbiamo bisogno.

Una prima fonte di stanchezza è l’attivismo estenuante. Non rispettiamo i ritmi naturali della vita. Facciamo sempre più cose in sempre meno tempo. Viviamo accelerati, nel logorio permanente, distruggendoci ogni giorno un po’ di più. Poi arriveranno le vacanze per «ricaricare le pile».

È un errore. Le vacanze non servono a eliminare questa stanchezza. Non basta «sconnettersi» da tutto. Al ritorno dalle vacanze tutto tornerà uguale. Non abbiamo bisogno di accelerare ancora di più la nostra vita, ma di imparare un ritmo più umano, smettere di fare alcune cose, vivere più lentamente e in modo più rilassato.

C’è un altro tipo di stanchezza che nasce dalla saturazione. Viviamo un eccesso di attività, relazioni, appuntamenti, incontri, pranzi e cene. D’altra parte, la segreteria telefonica, l’auto, il computer o la posta elettronica facilitano il nostro lavoro, introducendo però nella nostra vita una saturazione. Siamo sempre localizzabili ovunque, sempre «connessi». Poi arriveranno le vacanze per «scomparire» e «sconnettersi».

E un errore. Ciò di cui abbiamo bisogno è imparare a «mettere ordine» nella nostra vita: curare ciò che è importante, relativizzare quello che è secondario, dedicare più tempo a quanto ci dà pace interiore e tranquillità.

Vi è anche un’altra stanchezza più diffusa, difficile da precisare. Viviamo stanchi di noi stessi, stufi della nostra mediocrità, senza trovare quello a cui in fondo aspira il nostro cuore.

Come potranno curarci delle vacanze?

Per questo non è superfluo ascoltare le parole di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Esiste un riposo che si può trovare solo nel mistero di Dio accolto nel nostro cuore seguendo i passi di Gesù.

fullsizeoutput_40f2
ORARIO SANTE MESSE 
FERIALE
LUNEDÌ E GIOVEDÌ S LIBERATA ORE 18.30 
MARTEDÌ VENERDÌ SABATO S MARIA ORE 18.30 
MERCOLEDÌ S MICHELE ORE 18.30 
 
FESTIVO 
S LIBERATA ORE 9 
S MARIA ORE 18.30 

vedi eccezione nella categoria calendario liturgico …

Dal 3-16 di luglio la 4°edizione dell’oratorio estivo parrocchiale 

IL GIORNO 21 GIUGNO NELLA CHIESA DI S MARIA ORE 18.30 FESTA DI S LUIGI GONZAGA PROTETTORE DEL POST CRESIMA

• GIOVEDÌ 15 giugno ’17 ORE 18.30 MESSA DEL CORPUS DOMINI SEGUE LA SOLENNE PROCESSIONE PER LE VIE DEL PAESE

• DOMENICA 18 GIUGNO ORE 18.30 FESTA DI S ANTONIO E CHIUSURA ANNO PASTORALE PROCESSIONE S ANTONIO DI P.

• LUNEDI 19 GIUGNO ORE 18.30 FESTA DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA E SAN BIAGIO (C. 1759)

Senza titolo.jpg

CRESIME 2017

_8174596
Programma Festeggiamenti 2017
IMG_1202

 

SABATO 13 MAGGIO 2017 CHIESA DI S MARIA E S BIAGIO 

13 Maggio: Preghiera alla Madonna di Fatima e Preghiere giubilare per il Centenario delle Apparizioni di Fatima

Oggi 13 Maggio ricorre l’apparizione della Madonna a Fatima

e in particolare il suo centenario

ORE 17.30 ROSARIO

18.30 SANTA MESSA

19.15 PROCESSIONE

Preghiere giubilare per il Centenario delle Apparizioni di Fatima

Preghiera Giubilare di Consacrazione

Salve, Madre del Signore,

Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!

Benedetta fra tutte le donne,

sei l’immagine della Chiesa rivestita di luce pasquale,

sei l’onore del nostro popolo,

sei il trionfo sul male.

Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,

Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,

Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,

insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori,

le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli.

Mostraci la forza del tuo manto protettore.

Nel tuo Cuore Immacolato,

sii il rifugio dei peccatori

e la via che conduce a Dio.

Unito/a ai miei fratelli,

nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,

a Te mi affido.

Unito/a ai miei fratelli, attraverso di Te, a Dio mi consacro,

o Vergine del Rosario di Fatima.

E alla fine, avvolto/a dalla Luce che dalle tue mani giunge a noi,

darò gloria al Signore per i secoli dei secoli.

Amen.

Preghiera alla Madonna di Fatima

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.

Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.

Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta.

Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, prezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio.

Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen

CONSEGNA DELLA VESTE PER LA PRIMA COMUNIONE 2017

Ed ora dopo aver incontrato già il Signore Gesù nel Sacramento del Battesimo e nel Sacramento della Riconciliazione, celebrato con la Festa del Perdono, avendo ora proclamato con consapevolezza la nostra fede, mentre continuerete il cammino di preparazione alla prima comunione vi sarà ora consegnato il vestito bianco che indosserete il giorno della vostra Prima Comunione. Questo vestito vuole richiamare la veste bianca ricevuta il giorno del Battesimo come segno della nuova dignità di Figli di Dio.

Allora come oggi è valido l’invito del Signore a portarlo senza macchia per raggiungere così la vita eterna.

IMG_0933

I BAMBINI VENGONO CHIAMATI PER NOME DALLA CATECHITA E RICEVONO DAL SACERDOTE IL VESTITO BIANCO MENTRE IL SACERDOTE DICE A CIASCUNO:

Nel Battesimo sei diventato nuova creatura, e ti sei rivestito di Cristo. Questa nuova veste bianca sia segno del rinnovato incontro con Cristo: aiutato dalle parole e dell’esempio dei tuoi cari, portala senza macchia per la vita eterna.

ritiro spirituale s vittorino in preparazione 1 comunioni 2017

18121222_794468477378675_3859945645134063518_o.jpg
e8c4a664fa4cf4c8ae026ba2b433cf60_S

Festa diocesana dei ragazzi che riceveranno la prima comunione e delle loro famiglie

Quando:25.04.2017

Dove:Santuario di N. S. di Fatima – San Vittorino Romano

Categoria:Diocesi di Tivoli

Che la luce del Risorto possa illuminare la nostra vita buia e svogliata e ci renda capaci di accogliere con gioia i nostri fratelli e sorelle nel rispetto e amore alla luce del Risorto….

Buona Pasqua 2017

dal parroco e consiglio parrocchiale…..

6fdv7qS

buona settimana santa …

Snip20170411_3

In occasione della settimana santa è possibile confessarsi:

  • giovedì 13 aprile 2017: dalle ore e durante la preghiera di giovedì sera fino alle 24,00
  • venerdì 14 aprile 2017: dalle ore  10,00 alle 1200 e dalle ore 16,00 alle 18,00
  • sabato 15 aprile dalle ore 22.30 durante tutta la veglia pasquale
  • domenica 16 aprile 2017 durante le sante messe, prima e dopo .

10 aprile 2017

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DI S MICHELE ad. 1677 dC

ORE 17.30 P PIO

ORE 18.30 SANTA MESSA SOLENNE

img_9794

VIA CRUCIS CITTADINA

7 APRILE ORE 18.00 PER LE VIE DI S. ANGELO VECCHIO

VIACRUCIS CITTADINA .jpg
documento6
PARROCCHIA S

Ricorda a tutti genitori dei ragazzi che frequentano il catechismo l’appuntamento mensile con il parroco alle 10.15 nella chiesa parrocchiale di s. Maria 

Tema dell’incontro:  come vivere la Pasqua nella famiglia. 

