preghiere ….

PARROCCHIA SANTA MARIA E SAN BIAGIO

L’EUCARISTIA SORGENTE DELLA MISSIONE «NELLA TUA MISERICORDIA A TUTTI SEI VENUTO INCONTRO»
SOLENNITÀ DEL SANTISSIMO CORPO
E SANGUE DI CRISTO
PROCESSIONE EUCARISTICA

PREMESSE

  1. Nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore le comunità cristiane rendono particolare onore al Santissimo Sacramento dell’Eucaristia celebrando le opere mirabili di Dio realizzate nel mistero pasquale. Celebrando e adorando l’Eucaristia, i fedeli, oltre a riconoscere con stupore il grande dono, imparano a prendere parte al sacrifico eucaristico e a vivere più intensamente di esso. L’Eucaristia, allora, è azione santa nella quale la Chiesa fa esperienza incessante dell’amore del suo Signore, celebra l’iniziativa del Padre che nella sua misericordia a tutti è andato incontro affinché coloro che lo cercano lo possano trovare (cf. Preghiera eucaristica IV) e, incessantemente plasmata dallo Spirito e dalla Parola di verità, impara ad agire con misericordia verso ogni uomo, soprattutto se ferito o peccatore.
  2. Questo schema per la processione eucaristica si colloca nel cammino di grazia del Giubileo straordinario della Misericordia e nel contesto della preparazione al XXVI Congresso eucaristico nazionale (Genova, 15-18 settembre 2016) dal titolo “Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro”. I testi che vengono suggeriti vanno naturalmente adattati alla situazione.
  3. È bene che la processione si tenga al termine della Messa nella quale è stata consacrata l’ostia da portare solennemente in processione. In tal modo si manifesta più chiaramente il legame fra questo atto di culto e la celebrazione eucaristica. Nulla vieta, tuttavia, che la processione si svolga al termine di un tempo protratto di adorazione eucaristica, che può lodevolmente concludersi con la celebrazione dei Secondi Vespri della solennità.
  4. Si curi che la processione eucaristica sia veramente un atto di fede nel Signore presente nel sacramento del suo Corpo. Anche in questo caso, infatti, l’ars celebrandi, attraverso il sapiente intreccio dei vari elementi e dei linguaggi, concorre a suscitare l’adesione fedele del popolo di Dio al mistero della presenza e della misericordia del suo Signore. Pertanto, questo atto cultuale sia debitamente preparato grazie alla scelta dei testi, del percorso, dei ministri necessari e competenti e di tutto ciò che contribuisca ad attuare questa singolare epifania del «“popolo di Dio” che cammina con il suo Signore proclamando la fede in lui, divenuto veramente il “Dio-con-noi”» , come, ad esempio, gli elementi tipici della pietà popolare e delle consuetudini locali (l’addobbo delle vie e delle finestre, l’omaggio dei fiori, gli eventuali luoghi dove verrà collocato il Santissimo Sacramento nelle soste del percorso, i canti e le preghiere).
  5. È opportuno che un ministro preparato (guida) coordini le fasi della processione e i vari interventi di preghiera, di ascolto e di canto. La guida, all’inizio della processione, dia alcune sobrie e chiare direttive circa le modalità dell’incedere, l’uso di eventuali sussidi, la disposizione dei vari gruppi presenti (ministri ordinati, ministranti, religiosi, fanciulli, ragazzi, giovani, movimenti, realtà associative), il valore della partecipazione attiva dei fedeli.
  6. I rimandi ai canti si riferiscono a CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA Repertorio nazionale di Canti per la liturgia, Leumann (Torino), Elle Di Ci, 2009 (=RN).

INIZIO DELLA PROCESSIONE
Se la processione si svolge dopo la Messa, il sacerdote può tenere le vesti liturgiche usate nella celebrazione della Messa stessa oppure indossare il piviale di colore bianco. Se la processione segue la celebrazione dei Secondi Vespri o un tempo di adorazione, indosserà il piviale.

Un diacono o un altro ministro può brevemente esortare l’assemblea:

Fratelli e sorelle, il Signore Gesù si è mostrato misericordioso verso i piccoli e i poveri, gli ammalati e i peccatori, e si è fatto prossimo degli oppressi e degli afflitti. Con la parola e le opere ha annunciato il mistero del Padre, provvidente verso tutti i suoi figli.
Ora lo accompagniamo lungo le vie della nostra città (del nostro paese) perché egli passa ancora in mezzo a noi quale volto della Misericordia del Padre.
Procediamo in pace nel nome del Signore.

Il sacerdote, infuso l’incenso nel turibolo, genuflesso davanti al Santissimo Sacramento, lo incensa mentre si canta l’inno eucaristico Pange lingua (RN 374) o un altro canto adatto. Incensato il Santissimo Sacramento, indossa il velo omerale e riceve l’ostensorio. Quindi si avvia la processione.

DURANTE LA PROCESSIONE
Nel corso della processione, se la consuetudine lo comporta e se lo consiglia il bene pastorale, si possono anche effettuare delle stazioni o soste con la benedizione eucaristica (RCCE 104). In tal caso, ad ogni sosta, si può fare un’invocazione, un canto (o alcune strofe), l’incensazione del Santissimo Sacramento e quindi la benedizione.

  1. L’Eucaristia e la missione misericordiosa del Figlio

Guida (G) Il Signore Gesù è l’inviato del Padre, il segno splendido della sua misericordia senza limiti. Nell’Eucaristia egli fa comunione con noi perché noi possiamo fare comunione con chi è cacciato, rifiutato, fragile e umiliato.

Vangelo
Lettore (L) Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Lettura ecclesiale
Per rendere più breve la lettura si può omettere la parte posta tra parentesi quadre.

L Dal documento L’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro” (cap. 1)

Riprendendo il linguaggio del Vangelo di Giovanni, la Preghiera eucaristica IV proclama: «Padre santo, hai tanto amato il mondo da mandare a noi, nella pienezza dei tempi, il tuo unico Figlio come salvatore». Gesù è dunque presentato come il volto storico della santità misericordiosa del Padre, come misericordiae vultus: [«Con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità. La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata quella di rivelare il mistero dell’amore divino nella sua pienezza». Questa, infatti, è la sua missione: rendere visibile e portare al mondo la misericordia di Dio, portare accanto a noi miseri il cuore del Padre. Egli ci abbraccia con il suo perdono e ci trasforma con la grazia del suo amore.] Il Signore Gesù rivela tale misericordia con tutta la sua esistenza, annunciando «ai poveri … il vangelo di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia», ma soprattutto con il gesto supremo del sacrificio della Croce: «venuta l’ora d’essere glorificato da te, Padre santo, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine». […]
In forza del sacramento del pane e del vino Gesù continua a donare la sua vita per l’umanità: dona sé stesso. Che cosa saremmo senza la vita di Dio che dall’Eucaristia fluisce in noi? Senza la sua luce che dà senso all’esistenza e alla morte, al presente e al futuro? Di fronte a questo mistero di amore, la ragione umana tocca la sua finitezza e si apre allo stupore riconoscente e grato.