Vi aspetto

unknown-4

don 

benedizioni 2017

APPUNTAMENTI

Evento Titolo:

Inizio della Quaresima

Quando:

01.03.2017

ore 17.30 via crucis

ore 18.00 S. Messa con l’imposizione delle Ceneri

Dove:

chiesa parrocchiale di s Maria e s Biagio

s Angelo Romano

Descrizione

S. Messa con l’imposizione delle Ceneri

0618do02.jpg

Mercoledì delle Ceneri

Al termine del Carnevale segue un periodo sacro di 40 giorni che prepara alla Pasqua, il cosiddetto periodo di Quaresima. La Quaresima, che nella tradizione deve essere vissuta con austerità e privazione da ogni divertimento, inizia con il “Mercoledì delle Ceneri”. Il giorno delle Ceneri quindi segna la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima, ma cosa significa ricevere le Ceneri?

Ricevere le ceneri sul capo, equivale a riconoscere il male che è in noi, ad esprimere dispiacere, a manifestare il pentimento. Ed è infatti l’atteggiamento “penitenziale” che deve contraddistinguere il cammino cristiano verso la Pasqua. Questo non vuol dire adempiere solo ad una pratica devozionistica, cioè una cosa che facciamo tanto per fare, perchè sono un cristiano e “devo farlo”… Al contrario ci deve essere dentro di noi un deciso orientamento esistenziale, devo operare una “scelta fondamentale”.

Vediamo di capire meglio questa ricorrenza con alcuni semplici punti.

Origini storiche

il_papa_il_mercoledi_delle_ceneri_imagelargeAlla fine del V° secolo la Chiesa inserisce una novità nella celebrazione della Quaresima: il periodo quaresimale non inizia più dalla domenica ma il mercoledì con il rito dell’imposizione delle ceneri sulla testa dei fedeli. Le ceneri rappresentano il segno di penitenza e contrizione per le intemperanze carnevalesche. Il “Mercoledì delle Ceneri”, dunque, secondo il rito romano, è il primo giorno della Quaresima. Nel rito ambrosiano, invece, la Quaresima ha ancora inizio la domenica successiva. Il Mercoledì delle Ceneri, dunque, si celebra 46 giorni prima della Pasqua ed è un giorno di digiuno ed astinenza, tenuto conto che nelle cinque domeniche di Quaresima, come in ogni domenica dell’anno, la dimensione festiva prevale decisamente su quella penitenziale (tanto che nelle chiese d’Oriente si ritiene il digiuno incompatibile con la domenica). Il conteggio dei giorni si conclude il sabato che precede il giorno di Pasqua.: in questo modo si ha un periodo di penitenza e digiuno esattamente di 40 giorni.

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell’imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l’importanza di questo segno.

Giovanni Paolo II qualche anno fa introdusse il Mercoledì delle Ceneri con queste parole:

“Oggi la Chiesa indìce il Digiuno dei Quaranta Giorni. Lo fa a ricordo del digiuno di Cristo Signore, che, in questo modo, si preparò alla sua pubblica attività messianica. La Chiesa indìce la Quaresima come periodo di preparazione alla solennità di Pasqua. E la Pasqua – passione, morte e risurrezione – costituisce l’adempimento della missione messianica di Gesù di Nazaret. La Chiesa inizia il digiuno dei quaranta giorni da oggi, mercoledì delle Ceneri. In questo giorno, limitando al minimo il consumo dei cibi, tutti chiniamo il nostro capo, perché il sacerdote vi deponga le ceneri. Ciò corrisponde a un’antichissima tradizione del popolo di Dio, che ha il suo inizio nell’Antico Testamento.”

Una simbologia che ha radici antiche

La simbologia delle ceneri è ricca di risonanze bibliche. Abramo, in quella pagina in cui osa rivolgersi a Dio e “mercanteggiare” con lui la sorte degli abitanti di Sodoma, ricorda con umiltà di non essere altro che “polvere e cenere” (Gen 3,19); con la stessa espressione anche Giobbe riconosce la debolezza e la fragilità della condizione umana (Gb 30,19). La cenere è anche segno di pentimento: il re di Ninive, quando viene a sapere della minaccia di Dio, si copre di sacco e si mette a sedere sulla cenere (Gio 3,6); anche Giuditta invita tutto il popolo a cospargersi il capo di cenere, vestire di sacco e alzare le mani per supplicare il Signore (Gdt 4,11).

Questi due significati sono espressi anche dalle formule che accompagnano il gesto di imposizione delle ceneri: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen 3,19) dice la fragilità, la precarietà dell’uomo;

“Convertiti e credi al Vangelo” sottolinea l’aspetto positivo della Quaresima, la disponibilità ad intraprendere un cammino di conversione e a lasciarsi riconciliare con Dio (2Cor 5,20).

Ivan Kramskoy. Christ in the desert. 1872.«Con questo rito penitenziale sorto dalla tradizione biblica e conservato nella consuetudine ecclesiale fino a i nostri giorni, viene indicata la condizione dell’uomo peccatore che confessa esternamente la sua colpa davanti a Dio ed esprime così la volontà di una conversione interiore, nella speranza che il Signore sia misericordioso verso di lui. Attraverso questo stesso segno inizia il cammino di conversione, che raggiungerà la sua meta nella celebrazione del sacramento della penitenza nei giorni prima della Pasqua» (Paschalis solemnitatis n. 21)

Con il segno penitenziale delle Ceneri, sorto nella tradizione biblica e conservato dalla chiesa, riconosciamo di essere bisognosi del perdono di Dio ed esprimiamo la nostra fiducia nella sua misericordia; Egli si getta dietro le spalle i nostri peccati e ci reintegra nella comunione con lui. Il segno della cenere sul nostro capo sia il segno della risolutezza del nostro cammino di conversione nelle scelte del nostro quotidiano, nelle nostre relazioni interpersonali, nella nostra appartenenza alla comunità cristiana.

Il rito

Le ceneri che vengono usate nella celebrazione del mercoledì sono ottenute bruciano le palme e gli ulivi benedetti l’anno prima nel corso della “Domenica delle Palme”. Il sacerdote, al momento dell’imposizione delle ceneri, pronunciava questa frase: “ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” oggi sostituita da “Convertitevi e credete al Vangelo”.

cenereDobbiamo insieme inchinare il nostro capo, sul quale la mano del sacerdote poserà le ceneri. Ognuno di noi ascolterà in quel momento le parole che riassumono il significato del mercoledì delle Ceneri.

La liturgia delle Ceneri si esprime in due brevi formule della Sacra Scrittura.

La prima formula: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, tolta dal Libro della Genesi (cf. Gen 3, 19)

La seconda formula: “Convertitevi e credete al Vangelo”, secondo il testo di san Marco (Mc 1, 15).

Ognuna di queste formule ha un contenuto proprio. Ognuna costituisce una particolare sintesi. La Chiesa vuole che noi accettiamo, all’inizio della Quaresima, la verità che è contenuta in entrambe le formule del rito liturgico. Accettiamo dunque la verità sulla morte, sulla caducità dell’uomo nel mondo temporale. E accettiamo al tempo stesso la verità sulla Vita, che oltrepassa la dimensione della temporaneità: sulla vita eterna in Dio, alla quale ci introduce Cristo. Ed accettiamo, sulla base di questa duplice verità, la chiamata alla conversione. Riassumendo: L’uso delle ceneri ha un duplice significato teologico: per prima cosa rappresentano il segno della debole e fragile condizione dell’uomo. In secondo luogo la cenere rappresenta anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un cammino verso Dio

Il rito della benedizione e imposizione delle ceneri può essere inserito anche in una celebrazione non eucaristica. In questo caso esso è preceduto da una liturgia della Parola (secondo lo schema della Messa: canto iniziale, orazione, letture, omelia) e seguito dalla preghiera dei fedeli.

Il digiuno

Al segno delle ceneri è legata la pratica del digiuno: il Mercoledì delle Ceneri è l’unico giorno, insieme al Venerdì Santo, di digiuno e astinenza, come segno di vera conversione, per affrontare vittoriosamente la tentazione e la lotta contro il male.

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (Mt 6,1-6.16-18) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

GESU’ CRISTO DISCORSO MONTAGNA«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Si tratta di un cammino nuovo di accesso al cuore di Dio che si apre davanti a noi. Gesù, per assicurarci interiormente, non chiede ciò che noi facciamo per Dio, bensì ciò che Dio fa per noi. L’elemosina, la preghiera ed il digiuno non sono soldi per comprare il favore di Dio, ma sono la risposta di gratitudine all’amore ricevuto e sperimentato.

altre notizie …..

FESTA S BIAGIO

agenda-planning
0001-1
agenda-planning

• INIZIO DEI CORSI PREMATRIMONIALI -PASSARE IN UFFICIO PARROCCHIALE PER LE ISCRIZIONI ENTRO LE 28 GENNAIO 2017.

• FESTA DI S ANTONIO – INVITIAMO TUTTI COLORO CHE POSSIEDONO ANIMALI DOMESTICI ALLA BENEDIZIONE DOMENICA 22 GENNAIO ORE 12 NELLA CHIESA DI S LIBERATA.

agenda-planning

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Tantissimi auguri al nostro Giancarlo per l’ammissione all’ordine del diaconato permanente grazie del tuo servizio nella nostra comunità di Sant’Angelo Romano

0001-1
re-magi

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA

Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua.

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 16 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 1° marzo.

L’Ascensione del Signore, il 28 maggio.

La Pentecoste, il 4 giugno.

La prima domenica di Avvento, il 3 dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Amen.

15781280_1113181718810607_4666638706368260802_n

Il si dei nostri ragazzi

Errore
Questo video non esiste

] ]

celebrare il Natale

in sant’ angelo romano…2016

NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA E SAN BIAGIO 
VENERDÌ 30 DICEMBRE ALLE ORE 21.00 
VEGLIA, ADORAZIONE E MOMENTO DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI ALLA VITA RELIGIOSA E FAMILIARE 
E PER IL NOSTRO FRATELLO GIANCARLO CERQUA IN PREPARAZIONE DELL’AMMISSIONE AGLI ORDINI 

SIETE INVITATI TUTTI

natale-del-signore
Errore
Questo video non esiste

] ]

IMG_7786.JPG
https://youtu.be/6I7Z5zb2pdY     musica delle profezie ….
http://www.diocesitivoli.it/component/k2/item/1645-adorazione-ferie-maggiori
manifesto-novena-natale-2016-01-49-44-01-51-28
img_7029
fullsizeoutput_2311
foto-bambinello
recita-natale
manifesto-novena-natale-2016-01-49-44-01-51-28

 

   

II DOMENICA DI AVVENTO

(oggetto: segnale stradale di inversione di marcia)
immm
Per molti la panchina di qualsiasi sport è antipatica. Vorresti tanto giocare la partita. Ma ti hanno messo in panchina. Non sei ancora all’altezza dei migliori ma se ci pensi bene, non è tempo perso. Significa che devi allenarti di più … migliorare i fondamentali e sarai pronto per entrare a suo tempo.
C’è posto per tutti nella squadra di Gesù, per seguire i suoi schemi occorre essere convinti e preparati. Non ce la possono fare i pigri e gli arrabbiati, sono difetti insormontabili per chi vuole dare e ricevere amore.
Il nostro incontro con gli altri deve superare gli stretti confini della pura cortesia e vedere nell’altro Gesù che viene.
1°bambini: in questo periodo di avvento bisogna imparare a trovare momenti in connessione con Nostro Signore.
2°bambini: Impariamo da Giovanni dalla sua Umanità senza barriere e dalla sua disciplina. Pur essendo il portavoce di Dio, egli continua la sua missione.
3° bambini: rendiamo la nostra fede coerente, con le nostre opere e la nostra perseveranza.
Vangelo  Mt 3,1-12

Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Dal vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

I DOMENICA DI AVVENTO
(oggetto: lanterna con candela viola dentro)
INTRODUZIONE AL PROGETTO
la
C’è una panchina dove occorre stare sempre vigili e attenti. È la panchina dove attendiamo un aereo, un autobus, un treno.
E da questa panchina perdere la coincidenza sarebbe come perdere un’occasione. Anche Gesù ci ha dato un appuntamento. È in ballo la nostra felicità.
E dunque in vista di quel giorno bisogna vegliare, tenersi pronti, agire saggiamente, con distacco e insieme con impegno: perché dall’interno della storia maturi il progetto di Dio.
In questa settimana, allora, Lui ci chiede maggiore attenzione: ai vicini, agli amici e ai famigliari, ma soprattutto a noi stessi. Lo fa perché ci ama.
1° bambino: Il cristiano deve avere un cuore sufficientemente missionario per vedere, negli incontri con gli altri, tale venuta.
2° bambino: Cristo non può essere programmato: deve essere atteso, lasciando che nella nostra vita ci sia uno spazio anche per la sua presenza.
3°bambino: La vigilanza cristiana permette di leggere in profondità i fatti per scoprirvi la «venuta» del Signore.

Esercizi Spirituali per i sacerdoti e diaconi della Diocesi

14.11.2016 – 18.11.2016 Santa severa -rm.

 DOMENICA 6 NOVEMBRE ALLE ORE 11.00 SANTA MESSA

in occasione della commemorazione del IV novembre “Giorno dell’Unità d’Italia e Giornata delle Forze Armate – Centenario della Grande Guerra”

La storia di un popolo ha nelle sue ricorrenze nazionali un momento forte di presa di coscienza dei valori che costituiscono il fondamento del bene comune, della pace, della libertà. Questi valori hanno la loro sorgente e il loro compimento in Dio Padre, da cui discende ogni vincolo di fraternità. Oggi vogliamo guardare a Cristo, che sulla croce ha stabilito il patto di riconciliazione e di pace fra tutti i popoli. In Lui, primogenito tra molti fratelli, si infrangono le catene di ogni schiavitù e si aprono nuovi orizzonti di solidarietà nella giustizia, nella pace e nell’amore.

FESTA DI TUTTI I SANTI

I #Santi non sono nati perfetti.

Hanno camminato ogni giorno verso la #perfezione con l’aiuto della #grazia di #Dio.

#Vangelo #Ognissanti

Oggi,festeggiando tutti i santi

sperimentiamo di non essere soli

e di avere come amici

quelli che ci hanno preceduto sulle tracce di Gesù.