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Invocazione litanica

L Lodiamo il Signore che vuole la nostra salvezza.
Tutti: Gloria a te, Signore.

L A te la gloria, o Signore, che sei venuto tra noi peccatori e ti sei fatto nostro fratello:
rimani con noi e indicaci la via del perdono e della misericordia.
Tutti: Gloria a te, Signore.

L A te la gloria, o Signore, che ti sei donato a noi come cibo nell’Eucaristia:
rimani con noi e sfama tutti coloro che chiedono il pane e cercano dignità.
Tutti: Gloria a te, Signore.

L A te la gloria, o Signore, che ti sei umiliato sino alla morte di croce:
rimani con noi e rialza tutti i crocifissi della storia e gli schiavi della prepotenza umana.
Tutti: Gloria a te, Signore.

L A te la gloria, o Signore, che hai riposato nel sepolcro:
rimani con noi nell’ora della morte e chiama con te le vittime innocenti della violenza e dell’odio.
Tutti: Gloria a te, Signore.

L A te la gloria, o Signore, che sei risuscitato dalla morte:
rimani con noi e rendici testimoni della vita che non muore e della speranza che non delude.
Tutti: Gloria a te, Signore.

Preghiera

L Signore Gesù Cristo, Dio nostro,
il solo che ha il potere di perdonare i peccati agli uomini,
non tenere in alcun conto,
tu, buono e misericordioso con l’uomo,
nessuna delle mie debolezze coscienti e inconsce,
e fammi degno di ricevere,
senza che me ne venga una condanna,
i tuoi divini, gloriosi e immacolati misteri che danno la vita.
Questa comunione non mi sia causa di castigo,
non accresca i miei peccati,
ma sia la purificazione, la santificazione,
la caparra del regno futuro;
sia la mia difesa,
il mio aiuto per annientare i miei nemici;
cancelli i miei molti peccati,
poiché tu sei Dio di misericordia,
di indulgenza e di amore verso gli uomini;
e a te intoniamo la gloria con il Padre
e lo Spirito Santo
per tutti i secoli futuri.

(SAN GIOVANNI DAMASCENO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA)

Si può eseguire un canto adatto (ad esempio Sei tu, Signore, il pane, RN 345).

  1. L’Eucaristia, dono di misericordia

G L’Eucaristia è dono che gli uomini non possono procurarsi da sé: è l’incontro tra il pane e il vino, frutti della terra e della fatica dell’uomo, e l’azione dello Spirito. A questa scuola il credente impara a vivere del dono divino e a fare della propria esistenza un dono per gli altri.

Vangelo
L Dal Vangelo secondo Giovanni (6,30-33)

In quel tempo, la gente che aveva visto il segno dei pani chiese a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Lettura ecclesiale

L Dal documento L’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro” (cap. 2)

La vera terra promessa a cui siamo chiamati è l’intima comunione con Dio a cui Cristo ci guida sostenendoci con il Pane della vita e la sua Parola di luce. E il viaggio che l’antico Israele fece nel deserto è per noi il viaggio di fede: è questo il deserto dove Gesù ci guida per insegnarci a vedere l’invisibile con gli occhi dell’anima. Nella celebrazione Cristo si dona a noi e d’altra parte ci interpella, ci chiede di consegnargli il viaggio della vita, perché il cammino dietro di Lui, nuovo Mosè, sia realmente un esodo dalle nostre schiavitù alla libertà dei figli di Dio.
Il Salmo 127 (126) ricorda che «se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori». La celebrazione eucaristica ci fa rivivere ogni volta questa esperienza. L’uomo che pretende di fare di sé stesso il centro di tutto, fino a dimenticare l’azione di Dio nella sua storia e a vivere come se egli non ci fosse, è destinato a conoscere solo il «pane di fatica» di chi si sforza «invano». L’uomo che sa invece riconoscere che le sue giornate sono attraversate dall’azione di Dio, riceve il pane che Dio dà «al suo prediletto nel sonno». Il pane di cui l’uomo può vivere, quello che sfama in profondità l’esistenza, non può essere solo frutto dei suoi sforzi; il vero Pane della vita può essere solo un dono che si riceve: Gesù stesso è il pane della vita disceso dal cielo «che porta in sé ogni dolcezza». Nell’Eucaristia riscopriamo, dunque, di essere poveri che vivono di un dono gratuito, il quale non rende inutile il nostro impegno, ma lo rende possibile e sensato.

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Invocazione litanica

L Lodiamo il Signore, Pane disceso dal cielo.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

L Tu sei il Pane disceso dal cielo:
chi viene a te non avrà fame e chi crede in te non avrà sete.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

L Tu sei la Porta delle pecore:
se uno entra attraverso di te sarà salvato.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.
L Tu sei il Pastore buono del gregge:
in te gli uomini trovano la vita in abbondanza.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

L Tu sei la Luce del mondo:
chi segue te non cammina nelle tenebre, ma ha la luce della vita.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

L Tu sei la Vita:
chiunque vive e crede in te non morrà in eterno.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

L Tu sei la Vite vera:
chi rimane in te porta molto frutto.
Tutti: A te la lode e la gloria nei secoli.

Preghiera

L Sei tu il regno dei cieli, o Cristo,
la terra promessa agli umili;
tu, i pascoli del paradiso,
il cenacolo per il banchetto divino;
tu, la sala delle nozze ineffabili,
la mensa imbandita per tutti;
tu, il pane di vita, l’unica bevanda;
tu, la fonte dell’acqua e acqua di vita;
tu, la lampada che non si spegne,
donata ai tuoi fedeli;
tu, veste nuziale e corona regale;
tu, il sollievo, la gioia, la delizia e la gloria;
tu, l’allegrezza e la felicità;
e la tua grazia, o Dio, risplenderà come il sole;
grazia di spirito di santità in tutti i tuoi santi;
e tu inaccessibile brillerai in mezzo a loro,
e tutti riluceranno nella misura della loro fede,
della loro speranza, della carità e della perfezione,
della loro purificazione e illuminazione,
o Dio, il solo longanime e giudice di tutti.
(SAN SIMEONE IL NUOVO TEOLOGO, MONACO)

Si può eseguire un canto adatto (ad esempio Il pane del cammino, RN 358).

  1. L’Eucaristia per una Chiesa in uscita

G La missione della Chiesa nasce dall’Eucaristia perché essa prolunga la missione stessa di Gesù. Chi ha partecipato al Corpo e al Sangue del Signore viene trasformato in lui e diventa il segno vivo della sua presenza nel mondo.

Vangelo
L Dal Vangelo secondo Matteo (28,8-10)

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Lettura ecclesiale Per rendere più breve la lettura si può omettere la parte posta tra parentesi quadre.