BUONA SANTITÀ’ A TUTTI

14729282_1780056365616850_1886658250965911390_n

MISERICORDIA E PECCATO

“Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi. In un altro passo del Vangelo, Gesù afferma che è molto difficile per un ricco entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 19,23). Nel caso di Zaccheo, vediamo proprio che quanto sembra impossibile si realizza: “egli – commenta san Girolamo – ha dato via la sua ricchezza e immediatamente l’ha sostituita con la ricchezza del regno dei cieli” (Omelia sul salmo 83, 3). E san Massimo di Torino aggiunge: “Le ricchezze, per gli stolti sono un alimento per la disonestà, per i saggi invece sono un aiuto per la virtù; a questi si offre un’opportunità per la salvezza, a quelli si procura un inciampo che li perde” (Sermoni, 95). […] Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza” (Benedetto XVI, ANGELUS, Piazza San Pietro, 31 ottobre 2010).

img_6387

sabato 29 ottobre 2016

PELLEGRINAGGIO ALLA SANTISSIMA TRINITA’

23 OTTOBRE 2016

INCONTRO MENSILE TRA PARROCO E GENITORI DEI RAGAZZI DEL CATECHISMO, CHIESA DI S. MARIA E S. BIAGIO ORE 10.15-11.15.

pellegrinagio-a-roma

le parole del Papa …..

tutte le forme di dialogo sono espressione della grande esigenza di amore di Dio, che a tutti va incontro e in ognuno pone un seme della sua bontà, perché possa collaborare alla sua opera creatrice. Il dialogo abbatte i muri delle divisioni e delle incomprensioni; crea ponti di comunicazione e non consente che alcuno si isoli, rinchiudendosi nel proprio piccolo mondo. Non dimenticatevi: dialogare è ascoltare quello che mi dice l’altro e dire con mitezza quello che penso io. Se le cose vanno così, la famiglia, il quartiere, il posto di lavoro saranno migliori. Ma se io non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio ad urlare – oggi si urla tanto – non andrà a buon fine questo rapporto tra noi; non andrà a buon fine il rapporto fra marito e moglie, tra genitori e figli. Ascoltare, spiegare, con mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare, ma avere un cuore aperto.

Gesù ben conosceva quello che c’era nel cuore della samaritana, una grande peccatrice; ciononostante non le ha negato di potersi esprimere, l’ha lasciata parlare fino alla fine, ed è entrato poco alla volta nel mistero della sua vita. Questo insegnamento vale anche per noi. Attraverso il dialogo, possiamo far crescere i segni della misericordia di Dio e renderli strumento di accoglienza e rispetto.

XXX Domenica del Tempo Ordinario

90ͣ Giornata Missionaria Mondiale (Colletta obbligatoria).

CAMMINO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA CRESIMA DEGLI ADULTI 

• Coordina il diacono Alberto Coletta

SECONDA VICARIA Dal 14 Ottobre 2016 al 16 Dicembre 2016 •

Ogni venerdì ore 20.30-22 Collefiorito di Guidonia • Parrocchia San Filippo Neri

Si può partecipare a partire dai 17 anni. Il cammino è aperto anche ai padrini e alle madrine. • È opportuno comunicare l’iscrizione per tempo alla Segreteria dell’Ufficio Catechistico Diocesano oppure al diacono Alberto Coletta (329 3251916; colettalberto@gmail.com). • Per poter accedere al cammino è necessaria una lettera di presentazione del proprio parroco

AVVISI

Mese di Ottobre 

7-14-21-28 OTTOBRE 2016 ADORAZIONE EUCARISTICA E PREGHIERA COMUNITARIA ORGANIZZATA DAL GRUPPO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO, NELLA CHIESA S. LIBERATA ORE 21.00

9 OTTOBRE 2016 APERTURA DELL’ANNO PASTORALE PARROCCHIALE, ORE 11.00 S. MESSA, PIAZ. BEL VEDERE A. NARDI

10 OTTOBRE 2016 ROSARIO ORGANIZZATO DAL GRUPPO DI PADRE PIO, ORE 16.30, CHIESA S LIBERATA

16 OTTOBRE 2016 GIORNATA DEI MINISTRANTI DELLE PARROCCHIE DELLA DIOCESI

4-11-18-25 OTT0BRE 2016 (TUTTI I MARTEDÍ) SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI, ORE 19.30-21.30, PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO, VILLANOVA DI GUIDONIA

22 OTTOBRE 2016 PELLEGRINAGGIO GIUBILARE DIOCESANO A ROMA

23 OTTOBRE 2016 INCONTRO MENSILE TRA PARROCO E GENITORI DEI RAGAZZI DEL CATECHISMO

orari_confessioni_ii_vicaria

Parrocchia Santa Maria e San Biagio

Via Delle Torri 16 – Tel. 0774420380/email:parr.sangelorum@alice.it

Segreteria prima/dopo Gli Orari Delle Ss. Messe Festivo 9.00-11.30-18.30 (17.00 Inv.) Feriale ore 18.30 (17.00 invernale)

Ottobre 2016

Gentilissimi parrocchiani,

Come ogni anno la commissione economica e il consiglio pastorale della parrocchia vieni a presentarvi il calendario pastorale e insieme adesso sollecita la vostra partecipazione la vita della parrocchia e alla sua organizzazione.

Abbiamo realizzato questo anno tante opere belle, come la facciata della chiesa di Santa Maria, le campane nella Chiesa di S. Liberata e altre opere sono in corso. L’anno trascorso abbiamo vissuto delle esperienze di servizio, di fede e di condivisione fraterna accanto alle famiglie dei giovani, bambini, anziani.

«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Gesù̀, secondo l’evangelista Luca, al capitolo 17,11-19, nel guarirei i lebbrosi, attira l’attenzione sulla nostra fede.  La fede non è un dono che Dio dà ad alcuni, ma la risposta degli uomini al dono d’amore che Dio fa a tutti. Quelli che percepiscono questo amore e rispondono, questo si chiama fede. Gesù̀ stesso lo dice, tutti i dieci sono stati guariti, ma soltanto uno è tornato, ha risposto a questa guarigione. E questa è la fede. Quindi la fede non è un dono che Dio fa ad alcuni e ad altri meno, ma la risposta degli uomini al dono d’amore che Dio fa. E che cos’è la fede? La fede è saper rispondere positivamente a quegli avvenimenti che la vita ci fa incontrare.

Vi aspetto tutte le domeniche in parrocchia

per rispondere insieme all’amore che Dio ha per noi….

don adrian lupuImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

C8066EDB-801A-4CAB-BA86-1DD38E34771D
512A70FC-8DEE-4FF4-89B2-882AC5A35F0D.jpeg
SETTIMANA SANTA 2018 .jpg
SETTIMANA SANTA 2018
4c47557e-d4a9-4129-88be-8d045ddb103b.jpg
31939697_10216658674648065_4680457060540743680_n.jpg

parrocogiancarlo

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 61737278_2341665079455973_7935647687968292864_o.jpg
SAR ORATORIO DAL 9 LUGLIO AL 21 LUGLIO 2019
NON MANCARE

ImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URLImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaLibreria mediaInserisci dall’URL

RESTAURO DELLA SCRITTA DAVANTI ALLA CHIESA DI S MARIA REALIZZATA OGGI 11 OTTOBRE 2019 DA CONFRATELLO GUIDO GRAZIE

LA LEGGENDA IRLANDESE

Jack, un fabbro malvagio, perverso e tirchio, una notte d’Ognissanti, dopo l’ennesima bevuta viene colto da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il diavolo nel reclamare la suaanima viene raggirato da Jack (sic!) e si trova costretto ad esaudire alcuni suoi desideri, tra iquali di lasciarlo in vita, giungendo al patto con cui rinunciava all’anima del reprobo. Jack,ignaro dell’effetto della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto nemmeno all’inferno a causa del patto con diavolo. A modo di rito il poveracciointaglia una grossa rapa mettendovi all’interno della brace fiammante, a luogo delladannazione eterna. Con questa lanterna, Jack, fantasma, torna nel mondo dei vivi. Gliirlandesi, emigrarono in America verso il 1850 e qui le rape vennero sostituite con lezucche che divennero le Jack o’lantern, utilizzate la notte d’Ognissanti: si pensava così ditenere lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa. I bambini oggi si travestono e fanno visita alle famiglie guidati dalla lanterna zucca eottengono dolci in cambio della loro “benevolenza”. “Trick – or – treat” è l’usanza del”dolcetto o scherzetto”. “Trick or treat” letteralmente significa: “trucco o divertimento”,”stratagemma o piacere”, ma il significato originale è: “maledizione o sacrificio”, perchéuna setta segreta celtica andava reclamando offerte per il loro “dio” e se non le avevano proferivano delle maledizioni di morte sulla casa. Questa festa, affermatasi e diffusasi negliU.S.A., è stata importata dagli Stati Uniti in Europa e quindi in Italia.

ALCUNE CONSIDERAZIONI1

) È solo ridicolo pensare che ci siano degli spiriti dei morti che tentano di tornare a casa!Dopo la morte, col giudizio particolare, l’anima di ogni uomo va in Paradiso, oppure inPurgatorio o all’Inferno, comunque è nelle mani di Dio: l’anima non può fare passeggiate oscampagnate indebite!

2 Quando uno muore, il Giudizio si compie davanti a Dio e non davanti al diavolo. Inoltreil diavolo non ha il potere di far tornare in vita una persona dopo che è morta: questo poterecompete solo a Dio.

3Se si fa un patto col diavolo – a differenza di quanto raccontato – l’Inferno accoglie a braccia aperte il contraente.

4

) La “storiellina” sviluppa e accredita credenze e pratiche magiche: chiedere al diavolol’esaudimento dei propri desideri, fare un patto col diavolo, ecc.

5

) È veramente ridicolo pensare di tenere lontano questi presunti spiriti dei morti, o dispaventare e scacciare i fantasmi, solo con delle lanterne. È superstizioso pensare diallontanare realtà spirituali, soprannaturali, solo con una zucca, solo con mezzi naturali!!

6

) È sconcertante l’atteggiamento negativo verso la morte e verso i defunti che questa”festaccia” induce, come se i morti fossero solo qualcosa di ostile da cui difendersi. Per idefunti si va al cimitero a pregare, si fanno offrire Messe, comunque vanno pensati eaccostati con affetto e familiarità, non certo con tremore e diffidenza. Il culto e l’affetto per imorti è segno di civiltà e scaturisce dall’amore.Questa festa di Halloween getta sicuramente un’ombra blasfema sulla festa di tutti i Santi,lasciando strascichi anche nel giorno dei defunti.

UN APPELLO

Il nostro è solo un invito: ognuno ascolta le ragioni, valuta e poi decide in coscienza. Noinon riteniamo di poter né di dover costringere nessuno, anzi vogliamo che chi aderisce alnostro invito lo faccia con gioia, liberamente, con convinzione e determinazione.Genitori stiamo attenti a permettere che i nostri ragazzi si abituino, o ancor peggio, sieduchino all’occulto. Insegnanti, informiamoci sulle verità nascoste dietro questo rito dimassa. Potremmo trasmettere ai giovani – a nostra e a loro insaputa – monete false edeleterie aperture a mentalità magico-esoteriche. L’anno scorso “alcuni genitori del sesto

circolo elementare di Manfredonia, in via Seminario, hanno protestato senza mezzi terminicontro l’ostinazione con cui alcuni insegnanti continuano, in occasione della festa diOgnissanti e dei defunti, a celebrare “la festa di Halloween”. Diversi insegnanti continuanoa insistere con il proporre in orari scolastici questo “pseudo rito” importato dagli U.S.A. A parte la speculazione commerciale, questa festa non è assolutamente compresa nei programmi scolastici nei quali invece è stabilito di promuovere i valori della tradizionelocale attorno ai quali la comunità si riconosce. Invede di insegnare vere tradizioni “alcuniinsegnanti si arrabattono assurdamente promuovendo tale consumistico rito di Halloween.Invece di formare la cultura dei piccoli con notizie pedagogicamente valide, liimbambolano con fandonie improvvisate” (La Gazzetta del Mezzogiorno, 30 ottobre 2005, p. 8). Commercianti e venditori, abbiamo il coraggio di dire “NO” a promuovere articoliche, dietro l’apparenza della mascherata, diffondono e creano mentalità esoterica. Moltioggetti venduti tra i prodotti di consumo sono amuleti. o loro riproduzioni, usati nelle pratiche di stregoneria. Non dimentichiamo che le disastrose conseguenze dell’inalazionemagica non sono immediate, ma si manifestano a distanza di anni in depressioni, crisi eviolenze. S’impone un’irremovibile presa di posizione riguardo tutto ciò che ci viene propinato da Halloween, e dalla mentalità magica in generale. Le parole che proclamiamo, igesti che facciamo, la mentalità che seguiamo e i simboli che poniamo, non sono realtàneutre o prive di significato, ma costruiscono, richiamano ed evocano un mondo e unamentalità, e introducono nella realtà culturale che rappresentano.

UNA TESTIMONIANZA IN PRIMA PERSONA

In un liceo di Foggia l’insegnante di religione ha parlato a lungo di questa festa delle sueimplicazioni, del suo significato, delle sue origini pagane, delle sue implicazioni magiche,esoteriche, stregonesche, ecc. Durante il dialogo con i ragazzi, due ragazze hanno chiesto la parola per testimoniare che tutto quanto riportato in questa documentazione risponde averità. L’anno precedente hanno partecipato ad una di queste feste di Halloween, pensandoche si trattasse solo di un pò di divertimento con punte di macabro, ma alla fine della festaalcuni ragazzi hanno chiesto loro di partecipare ad una seduta spiritica.

UNA PROPOSTA ALTERNATIVA

Bisogna denunciare le implicazioni e la mentalità magico-esoterica veicolata da questafesta, ma più importante ancora (e decisivo) è offrire forti convinzioni culturali e spiritualialternative per opporsi a questa “invasione”. È più importante valorizzare le nostre feste,ridare loro gioia e lucentezza, riappropriarsi delle nostre tradizioni, delle tradizioni di “casanostra”, rituffarsi nella memoria storica della “nostra famiglia santa”, nelle nostre radicicristiane che mettersi solo a combattere per dare un freno e una spallata a una “festaccia” pagana e stregonesca estranea e stile al nostro cristianesimo. Molti cattolici – proprio per riappropriarsi di una festa cristiana poco valorizzata – la notte del 31 ottobre si riuniranno in preghierae o organizzeranno feste cristiane alternative. Nella Parrocchia di S. LuigiGonzaga (Fg), la sera del 31 ottobre, adulti e bambini, catechisti e genitori, indosserannoabiti e porteranno simboli che ricordano il Santo di cui portano il nome, in modo davalorizzare e sottolineare meglio il significato della festa di tutti i Santi. Lo scorso anno,oltre che nella Chiesa di S. Luigi, la festa di Tutti i santi (alternativa ad Halloween) è statagià celebrata in altre Parrocchie d’Italia (cfr. Avvenire 3/11/2005, p. 21). Quest’anno altreParrocchie si aggiungeranno. La processione di canti e preghiere che snoda per le vie delleParrocchia nel pomeriggio, dalle 17,00 alle 19,00, non si chiama “processione di tutti isanti”, ma processione di “quelli vestiti come i santi”. Il Santo di cui portiamo il nome èimportante anche perché va invocato nella nostra preghiera personale affinché ci aiuti adessere testimoni autentici del Vangelo. Gli abiti per la nostra festa verranno realizzati ineconomia, con semplicità, in maniera artigianale, con pezzi di stoffa e accessori recuperati