L Dal documento L’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro” (cap. 3)

La missione è un evento che ha sempre carattere comunitario. Cristo Risorto dà il mandato missionario agli Undici non come un incarico che ciascuno deve svolgere in modo individuale, ma nella sua qualità di rappresentante del nuovo Popolo di Dio, di cui gli Apostoli sono le colonne. Anche questo aspetto collega intimamente la missione e l’Eucaristia. La condizione perché il Vangelo sia annunciato, infatti, è che i discepoli siano uniti nella carità. Come potrebbe, infatti, l’amore di Dio essere testimoniato in un contesto di divisioni, di contese o di protagonismi? Per questo, se vogliamo che l’Eucaristia imprima alle nostre comunità un vero slancio missionario, è importante correggere l’individualismo religioso che ci insidia. [Troppe volte, infatti, l’Eucaristia rischia di essere vissuta in modo privatistico, come se fosse puramente la risposta a un bisogno individuale, se non addirittura come l’offerta a Dio di una nostra buona pratica. Va così persa la dimensione più vera dell’assemblea liturgica, che non è soltanto un raduno di individui, che agiscono in modo privato, ma è la realizzazione visibile, in un luogo e in un tempo, del mistero della Chiesa: la Chiesa è Chiesa proprio perché mandata, e l’assemblea liturgica è il primo segno dell’azione del Risorto che ci convoca per inviarci. Il modo in cui una comunità prende coscienza del proprio essere “assemblea” all’interno della liturgia è decisivo per il suo modo di intendere e realizzare la missione].

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Invocazione litanica (cf. EG 24)

L Supplichiamo il Signore, l’inviato del Padre.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

L Tu sei uscito dal Padre e venuto nel mondo:
donaci la forza per uscire in mezzo agli uomini e portare loro la gioia del Vangelo.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

L Tu ci precedi nell’amore:
fa’ che prendiamo l’iniziativa di andare incontro ai lontani e invitare gli esclusi.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

L Tu ti sei chinato davanti ai tuoi discepoli e hai lavato loro i piedi:
fa’ che ci lasciamo coinvolgere dalla vita degli uomini, accorciando le distanze
e toccando così con mano la carne sofferente di Cristo.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

L Tu che hai inviato i tuoi discepoli a portare la buona notizia:
accompagna anche i nostri sforzi, sostieni le lunghe attese, rincuoraci nella fatica del lavoro.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.
L Tu sei il chicco di grano che porta molto frutto:
aiutaci a riconoscere i frutti del nostro operato e della tua provvidenza infinita.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

L Tu sei la nostra Pasqua e la festa che non ha fine:
sii tu a ispirare la bellezza del nostro canto affinché celebriamo nella verità
il tuo agire misericordioso e il cammino del Vangelo fra gli uomini.
Tutti: Ascolta, Signore, la nostra preghiera oppure Kyrie, eleison.

Preghiera

L Signore Gesù, grazie
perché ti sei fatto riconoscere nello spezzare il pane.
Ci hai incrociati poche ore fa
su questa stessa strada, stanchi e delusi.
Non ci hai abbandonati a noi stessi e alla nostra disperazione.
Hai camminato con noi, come un amico paziente.
Hai suggellato l’amicizia spezzando con noi il pane,
hai acceso il nostro cuore perché riconoscessimo
in te il Messia, il Salvatore di tutti.
Così facendo, sei entrato in noi.
Mentre ora stiamo ritornando dai nostri fratelli,
e il fiato quasi ci manca per l’ansia di arrivare presto,
il cuore ci batte forte
per un motivo più profondo.
Dovremmo essere tristi perché non sei più con noi.
Eppure ci sentiamo felici.
La nostra gioia e il nostro ritorno frettoloso a Gerusalemme
esprimono la certezza che tu ormai sei con noi.
Resta con noi sempre, Signore,
e alimenta continuamente
il nostro immenso desiderio di te!
(CARD. CARLO MARIA MARTINI, ARCIVESCOVO DI MILANO)

Si può eseguire un canto adatto (ad esempio Pane vivo spezzato per noi, RN 373)

  1. Eucaristia sul mondo

G L’Eucaristia è principio e forza della trasformazione del mondo. Chiamati a diventare ciò che assumono nel convito eucaristico, i cristiani possono davvero agire e lottare per un nuovo umanesimo fondato su Gesù Cristo, compimento della storia e piena realizzazione dell’uomo.

Vangelo
L Dal Vangelo secondo Giovanni (6,5-11)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Lettura ecclesiale Per rendere più breve la lettura si può omettere la parte posta tra parentesi quadre.

L Dal documento L’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro” (cap. 4)

Se pensiamo che nell’Eucaristia il Corpo e il Sangue del Signore ci sono dati nei segni sacramentali del pane e del vino, ci rendiamo conto di quanto il creato faccia parte in modo essenziale dell’economia della salvezza e di come siamo chiamati a custodirlo. Mentre infatti ci impegniamo nello sviluppo tecnico della civiltà, non dobbiamo mai dimenticarci che siamo cantori della creazione: «Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode». L’equilibrio interiore che deriva da questo rapporto con il creato risulta illuminante, in particolare, per il modo di intendere il lavoro dell’uomo. [Se il cosmo è accostato solo come materia, il lavoro non è altro che tecnica e produzione; se esso invece è accolto come dono e riconosciuto come simbolo, il lavoro diviene espressione efficace della dignità umana, della creatività e della capacità di destinare le cose alla comunione, al servizio, alla condivisione. La dimensione spirituale del lavoro, per cui esso esprime la dignità dell’uomo, diviene allora il punto da cui osservare tutte le dinamiche economiche e sociali che ruotano intorno a esso.] Il beato Paolo VI ha voluto espressamente che nelle preghiere che accompagnano la presentazione dei doni nella Messa si dicesse che essi sono frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Questa formula illustra in modo sintetico, ma assai ricco, che l’Eucaristia ha a che fare con i doni della creazione e con il lavoro che li trasforma. In questo modo il pane può divenire segno sacramentale del banchetto imbandito da Dio. Realmente l’Eucaristia sa di cielo e sa di grano. Così bisogna che sia anche il lavoro di ogni giorno: esso ha il sapore della fatica della terra, ma deve poter avere anche il sapore dell’amore con cui lo facciamo, collaborando con Dio al disegno immenso della creazione.

Segue un tempo congruo di preghiera silenziosa.

Invocazione litanica

L Supplichiamo colui che ha dato la sua carne per la vita del mondo.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi svolge un ministero nella Chiesa.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi ha autorità nella società e la governa.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Dei poveri, dei profughi, dei migranti e degli sfruttati.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi ha perso il lavoro o lo sta perdendo; di chi è vittima di ricatti e di soprusi.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.
L Di chi soffre a causa di malattie fisiche e psichiche; di chi ha perso la speranza.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi non ha il pane per la fame materiale.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi si è rovinato a causa di scelte sbagliate o irresponsabili.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Dei giovani il cui futuro è incerto.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Dei fanciulli e dei ragazzi abbandonati o rifiutati.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Delle donne vendute e abusate.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Degli anziani dimenticati.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Di chi è privato di ogni elementare diritto.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Della terra ferita, deturpata e sfruttata.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

L Dell’intera umanità.
Tutti: Abbi misericordia, Signore oppure Kyrie, eleison.