dalle cose e dai materiali che sono in casa o acquistati al mercato, utilizzando quindi pochecose povere che già si posseggono. Povertà creativa, dunque, non spreco di denaro perché bisogna testimoniare il Vangelo, non fare una sfilata di moda! Dopo la processione, cherichiama e celebra le radici culturali-spirituali di ognuno di noi, e dopo la S. Messa, inChiesa i verrà esposto il SS. Sacramento” e si pregherà in vario modo per lodare Dio e per riparare tutti i tipi di “brutture” operate in questa notte. Poi la festa nei locali dellaParrocchia con tanti palloncini colorati, tante luci, tanti giochini, tanti “dolcetti” e canti egrandi e piccoli che si chiedono l’un l’altro: “perché porti questo simbolo? Ce significatoesso ha nella vita del Santo di cui porti il nome? Insomma non più “dolcetto o scherzetto”,ma “dimmi che santo sei”. La maggior parte di noi sa poco o niente del Santo di cui porta ilnome. Quando è nato? In che secolo è vissuto? Quali sono gli episodi più significativi dellasua vita? Ha lasciato insegnamenti particolarmente illuminati? Ha scritto libri importanti per la nostra spiritualità? Come è morto? Perché nelle immaginette è rappresentato con quel particolare oggetto in mano, o con quel particolare animale accanto? Con quale simbolo posso richiamare la sua vita? In questo modo si svilupperà e si attuerà una nuova, semplice,gioiosa ed efficace catechesi: una catechesi col sorriso sulle labbra.

Don Guglielmo FicheraAssociazione “Fede, Cultura e Società” Parrocchia S. Luigi Gonzaga

In corso d’opera…
INCONTRO DEI CATECHISTI
San Vittorino Romano, sabato 14 gennaio 2017
Carissimi Catechisti e Catechiste,
anzitutto desidero ringraziare voi per la vostra presenza ed i vostri parroci per la sollecitudine pastorale con la quale vi hanno coinvolto ed invitato a partecipare a questo incontro di oggi, che vogliamo vivere come una sosta nel cammino che la nostra Chiesa Diocesana, pian piano, sta compiendo sollecitata dalla Nota Pastorale “Cristiani non si nasce, ma si diventa” che ho voluto consegnare, come primo, anche se non esclusivo frutto della Visita Pastorale alle comunità parrocchiali che ho avuto il dono di compiere in questi anni.
Una sosta, dunque, la nostra, per riappropriarci e approfondire lo spirito della Nota.
Lo abbiamo detto più volte e sempre dobbiamo ripetercelo, senza stancarci, che il cambiamento – o meglio la conversione – sollecitata e più volte richiamata dalla Nota non si esaurisce in una nuova modalità di ricevere i Sacramenti da parte dei ragazzi, o nei percorsi catechistici preparati per loro e, oserei dire, che neppure si esaurisce nel coinvolgimento dei genitori nei percorsi di fede dei loro figli – anche se certamente, questo è uno degli aspetti fondamentali -. Né – ed oso ancora di più – si esaurisce nell’aiutare ad assumere la convinzione profonda che i Sacramenti non sono fini a se stessi ma in ordine alla “vita cristiana” – e sarebbe già tantissimo! -.
Oggi con voi e a voi vorrei rilanciare piuttosto un altro aspetto, questo ancor più essenziale e imprescindibile e che non dobbiamo dare per scontato perché alla luce della Visita Pastorale ho notato come scontato proprio assolutamente non lo sia… La Nota deve essere occasione per “ridisegnare” e “ripensare” l’essere delle nostre comunità parrocchiali, fondate sempre più su un reale e profondo ascolto della Parola di Dio, su una partecipazione attenta e curata all’Eucaristia, su uno stile di comunione vera, di discernimento personale circa i carismi che lo Spirito dona a ciascuno, di condivisione concreta e di arricchimento reciproco, di accoglienza, accompagnamento ed integrazione delle persone all’interno delle nostre comunità in maniera attiva e consapevole. Credo fortemente, come Pastore della nostra Chiesa, che queste dimensioni, vissute realmente, là dove già ora un poco brillano, rendono belle le nostre comunità, emanano una luce che attira, destano simpatia e possono riaccendere in molti cuori la nostalgia della “casa del Padre”, dove tornare ed essere sempre accolti, aiutati, accompagnati.
Il libro degli Atti degli Apostoli, che guida il cammino di questo anno pastorale, è opportunità per ciascuno, per le nostre comunità e per tutta la Chiesa Diocesana, per rispondere all’invito del Signore di “tornare a Gerusalemme” e attendere l’invio dello Spirito. I discepoli che come i due di Emmaus si erano allontanati delusi e stanche dopo i fatti della Pasqua, fanno proprio questo: tornano a Gerusalemme, stanno tutti insieme nel cenacolo e insieme a Maria – la Madre di Gesù e Madre nostra – accolgono il dono dello Spirito Santo, essenziale per vivere una autentica comunione (come il capitolo 4 degli Atti ci descrive a proposito della prima comunità), per iniziare un’autentica opera di evangelizzazione, capace di smuovere i cuori e accendere in tutti la domanda “che cosa dobbiamo fare?” (come i primi discorsi di Pietro ci testimoniano). E oserei dire che la Nota Pastorale e il libro degli Atti degli Apostoli, si intrecciano efficacemente per noi.
In che senso? Come? Potremmo chiederci.
Proviamo insieme a riflettere: forse, in questo primo tempo del dopo Nota Pastorale, cosa stiamo vivendo? Provo a rispondere per voi: stiamo sperimentando la fatica del cominciare; forse stanno venendo alla luce situazioni pastorali nodose e difficili, come la mancanza reale di dialogo tra catechisti, genitori, sacerdoti…, la difficoltà a collaborare fattivamente; in altre situazioni potrebbe evidenziarsi l’incapacità di accogliere il cambiamento, per l’incognita che ogni cambiamento comporta; in altre ancora la difficoltà di coinvolgere nuove persone, nuovi operatori, difficili da trovare. Ci potrebbe poi spaventare il sacrificio che il cambiamento richiede a tutti i livelli e a ognuno di noi… Ed azzardandomi ancor più: forse, nelle nostre comunità, sta emergendo una mancanza di fede. Una confusione tra comunità cristiana – dove lo Spirito Santo è su ogni fedele battezzato e parla quindi in tutti i fedeli e la comunità cristiana intesa come il gruppetto di quelli che stanno vicino al Parroco, sono impegnati nelle cose della Chiesa ma forse – anche da parte di noi pastori – la loro unzione è come bloccata, un po’ fermata, recintata in uno spazio che abbiamo dato loro noi presbiteri quasi per “gentile concessione”…
E’ vero, il Parroco è il primo responsabile della catechesi, ma tutti i cristiani: catechisti, sposi, popolo di Dio… hanno su di sé lo Spirito e possono parlare ed agire mossi da Lui.
. Vedete, lungi dal farci spaventare da questi e da tutti gli altri ostacoli che stiamo incontrando o che incontreremo – perché so benissimo che questi concetti conciliari non sono ancora passati nelle nostre comunità -, senza farci scoraggiare da tali aspetti ed ostacoli, senza convincerci e ancor più “farci convincere” da chi non vorrebbe o non crede che si possa fare sul serio e vorrebbe convincere che “non è possibile poiché è difficile” rinnovarsi, vorrei invitarvi a leggere queste difficoltà emerse come “frutti” della Nota Pastorale. Sembra strano, lo comprendo, ma credo che sia proprio così. Sì, anche questi sono “frutti”, magari amari, o acerbi, o indesiderati, ma ci sono, esistono e non possiamo far finta di niente, non possiamo dire che va tutto bene, non possiamo credere che non chiamandoli per nome e riconoscendoli, perché scomodi, abbiamo eliminato il problema. Occorre essere realisti, concreti e incarnati: ciascuno di questi “frutti” o “non frutti” (potremmo chiamarli così) sono da considerare. Male è e sarebbe invece rimanerne prigionieri, farsi catturare dal pessimismo e dall’immobilismo.
Cosa farne allora?
Coglierli e lavorare come “pionieri del post-Concilio nella nostra Chiesa tiburtina” (è una affermazione grossa, ma la dico ugualmente perché ci credo abbastanza) per sciogliere ciascuno di questi nodi; impegnarsi per sanare concretamente ognuna di queste fratture. E’ questa la capacità di trasformare in opportunità pastorali anche le cose che non vanno: potremmo dire che queste situazioni, quando sono ben evidenziate, rappresentano “il programma pastorale” specifico di ogni comunità. Senza ripiegamenti, senza rassegnazioni sterili, senza cinismo e scetticismo.
Come ho detto prima la Nota si intreccia bene con lo spirito del libro degli Atti degli Apostoli e vorrei dire con lo spirito del dopo Resurrezione, come l’evangelista Luca ci dice.
Cosa accade ai discepoli? Se consideriamo bene notiamo: c’è stanchezza, delusione e mancano i motivi per fare comunione. Ce lo dicono i due di Emmaus che stanno lasciando Gerusalemme. Essi incontrano il Risorto, camminano con Lui, lo ascoltano, celebrano la cena con Lui e cosa fanno al termine dell’incontro? Tornano a Gerusalemme per condividere la gioia dell’incontro avuto con il Risorto alla locanda di Emmaus, e così Gerusalemme, là dove raggiungono gli altri discepoli del Maestro, diviene il luogo della “comunione ritrovata”, dove essi diventano parte essenziale nel loro narrare e condividere l’esperienza vissuta.
Chiediamoci: ma quella dei due di Emmaus, non è forse anche la situazione che viviamo noi, oggi, a livello parrocchiale e diocesano, nella fatica di vivere la comunione reale?
Non preferiamo anche noi, spesso, la strada di Emmaus, cioè la strada del nostro piccolo mondo personale, delle appartenenze parrocchiali e di gruppi e movimenti, rinunciando alla dimensione più ampia dell’appartenenza diocesana, solo perché impegnativa, a volte anche faticosa, che sempre ci scomoda? Non ci lasciamo convincere che se manchiamo noi, non succede nulla, non se ne accorge nessuno, le cose si fanno lo stesso, perché qualcun altro le farà, senza cogliere la nostra irripetibilità, unicità e l’importanza del contributo insostituibile di ciascuno perché ciascuno porta in sé l’unzione battesimale? La Nota Pastorale allora, cogliamola come incontro con l’inedito, come stimolo per “tornare a Gerusalemme” e stare insieme, come comunità (lo stare con Maria e gli Apostoli che gli Atti ci richiamano) per accogliere, nel dono dello Spirito Santo, la comunione; ma anche per diventare ciascuno e tutti insieme collaboratori, artigiani – direi usando un termine caro a Papa Francesci – della comunione.
E ancora, poniamoci la domanda:
dei discepoli a Gerusalemme di dice, nel vangelo di Giovanni al capitolo 20, che “le porte erano chiuse per timore dei Giudei” e inoltre che essi portavano il segno del tradimento nel loro essere 11 e non più 12. Ma non accade anche a noi questo, oggi, nella nostra Chiesa? Non sperimentiamo chiusure verso gli altri, chiusure di diffidenza, di sospetto, di pregiudizio, con l’incomunicabilità che ogni chiusura comporta in sé? Non ci sono a volte,“chiusure” all’interno delle nostre comunità parrocchiali, tra le varie comunità parrocchiali, altre volte tra le parrocchie e la dimensione diocesana? E speriamo che non si siano chiusure anche tra le nostre comunità e la Chiesa universale? Non portiamo anche noi i segni dei vari tradimenti subìti o proposti, con il nostro comportamento, con le nostre assenze, con il nostro disinteresse?
Ebbene, che fare?
“Torniamo a Gerusalemme” così come siamo. Ogni volta che lo facciamo, che facciamo lo sforzo di uscire dalle nostre prospettive ristrette ne abbiamo sempre trovato grande beneficio. So che costa, ma è sempre così perché la chiusura ci fa stare piano piano in una stanza sempre più con aria viziata, viene a mancare l’ossigeno e moriamo. L’apertura ci fa respirare aria fresca, aria di Spirito Santo, aria nuova che rinnova (pensiamo alle esperienze diocesane già vissute insieme come, ad esempio, il pellegrinaggio a Roma, le veglie e celebrazioni diocesane nell’Anno Santo – solo per ricordare alcune recenti esperienze -… ecc.). C’è stata sicuramente la fatica: di crederci – innanzitutto -, di organizzarci, di partire, faticare ma poi celebrando, stando insieme, realizzando insieme: quanta gioia, quanta felicità abbiamo riportato nelle nostre case e comunità. Solo chi non ha partecipato giudicando sempre e solo dall’alto in basso, senza coinvolgersi è rimasto nell’amarezza, nel suo giudizio già a priori negativo…
Il Signore parte sempre da ciò che è reale e concreto, anche quando non è perfetto, non è adeguato, non è sano. E’ Lui che lo perfezionerà, Lui che lo guarirà se noi lo permetteremo. Se noi ci staremo. E per starci occorre esserci!
Occorre esserci con speranza ed entusiasmo che nascono dal cogliere ciò che ci aspetta se tutti ci poniamo in cammino.
Comprendo bene che siamo ad una svolta importante come Chiesa Diocesana, che, come richiamo nella Nota Pastorale, deve riscoprire e vivere la Sua maternità che con i Sacramenti genera i piccoli alla vita di fede, ma sempre rigenera alla fede autentica, viva, chi i Sacramenti li ha già ricevuti, chi fa parte della comunità, ma spesso in modo stanco, approssimativo, sciatto, datato, statico: e questi siamo tutti noi! Nessuno escluso.
In più, in un clima culturale del relativismo imperante. In quella cultura liquida che teorizzò il filosofo Baumann morto proprio pochi giorni fa e che ha preso e prende la cultura nella quale viviamo e se non si sta attenti anche la Chiesa; in questo clima non dobbiamo arrenderci, dobbiamo ripartire con slancio quasi come quando ci si dà un colpo di reni in mare quando siamo appoggiati con i piedi su uno scoglio e vogliamo riprendere a nuotare per ripartire da qualcosa di solido su cui siamo fondati per arrivare a riva: la Parola di Dio, il Catechismo della Chiesa Cattolica, l’amore all’uomo perché Dio per primo ama noi e – anche se faticando – partiamo per generare. E ogni atto generativo o rigenerativo è faticoso, a volte doloroso, perché è un parto di “nuovo”, di più alto e di più vero. E quando è rigenerativo è ancor più difficile.
Forse – qualcuno ipotizza – sarebbe più facile cominciare tutto da capo nel proporre e vivere la fede che cominciare dalla nostra situazione di cristiani che si credono tali ma senza esserne troppo convinti e convincenti…
Credo sia bene, dunque, collocarci entro questa cornice di senso: l’impegno, la fatica di questo tempo, non è da eludere, ma da cogliere e vivere come necessari. Se non lo facciamo, se ci ritraiamo dalla fatica, dall’impegno, per paura di scomodarci, di soffrire, di essere incompresi, forse anche un po’ boicottati dai soliti che sanno tutto e vogliono decidere tutto nelle nostre comunità – spesso un po’ vecchie, rassegnate e tristi – rischiamo di “abortire” la vita nuova che lo Spirito vuole suscitare e per grazia di Dio – lo dice anche la vostra massiccia presenza qui oggi – sta suscitando nella nostra Chiesa Diocesana.
Ci aiutano in questo cammino i primi, significativi, passi che già sono stati compiuti e che, come ogni germoglio in un tronco, rafforzano la speranza e invitano alla fiducia. Penso e condivido con voi i momenti di incontro e di approfondimento vissuti nel Corso “Si può fare…” per i catechisti, nei percorsi per gli accompagnatori dei genitori “Chi ben comincia” e le comunità che in vari modi hanno già cominciato o hanno annunciato che desiderano iniziare il cammino.
Richiamo a tutti l’importanza della formazione non solo riguardo i contenuti, ma anche circa lo stile e la mentalità, come anche il cuore… mi piace far riecheggiare in questo mio riferimento il monito di Gesù: “Vino nuovo in otri nuovi”! Queste opportunità formative sono occasioni per vivere l’appartenenza più ampia alla Chiesa Diocesana e per lasciarsi accompagnare, sapendo che può diventare ed essere accompagnatore solo chi, a sua volta, si lascia accompagnare; chi si esime da questa esperienza, chi pensa di non averne bisogno, rischia di ergersi a maestro: ma il Maestro è uno solo e Lui solo guida e conduce; tutti noi accompagniamo da fratelli e non da maestri e proponiamo una esperienza non perché imparata, ma perché vissuta in prima persona. E permettetemi ancora di chiedere a voi un aiuto.
Lo scorso anno, per preparare la Nota, ho riflettuto per lunghi mesi, in diverse occasioni e tempi, con varie modalità, insieme ai nostri sacerdoti che ringrazio per quanto fanno con tanta generosità ma che – hanno confessato: alcuni sinceramente, altri perché non desiderosi di partire, altri invece non lo hanno confessato ma so che lo sentono… – hanno confessato, dicevo, che non sanno da che parte iniziare, che fanno fatica… Un po’ troppo abituati a non aggiornarsi e a svolgere servizi comunitari importanti ma che impediscono loro, purtroppo, di guardare da una parte il mondo, la cultura attuale… e dall’altra anche di cercare di comprendere come leggere e proporre la bella notizia del Vangelo, di avere un po’ di tempo per loro e per riflettere sulle strategie pastorali da adottare per trasmettere efficacemente la fede all’uomo di oggi, hanno dichiarato di non sentirsi pronti. Vi chiederei allora, di coinvolgerli – voi potete farlo, se volete riuscite a farlo – nel vostro/nostro cammino.
“Nemo dat quod non habet” dicevano gli antichi “nessuno può donare ciò che non ha”: non si può accompagnare se non si viene accompagnati, non si può donare comunione se non la si vive in prima persona. Questo vale per tutti! E tutti dobbiamo recuperare e vivere questo imperativo importante.
Grazie dunque a voi. Grazie anche ai membri dell’equipe diocesana che si sono messi e si stanno mettendo in gioco – il gioco non è finito anzi è solo iniziato… – con entusiasmo, sacrificio ed impegno per maturare questo spirito e mettersi a servizio del progetto e delle comunità della Diocesi.
A tutti auguro un pomeriggio fruttuoso. Io starò qui con voi per gustare con voi la gioia del condividere quella missione di annunciare il Vangelo per la vita cristiana che mi vede come primo responsabile. E sto qui anche io per imparare ascoltando quanto emergerà da questo pomeriggio, disponibile al termine, se sarà necessario, ad offrire qualche dritta. Ringrazio, ancora una volta, Suor Giancarla Barbon e Padre Rinaldo Paganelli per il tempo prezioso che dedicano alla nostra Chiesa diocesana. Don Gianluca Zelli – infaticabile – e Suor Giovanna Boer e affido alla Madonna di Fatima, a cui è dedicato il luogo in cui ci troviamo e della quale quest’anno celebreremo il centenario delle apparizioni, la buona riuscita di questo nostro incontro. Buon lavoro a tutti!
+ Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli

L’amore dei risorti: purezza degli angeli, pienezza di Dio
XXXII Domenica Tempo ordinario – Anno C In quel tempo, disse Gesù ad alcuni sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice:“Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Isadducei si cimentano in un apologo paradossale, quello di una donna sette volte vedova e mai madre, e lo sottopongono a Gesù come caricatura della sua fede nella risurrezione. Lo sappiamo: non è facile credere nella vita eterna. Forse perché la immaginiamo come durata indefinita, anziché come intensità e profondità, come infinita scoperta di cosa significhi amare con il cuore stesso di Dio.
L’unica piccola eternità in cui i sadducei credono è la sopravvivenza del patrimonio genetico della famiglia, così importante da giustificare il passaggio di quella donna di mano in mano, come un oggetto: « si prendala vedova… Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tut- ti e sette».
Il loro linguaggio non è sfiorato neppure da un’ombra di amore, ma riduce la carne dolorante e luminosa della vita a uno strumento, una cosa da adoperare per i propri fini.
Gesù non ci sta, e alla loro domanda banale ( di quale dei sette fratelli sarà moglie quella donna?) contrappone un intero mondo nuovo:
Quelli che risorgono non prendono né moglie né marito. Gesù non dice che finiranno gli affetti e il lavoro gioioso del cuore. Anzi, l’unica cosa che rimane per sempre, ciò che rimane quando non rimane più nulla, è l’amore ( 1 Cor 13,8).
I risorti non prendono moglie o marito, e tuttavia vivono la gioia, umanissima e immortale, di dare e ricevere amore: su questo si fonda la felicità di questa e di ogni vita. Perché amare è la pienezza dell’uomo e di Dio. E ciò che vince la morte non è la vita, è l’amore.
E finalmente nell’ultimo giorno, a noi che abbiamo fatto tanta fatica per imparare ad amare, sarà dato di amare con il cuore stesso di Dio.
I risorti saranno come angeli. Ma che cosa sono gli angeli? Le creature un po’ evanescenti, incorporee e asessuate del nostro immaginario romantico?
O non piuttosto, biblicamente, annunciatori di Dio (Gabriele), forza di Dio (Michele), medicina di Dio (Raffaele)? Occhi che vedono Dio faccia a faccia (Mt 18,10), presenti alla Presenza?
Il Signore è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Dio non è Dio di morti, ma di vivi. In questa preposizione «di» ripetuta 5 volte è racchiuso il motivo ultimo della risurrezione, il segreto dell’eternità.
Una sillaba breve come un respiro, ma che contiene la forza di un legame, indissolubile e reciproco, e che dice: Dio appartiene a loro, loro a Dio.
Così totale è il legame, che il Signore non può pronunciare il proprio nome senza pronunciare anche quello di coloro che ama. Il Dio forte al punto di inondare di vita anche le vie della morte ha così bisogno dei suoi figli da ritenerli parte fondamentale di sé stesso. Questo Dio di uomini vive solo se io e tu vivremo, per sempre, con Lui.
(Letture: 2 Maccabei 7,1-2.9-14; Salmo 16; 2 Tessalonicesi 2,16-3,5; Luca 20,27-38).RE