La seguente preghiera di papa Francesco, contenuta nell’enciclica Laudato si’, può essere suddivisa in più parti da recitarsi in momenti distinti.

L Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature,
che sono uscite dalla tua mano potente.
Sono tue, e sono colme della tua presenza
e della tua tenerezza.
Laudato si’!
Figlio di Dio, Gesù,
da te sono state create tutte le cose.
Hai preso forma nel seno materno di Maria,
ti sei fatto parte di questa terra,
e hai guardato questo mondo con occhi umani.
Oggi sei vivo in ogni creatura
con la tua gloria di risorto.
Laudato si’!
Spirito Santo, che con la tua luce
orienti questo mondo verso l’amore del Padre
e accompagni il gemito della creazione,
tu pure vivi nei nostri cuori
per spingerci al bene.
Laudato si’!

Signore Dio, Uno e Trino,
comunità stupenda di amore infinito,
insegnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.
Illumina i padroni del potere e del denaro
perché non cadano nel peccato dell’indifferenza,
amino il bene comune, promuovano i deboli,
e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno
di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.
Laudato si’!
Amen.
(FRANCESCO, Laudato si’ n. 246)

Oppure:

O Dio, Padre buono,
con viscere di misericordia
sempre ti chini su di noi
piccoli e poveri,
viandanti sulle strade del mondo,
e ci doni, in Cristo tuo Figlio
nato dalla Vergine Maria,
la Parola che è lampada
ai nostri passi
e il Pane che ci fortifica
lungo il cammino della vita.
Ti preghiamo:
fa’ che, nutriti al convito eucaristico,
trasformati e sospinti dall’Amore,
andiamo incontro a tutti
con cuore libero e sguardo fiducioso
perché coloro che Ti cercano
possano trovare una porta aperta,
una casa ospitale,
una parola di speranza.
Fa’ che possiamo gustare
la gioia di vivere gli uni accanto agli altri
nel vincolo della carità
e nella dolcezza della pace.
Desiderosi di essere da Te accolti
al banchetto del tuo Regno di eterno splendore,
donaci la gioia di avanzare nel cammino della fede,
uniti in Cristo, nostro amato Salvatore.
Amen.

Si può eseguire un canto adatto (ad esempio Tu, fonte viva, RN 381)

Benedizione eucaristica
Giunta la processione alla chiesa di arrivo, il sacerdote pone il Santissimo Sacramento sull’altare, genuflette, s’inginocchia e incensa il Santissimo Sacramento, mentre si canta l’ultima parte dell’inno Pange lingua (Tantum ergo sacramentum, RN 374) o un altro canto eucaristico adatto.
Poi si alza e dice:

Preghiamo.
Dopo una breve pausa di silenzio, prosegue:

O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio
hai redento tutti gli uomini,
custodisci in noi l’opera della tua misericordia,
perché nell’assidua celebrazione
del mistero pasquale
riceviamo i frutti della nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Detta l’orazione, il sacerdote indossa il velo omerale bianco, prende l’ostensorio e fa con il Santissimo Sacramento il segno di croce sul popolo, senza dire nulla.

Terminata la benedizione, il sacerdote che l’ha impartita, o un altro sacerdote o diacono, ripone il Santissimo Sacramento nel tabernacolo e genuflette.

Prima della reposizione il popolo conclude con le seguenti acclamazioni o con altre analoghe.

Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il suo sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa e immacolata concezione.
Benedetta la sua gloriosa assunzione.
Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.
Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

Appendice
Canti

1 IL PANE DEL CAMMINO
Il tuo popolo in cammino
cerca in te la guida.
Sulla strada verso il regno
sei sostegno col tuo corpo:
resta sempre con noi, o Signore!

È il tuo pane, Gesù, la vera forza
e rende più sicuro il nostro passo.
Se il vigore nel cammino si svilisce,
la tua mano dona lieta la speranza.

È il tuo vino, Gesù, che ci disseta
e sveglia in noi l’ardore di seguirti.
Se la gioia cede il passo alla stanchezza,
la tua voce fa rinascere freschezza.

È il tuo corpo, Gesù, che ci fa Chiesa,
fratelli sulle strade della vita.
Se il rancore toglie luce all’amicizia,
dal tuo cuore nasce giovane il perdono.

È il tuo sangue, Gesù, il segno eterno
dell’unico linguaggio dell’amore.
Se il donarsi come te richiede fede,
nel tuo Spirito sfidiamo l’incertezza.

È il tuo dono, Gesù, la vera fonte
del gesto coraggioso di chi annuncia.
Se la Chiesa non è aperta ad ogni uomo,
il tuo fuoco le rivela la missione.

3 GRANDI COSE

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ha fatto germogliare fiori tra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
E ora possiamo gridare
L’amore che Dio ha versato su di noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo
un seme di felicità.

4 PANE DEL CIELO
Pane del cielo sei tu, Gesù, /via d’amore, tu ci fai come te.

No, non è rimasta fredda la terra; /tu sei rimasto con noi
per nutrirci di te, Pane di vita, /ed infiammare del tuo amore
tutta l’umanità.

Sì, il cielo è qui su questa terra; /tu sei rimasto con noi,
ma ci porti con te, nella tua casa, /dove vivremo insieme a te
tutta l’eternità.

No, la morte non può farci paura; /tu sei rimasto con noi,
e chi vive di te vive per sempre. /Sei Dio con noi, sei Dio per noi,
Dio in mezzo a noi.

5 CREDO IN TE
Credo in te, Signore, credo nel tuo amore,
nella tua forza, che sostiene il mondo.
Credo nel tuo sorriso, che fa spendere il cielo
e nel tuo canto, che mi dà gioia.
Credo in te, Signore, credo nella tua pace,
nella tua vita, che fa bella la terra.
Nella tua luce, che rischiara la notte,
sicura guida nel mio cammino.
Credo in te, Signore, credo che tu mi ami,
che mi sostieni, che mi doni il perdono,
che mi guidi per le strade del mondo,
che mi darai la tua vita.

8 SEI TU, SIGNORE, IL PANE

Sei tu, Signore, il pane, /tu cibo sei per noi.
Risorto a vita nuova, /sei vivo in mezzo a noi.

Nell’ultima sua cena /Gesù si dona ai suoi:
«Prendete pane e vino, /la vita mia per voi».

«Mangiate questo pane: /chi crede in me, vivrà.
Chi beve il vino nuovo, /con me risorgerà».

È Cristo il pane vero, /diviso qui fra noi:
formiamo un solo corpo /e Dio sarà con noi.

Se porti la sua croce, /in lui tu regnerai.
Se muori unito a Cristo, /con lui rinascerai.

Verranno i cieli nuovi, /la terra fiorirà.
Vivremo da fratelli: /la Chiesa è carità

9 RESTA CON NOI, SIGNORE, LA SERA
Resta con noi, Signore, la sera: /resta con noi e avremo la pace.

Resta con noi, non ci lasciar, /la notte mai più scenderà.
Resta con noi, non ci lasciar, /per le vie del mondo, Signor!

Ti porteremo ai nostri fratelli, /ti porteremo lungo le strade.

Voglio donarti queste mie mani, /voglio donarti questo mio cuore.

10 RESTA CON NOI, SIGNORE, ALLELUIA!
Tu sei frumento, Signore, degli eletti, /tu sei il pane disceso dal cielo.
Resta con noi, Signore, alleluia!
Tu dei il vino che germina i vergini, /sei per i deboli il pane dei forti.
Tu sei la guida al banchetto del cielo, /tu sei il pegno di gloria futura.
Tu sei la luce che illumina il mondo, /tu sei ristoro alla nostra stanchezza.
Tu sei il Cristo, sei Figlio di Dio, /tu solo hai parole di vita eterna.
Sarem fratelli alla mensa del Padre, /saremo un cuor solo e un’anima sola.

12 CHI CI SEPARERÀ
Chi ci separerà dal suo amore, /la tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà /dall’amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace, /la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà /da Colui che è morto per noi.
Chi ci separerà dalla sua gioia, /chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà /dalla vita in Cristo Signore.

13 QUESTO E’ IL MIO COMANDAMENTO
Questo è il mio comandamento
che vi amiate come io ho amato voi,
come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande /Di chi dà la vita per gli amici,
voi siete miei amici /se farete ciò che vi dirò.

Il servo non sa ancora amare, /ma io vi ho chiamato amici,
rimanete nel mio amore /ed amate il Padre come me.

E pregherò il padre per voi /e darà a voi il Consolatore
Che rimanga sempre in voi /E vi guidi nella carità.

14 DOV’E’ CARITA’ E AMORE
Dov’è carità e amore e qui c’è Dio.

Ci ha riuniti tutti insieme Cristo, amore:
godiamo esultanti nel Signore!
Temiamo ed amiamo il Dio vivente,
e amiamoci tra noi con cuore sincero.

Chi non ama resta sempre nella notte
E dall’ombra della morte non risorge;
ma se noi camminiamo nell’amore,
noi saremo veri figli della luce.

Nell’amore di colui che ci ha salvato,
rinnovati dallo Spirito del Padre,
tutti uniti sentiamoci fratelli,
e la gioia diffondiamo sulla terra.

Invocazioni
1 A chi cerca un mondo nuovo:
Mostra, Signore la tua misericordia.
A chi cerca la pace:
A chi cerca la gioia:
A chi cerca la giustizia:
A chi cerca solidarietà:
A chi cerca condivisione:
A chi cerca consolazione:
A chi cerca amore:
A chi cerca te:

2 In un mondo attraversato dalle guerre:
Risuoni, Signore, l’annuncio del tuo regno.
In una società piena di disuguaglianze:
In un’economia che fa crescere le povertà:
In una cultura respinta ai margini:
Nell’insensibilità ai valori dello spirito:
Negli ambienti sordi all’annuncio dell’evangelo:
Fra chi è ostile all’evangelo:

3 Per i popoli che soffrono al fame:
Noi ti preghiamo. Signore.
Per le genti cui è negato l’accesso all’acqua:
Per gli impoveriti dal benessere di pochi:
Per i malati che non possono curarsi:
Per i ragazzi che sono esclusi dall’istruzione.
Per gli uomini che non conoscono l’evangelo:

4 In chi condivide la fame dei poveri:
Mostraci la tua presenza, Signore.
In chi fa sua la sete di giustizia dei poveri:
In chi si fa voce del grido dei poveri:
In chi condivide il suo pane con i poveri:
In chi offre la vita a servizio dei poveri.
In chi testimonia il tuo evangelo ai poveri:

6 Benedici, Signore, la tua Chiesa:
Benedici, i tuo popolo, Signore.
Benedici, Signore, i nostri sacerdoti:
Benedici, Signore, le nostre parrocchie:
Benedici, Signore, i nostri gruppi:
Benedici, Signore, i nostri bambini:
Benedici, Signore, i giovani:
Benedici, Signore, le nostre famiglie:
Benedici, Signore, questa città:

7 Nelle difficoltà della vita:
Sei tu, Gesù, la nostra speranza.
Nelle divisioni della comunità:
Nelle nostre debolezze umane:
Nella lontananza da te;
Nelle incomprensioni con i fratelli:
In ogni scelta della vita:
In ogni afflizione:
In ogni solitudine:
In ogni pianto:
In ogni gioia:
In ogni sorriso:

8 Con i bimbi che nascono:
O Cristo, noi ti adoriamo!
Con i ragazzi che giocano per le nostre strade:
Con i giovani che si affacciano alla vita:
Con gli uomini e le donne che cercano di obbedire al tuo vangelo:
Con gli sposi che vivono la fedeltà reciproca, o Cristo:
Con gli anziani, testimoni della fedeltà del tuo amore :
Con quanti muoiono sperando in te:

9 Per tutti coloro che soffrono in questa città:
Signore, noi ti preghiamo!
Per i poveri accresciuti per la crisi economica:
Per i giovani alla ricerca di un lavoro:
Per gli anziani costretti ancora al lavoro:
Per gli uomini e le donne rimasti senza lavoro:
Per gli immigrati alla vana ricerca di una vita migliore:
Per i malati abbandonati alla loro malattia:
Per quanti con difficoltà assistono i malati:
Per i popoli attraversati ancora dalle guerre:
Per i popoli alla ricerca di giustizia e libertà:
Per gli uomini, le donne, i bambini offesi nella loro dignità:

10 Per gli uomini e le donne che ricercano speranza:
Noi ti preghiamo Signore!
Per gli uomini e le donne che rivendicano dignità:
Per i poveri che cercano liberazione e giustizia:
Per i giovani che cercano lavoro:
Per i sofferenti che cercano guarigione:
Per gli afflitti che cercano consolazione:
Per i popoli che cercano pace nei conflitti:
Per le genti che nella crisi cercano vera equità:
Per le Chiese che cercano unità:
Per tutti coloro che cercano al novità dell’evangelo:

11 Tutti i cristiani riconoscano quanto li unisce:
Mostra, Signore, il tuo amore!
Le chiese superino quanto lungo la storia le ha divise:
I credenti in Cristo siano fautori di giustizia e condivisione:
Le nostre comunità siano luogo di concordia e comunione:
Le strutture di comunione siano ovunque valorizzate:
Cresca la comunione fra vescovo, presbiteri e diaconi:
Ci sia piena collaborazione fra presbiteri e laici:
Sia riconosciuta ai laici la missione di santificare la storia:
La Chiesa annunci al mondo l’evangelo della resurrezione:
La città degli uomini accolga l’evangelo e ne sia trasformata:

Novena di Natale
Profezie
S Regem venturum Dominum
T venite adoremus
Coro Esulta, figlia di Sion; giubila, figlia di Gerusalemme.
Ecco, viene il Signore ed in quei giorni ci sarà una grande luce
e i monti stilleranno dolcezza, e dai colli scorrerà latte e miele,
perché verrà un grande profeta ed egli rinnoverà Gerusalemme.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Ecco, verrà il Dio umanato della casa di Davide,
e siederà sul trono;
voi lo vedrete e godrà il vostro cuore.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Ecco, verrà il Signore, il grande protettore, il Santo d’Israele,
con la corona regale sul suo capo,
e dominerà da un mare all’altro,
dal fiume sino ai confini della terra.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Ecco, apparirà il Signore, egli non mente:
se indugerà, attendilo, perché verrà e non tarderà.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Scenderà il Signore come pioggia sul vello,
nei giorni della sua venuta sorgerà la giustizia e la pace,
tutti i re della terra lo adoreranno e tutti i popoli lo serviranno.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Nascerà per noi un bambino
e il suo nome sarà Dio forte;
egli siederà sul trono di Davide, suo padre, e dominerà.
Avrà la potestà di lui sulle sue spalle.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
Coro Betlemme, città del sommo Iddio,
da te nascerà il dominatore di Israele:
e la sua uscita come al principio dell’eternità,
e sarà glorificato su tutta la terra;
e pace sarà sulla nostra terra quando Egli verrà.
Tutti Regem venturum Dominum venite adoremus
(alla vigilia si aggiunge)
Coro Domani sarà distrutta l’iniquità della terra
regnerà su di noi il Salvatore del mondo.

POLISALMO ——-tono viii
Gioiscano i cieli ed esulti la terra
tripudiate di gioia o monti.
Prorompano in giocondità i monti,
e i colli in giustizia.
Perché verrà il nostro Signore,
ed avrà misericordia dei suoi poveri.
Stillate cieli, dall’alto e piovano il giusto, le nubi;
si apra la terra e germogli il Salvatore
Ricordati di noi, o Signore,
e visitaci con la tua salvezza.
Dimostraci, o Signore, la tua misericordia,
e donaci la tua salvezza.
Manda, o Signore, l’Agnello dominatore della terra
da Petra del deserto al monte della figlia di Sion.
Vieni a liberarci, o Signore, Dio degli eserciti,
mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Vieni, o Signore, a visitarci nella pace
affinché godiamo al tuo cospetto con cuore sincero.
Affinché conosciamo o Signore, sulla terra la tua via,
in mezzo a tutte le genti la tua salvezza.
Ridesta o Signore, la tua potenza,
e vieni in nostra salvezza.
Vieni, o Signore, e non tardare,
perdona i delitti del tuo popolo.
Oh! Volessi tu squarciare i cieli e discendere:
davanti a te i monti si scioglierebbero
Vieni e mostraci il tuo volto, o Signore
Tu che siedi al di sopra dei cherubini.
Gloria al Padre al Figlio
e allo Spirito Santo
come era nel principio ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Dopo la comunione
INNO
L’eco di un grido nitido
gli occulti mal rimprovera:
siano fugati gli incubi:
Gesù dall’alto sfolgora.

Ecco l’Agnel discendere
a condonare il debito:
unanimi con lacrime,
orsù! chiediamo grazia.

L’almo Autor del secolo
assunse corpo carneo
per far la carne libera
e gli uomini non perdere.

Nel sen di madre vergine
scende celeste grazia:
cela quel sen vergineo
mistero incomprensibile.
Divien quel sen purissimo
tempio di Dio l’Altissimo:
il Figlio chiude, integro
senza conoscer uomini.

Al Padre, Dio, sia gloria
e al suo Figlio unico
insieme al Paraclito
nei secoli dei secoli. Amen.

C Stiliate, cieli, dall’alto e piovano il Giusto le nubi.
T Si apra la terra e germogli il Salvatore.

ANTIFONE AL MAGNIFICAT
16 dicembre
Ecco verrà il Re, Signore della terra, che toglierà il giogo
della nostra schiavitù.
17 dicembre
O Sapienza che uscita dalla bocca dell’Altissimo,
raggiungi gli estremi confini, e con forza e soavità disponi ogni cosa:
vieni ad insegnarci la via della prudenza.
18 dicembre:
O Signore e condottiero della casa d’Israele, che apparisti a Mosé
nella fiamma del roveto ardente e gli desti una legge sul Sinai:
vieni a redimerci con la potenza del tuo braccio.
19 dicembre
O Radice di Jesse posta a segnale dei popoli: innanzi a cui faranno silenzio
i re e che le genti invocheranno: vieni a liberarci, non più tardare.
20 dicembre
O chiave di David e scettro della casa d’Israele, che apri e nessuno può chiudere;
chiudi e nessuno può aprire: vieni e libera il prigioniero dal carcere,
ove siede nelle tenebre e nell’ombra di morte.
21 dicembre
O Astro che sorgi, splendore di eterna luce e sole di giustizia:
vieni ed illumina chi siede nelle tenebre e nell’ombra di morte.
22 dicembre
O Re dei popoli, a cui essi sospirano; pietra angolare che congiungi
due popoli in uno: vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra.
23 dicembre
O Emmanuele, nostro Re e legislatore, sospiro delle genti e loro salvatore:
vieni a salvarci, Signore Dio nostro.
24 dicembre
Quando sarà sorto il sole nel cielo vedrete il Re dei re, che procede dal Padre,
come sposo che sorge dal suo riposo.

MAGNIFICAT
L ‘anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.
Perché ha rivolto lo sguardo all’umiltà della sua serva
ed ecco fin d’ora tutte le genti mi chiameranno beata.
Perché grandi cose ha operato in me l’Onnipotente
e santo è il suo nome.
E la sua misericordia di generazione in generazione
si effonde su coloro che lo temono.
Egli compie prodigi col suo braccio
e disperde i superbi di mente e di cuore.
Rovescia i potenti dai loro troni
ed esalta gli umili.
Ricolma di beni gli affamati
e rimanda i ricchi a mani vuote.
Egli prese cura di Israele suo servo
ricordandosi della sua misericordia.
Come aveva promesso ai nostri padri
ad Abramo e alla sua discendenza per tutti i secoli.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo
come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

PARROCCHIA SANTA MARIA E SAN BIAGIO
Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell’Altissimo. Sant’Agostino

OTTAVARIO DEI DEFUNTI

1 novembre
Toccherà ANCHE A NOI
Ogni essere creato è destinato a finire, per il fatto stesso che è creato. Perciò, anche l’uomo deve morire. Dio aveva dato all’uomo anche il dono dell’immortalità. L’uomo peccò e perse ogni dono. Venendo però da Dio, l’uomo ritorna a Dio attraverso-so la morte. Cristo, con la sua morte e risurrezione, ha reso la nostra morte inizio di vita eterna.
Il 2 novembre la Chiesa ci invita a visitare i cimiteri perché, ricordando i morti, si ricordi anche che la stessa sorte toccherà anche a noi. Quelli che dormo-no nel cimitero furono come ora siamo noi, ma an-che noi saremo come sono loro. Sappiamo che molti di loro furono chiamati improvvisamente. Non pochi morirono per incidenti vari. Qualunque sia il genere della nostra morte non va dimenticato che con essa ogni cristiano compie il suo passaggio in Cristo. Col Battesimo muore in Cristo, con la morte e la risurrezione, risusciterà con Lui.
Preghiamo – O Dio, che sei la misericordia e il perdono, ti supplichiamo per le anime dei tuoi servi che per tuo volere hanno lasciato questo mondo; non consegnarle nelle mani del nemico, non dimenticarle nella morte ma comanda agli Angeli santi di accoglierle e di condurle nella patria del paradiso; poiché in te hanno sperato e creduto, non soffrano le pene dell’inferno ma siano partecipi della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

2 novembre
PARTI, ANIMA CRISTIANIA
San Carlo Borromeo, in un quadro raffigurante la morte con la falce in mano, fece togliere la falce e fece mettere una chiavina d’oro; perché, diceva il santo, la morte chiude la porta del tempo e apre quella dell’eternità, chiude il periodo della prova e apre quello della gioia. In-fatti, la chiesa celebra l’anniversario della morte dei San-ti come giorno del loro natale, della loro nascita in cielo. La liturgia dice: “Parti, anima cristiana, da questo mondo nel nome di Dio Padre che ti ha creato; nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio che ha patito per te; nel nome dello Spirito Santo, che in te è stato effuso, nel nome del-la santa e gloriosa Vergine Maria”.
Nel Vecchio Testamento la morte appariva la maestosa giustiziera, colei che metteva fine alle cattive azioni degli empi e premiava i perseguitati. Gesù, più volte, mette in guardia gli indifferenti. “Che cosa ti giova conquistare il mondo se poi perdi l’anima?” L’insensato dice: “I miei granai sono pieni, la mia cantina è ricolma di ottimi vini, il mio gruzzolo è pingue. Cosa farò dunque? Mi rinchiuderò nei miei possedimenti e me la godrò”. “Stolto, – dice Dio – questa notte morirai e le tue ricchezze a chi andranno?” Alle cinque vergini stolte che non hanno saputo vigilare, lo sposo risponde: “In verità vi dico non vi conosco, vegliate dunque perché non conoscete né il giorno, né l’ora”.
Preghiamo – Clementissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, raccomanda al tuo Figlio Santissimo le anime degli agonizzanti, perché non temano l’ora della morte, ma protetti da te possano entrare nella patria celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

3 novembre
SAREMO GIUDICATI
San Tommaso dice che ciascun uomo può considerarsi come persona singola e come parte della società. Perciò anche il giudizio sul suo conto deve es-sere duplice: uno subito dopo la morte per quello che operò come persona singola, l’altro alla fine del mondo, nel quale viene giudicato come membro della società umana. Nella Bibbia è meglio specificato il giudizio universale, però si parla assai spesso anche del giudizio particolare. Al buon ladrone Gesù risponde: “Oggi stesso sarai con me nel mio regno”. Non a-spetterà alla fine del mondo per giudicarlo, lo giudicherà subito dopo la morte e subito avrà il premio. Co-sì Lazzaro appena morto sarà portato nel seno di A-bramo; il ricco Epulone sarà precipitato nell’inferno. Gesù ha paragonato il regno dei cieli a un tesoro nascosto, per comprare il quale il buon mercante vende tutto ciò che ha. Quest’uomo non guarda a sacrifici, per-ché sa che avrà una grandissima ricompensa quando sarà in possesso del tesoro nascosto. Questo tesoro è la vita eterna, e l’uomo saggio osa tutto, rinunzia a tutto pur di conquistarla.
Preghiamo – A te ci rivolgiamo, san Giuseppe, patrono degli agonizzanti, che nella tua morte fosti assistito da Gesù e Maria, perché tu ci assista nell’ultima lotta e con il tuo aiuto possiamo conseguire la vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4 novembre
TIMORE DI DIO
Perché la nostra fiducia in Dio porti frutti di bene, deve essere sostenuta da un sano timore di Dio. Tutti gli Ebrei u-sciti dall’Egitto passarono il Mar Rosso a piedi asciutti, furono guidati di giorno, da una colonna di nubi e di notte da una colonna di fuoco. Tutti furono nutriti dalla manna e dal-le quaglie e tutti furono dissetati dall’acqua miracolosa scaturita dalla roccia, e, grazie a Dio, entrarono nella terra pro-messa. Invece Cafarnao, Corazin e Betsaida udirono le parole di Gesù e videro i suoi miracoli, ammirarono Gesù, tan-to da volerlo fare re, eppure non fecero fruttificare ciò che videro e ciò che udirono. Al giudizio universale – dice Gesù – saranno trattati con più severità di Sodoma e Gomorra, perché non hanno avuto rispetto della presenza di Dio.
Nella Bibbia spesso è messa in luce la necessità del giudizio. La ragione e la fede esigono che le azioni più segrete, che hanno offeso Dio ed hanno nociuto al prossimo, debbano essere conosciute da tutti e condannate. Così le azioni buone, anche le più segrete, che hanno onorato Dio e giovato al prossimo devono essere lodate da tutta l’umanità. Già il profeta Isaia aveva detto che il giorno del giudizio “è contro ogni esaltato per umiliarlo, e contro tutti i cedri del Libano alti e sublimi” (2,12-13).
Preghiamo – O Padre, ti ringraziamo perché ci chiami alla beatitudine eterna del tuo regno. Ti preghiamo per tutti i defunti, soprattutto per coloro che non sono morti “nel Signore”, affinché per meriti di Gesù e di tutta la sua Santa Chiesa possano incontrarti e conoscerti per ciò che sei davvero: Dio e Padre d’amore infinito. Per Cristo nostro Signore. Amen.

5 novembre
HA VINTO LA MORTE
Il profeta Isaia aveva preannunciato che il Messia avrebbe vinto la morte: “Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8). Ai Romani san Paolo dà l’ultima ragione della vittoria di Cristo sulla morte: “Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vi-ve, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in cristo Gesù” (Rm 6,8-11).
Secondo san Paolo, il centro della religione cristiana è la risurrezione di Cristo, modello e causa della nostra risurrezione. Difatti così si esprime: “Non ero presente né alla morte, né alla risurrezione di Cristo, perché in quel tempo ero nemico di Cristo e della sua dottrina, però io l’ho saputo dagli Apostoli, ai quali Gesù risorto è apparso più volte; apparve anche a cinquecento discepoli riuniti insieme, dei quali molti vivono ancora. Per ultimo è apparso anche a me. La morte e la risurrezione di Cristo non sono avvenimenti improvvisati; erano già stati profetizzati dalla Sacra Scrittura, e si sono avverati come erano stati predetti”.
Preghiamo – O Dio che sei generoso nel perdono e vuoi la salvezza degli uomini, noi supplichiamo la tua clemenza: per l’intercessione della beata Vergine Maria e dei tuoi Santi, concedi alle anime di tutti i fedeli, che hanno lasciato questo mondo, di essere partecipi della felicità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

6 novembre
IL PURGATORIO
Che succederà dopo la morte? E’ una domanda che ha assillato gli uomini di tutti i tempi, credenti e non credenti. La risposta a questa domanda è sempre difficile. Qualcuno dice spavaldamente che dopo la morte c’è il nulla, anche se avverte un malcelato dubbio: ‘ E se poi ci fosse qualcosa?’ Il credente afferma: ‘Dopo la morte c’è il giudizio, il premio o il castigo’. Ma anche in lui affiora il dubbio: ‘E se non ci fosse nulla?’ Insomma, il pensiero dell’aldilà tormenta un po’ tutti, credenti e non. Una risposta chiara si impone per tutti, perché realmente la convinzione dell’aldilà dà alla vita di ciascuno un orientamento molto di-verso. La risposta chiara ce la dà la ragione usata be-ne e la fede sincera.
Tra le verità di fede troviamo anche quella del Purgatorio: verità accolta dalla genuina pietà cristiana. Già nei primi secoli della sua storia, la Chiesa, celebrando la Messa, pregava perché Iddio accogliesse nella gloria dei cieli i fedeli defunti. Dice Tertulliano: “negli anniversari facciamo offerte per defunti. Se mi domandate in forza di quali leggi facciamo ciò, vi dirò che non c’è nessuna legge scritta: è la tradizione che ne è l’autrice, la consuetudine che lo conferma, la nostra fede che lo conserva”.
Preghiamo – O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la remissione di tutti i peccati, affinché per queste pie preghiere abbiano il perdono che hanno sempre desiderato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

7 novembre
L’INFERNO
A Cafarnao, quando Gesù promise l’Eucaristia, i Giudei gli risposero scandalizzati: “Questo parlare è duro! Chi lo può ascoltare?” e se ne andarono via. Ma Gesù non attenuò nessuna delle sue parole, e non l’avrebbe fatto anche se gli stessi Apostoli se ne fossero andati. Lo stesso avvenne per la predicazione dell’Inferno. I Giudei erano persuasi di sfuggire dal giudizio futuro perché “avevano per padre Abramo”. Gesù rispose: “Non crediate di poter dire dentro di voi: Noi abbiamo per padre Abramo… perché già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non dà frutto si taglia e si getta al fuoco”.
Sant’Agostino scrive: “è perfettamente inutile che certuni si facciano prendere da un umano sentimento di compassione per la pena eterna dei dannati e per i loro tormenti. Costoro certo non vogliono mettersi contro la Sacra Scrittura, vorrebbero solo, per un certo loro sentimentalismo, addolcire e spiegare secondo un loro mi-te modo di vedere, tutto quello che viene detto nella Sacra Scrittura”.
La voce di Gesù e quella dei Padri della Chiesa è insistente: “Non vi illudete! L’inferno esiste ed è eterno”. San Cipriano aggiunge che per i dannati “è inutile l’implorazione e inefficace lo scongiuro”.
Preghiamo – O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia. Amen.

8 novembre
IL PARADISO
I teologi dicono che il Paradiso è un luogo dove si gode ogni bene senza alcun male, o una realtà nella quale le anime dei giusti e gli angeli buoni godono in perpetuo la visione di Dio, ed in lui hanno l’appaga-mento completo di ogni loro desiderio.
San Paolo, contrariato dai Corinti e accusato di arroganza, è costretto a difendersi. Nella difesa, dopo aver elencati i patimenti sofferti per amor di Gesù Cristo, e-lenca le grazie ed i favori ricevuti, fra i quali quello di es-sere stato rapito al Paradiso, dove ha udito e ha veduto cose che a creatura umana non è possibile ridire. Gesù rivolto al Padre dice: “Padre io voglio che dove sono io, ci siano con me pure quelli che tu mi hai donati, affinché vedano la gloria mia che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima ancora della creazione del mondo”.
Durante l’ottavario, che stiamo per concludere, abbiamo meditato sulla certezza della morte e del giudizio. Dopo il giudizio verrà la sentenza, che sarà premio ai buoni e castigo eterno ai cattivi. Il pensiero che il castigo consiste in ogni male senza alcun bene, ed il premio in ogni bene senza alcun male per tutta l’eternità, non può lasciarci indifferenti. Ogni persona saggia de-ve condurre la sua vita in modo da evitare il castigo e meritare il premio eterno da Dio.
Preghiamo – Libera, o Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni pena di peccato. E con l’aiuto della tua grazia possano evitare le pene meritate e godere la beatitudine dell’eterna luce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERE
Accogli le nostre preghiere
Dio di infinita misericordia,
che stringi in un unico abbraccio
tutte le anime redente dal sangue del tuo figlio,
noi ci presentiamo davanti a te
con la mestizia e il dolore
per il distacco dai nostri cari defunti,
ma anche con la fede e la speranza
che il tuo Spirito ha acceso nei nostri cuori.
La morte non ha distrutto
la comunione di carità
che unisce la Chiesa pellegrina sulla terra
alle sorelle e ai fratelli
che hanno lasciato questo mondo.
Accogli, o Signore, le preghiere e le opere
che umilmente vi offriamo,
perché le anime contemplino la gloria del tuo volto.
Fa’ che quando giungerà la nostra ora
possiamo allietarci della tua dolce presenza
nell’assemblea degli angeli e dei santi
e rendere grazie a te,
termine ultimo di ogni umana attesa.
Per Cristo nostro Signore.
Dal Benedizionale

Ricevi, o Signore
Ricevi, o Signore, le nostre paure e trasformale in fiducia. Ricevi la nostra sofferenza e trasformala in crescita. Ricevi il nostro silenzio e trasformalo in adorazione. Ricevi le nostre crisi e trasformale in maturità. Ricevi le nostre lacrime e trasformale in preghiera. Ricevi la nostra rabbia e trasformala in intimità. Ricevi il nostro scoraggiamento e trasformalo in fede. Ricevi la nostra solitudine e trasformala in contemplazione. Ricevi le nostre amarezze e trasformale in calma interiore. Ricevi le nostre attese e trasformale in speranza. Ricevi la nostra morte e trasformala in risurrezione.

Preghiera Irlandese
Possa il cammino venirti incontro,
possa il vento soffiare alle tue spalle,
possa il sole brillare caldo sul tuo volto,
cada dolcemente la pioggia sui tuoi campi e,
fino al nostro prossimo incontro,
Dio ti conservi sulle palme delle sue mani.

In te riposo
Tu mi fosti vita e cibo e cammino.
Per te ho vissuto, di te ho parlato,
in te ho taciuto.
E ora che l’ultima parola si spegne
nel grande silenzio del tempo che non passa,
Tu sei il mio silenzio,
Tu la parola eterna che non muore.
Brucia la paglia, arde il fuco vivo
del tuo amore: Tu resti.
In te io riposo come seme nascosto nella terra.
in te morendo io vivo,
mia eredità e corona,
ultimo approdo del mio cuore umile.
In te, non essendo più,
io sono.
Bruno Forte

Una lacrima per i defunti evapora,
un fiore sulla tomba appassisce,
una preghiera, invece,
arriva fino al cuore dell’Altissimo.

Sant’Agostino

Ad ottobre recitiamo tutti il Rosario

L’invocazione “Sub Tuum Praesidium”

“Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.
(Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta).

La preghiera a San Michele Arcangelo di Papa Leone XIII

“Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen”.
(San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen).