preghiere ….

PARROCCHIA SANTA MARIA E SAN BIAGIO
Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell’Altissimo. Sant’Agostino

OTTAVARIO DEI DEFUNTI

1 novembre
Toccherà ANCHE A NOI
Ogni essere creato è destinato a finire, per il fatto stesso che è creato. Perciò, anche l’uomo deve morire. Dio aveva dato all’uomo anche il dono dell’immortalità. L’uomo peccò e perse ogni dono. Venendo però da Dio, l’uomo ritorna a Dio attraverso-so la morte. Cristo, con la sua morte e risurrezione, ha reso la nostra morte inizio di vita eterna.
Il 2 novembre la Chiesa ci invita a visitare i cimiteri perché, ricordando i morti, si ricordi anche che la stessa sorte toccherà anche a noi. Quelli che dormo-no nel cimitero furono come ora siamo noi, ma an-che noi saremo come sono loro. Sappiamo che molti di loro furono chiamati improvvisamente. Non pochi morirono per incidenti vari. Qualunque sia il genere della nostra morte non va dimenticato che con essa ogni cristiano compie il suo passaggio in Cristo. Col Battesimo muore in Cristo, con la morte e la risurrezione, risusciterà con Lui.
Preghiamo – O Dio, che sei la misericordia e il perdono, ti supplichiamo per le anime dei tuoi servi che per tuo volere hanno lasciato questo mondo; non consegnarle nelle mani del nemico, non dimenticarle nella morte ma comanda agli Angeli santi di accoglierle e di condurle nella patria del paradiso; poiché in te hanno sperato e creduto, non soffrano le pene dell’inferno ma siano partecipi della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

2 novembre
PARTI, ANIMA CRISTIANIA
San Carlo Borromeo, in un quadro raffigurante la morte con la falce in mano, fece togliere la falce e fece mettere una chiavina d’oro; perché, diceva il santo, la morte chiude la porta del tempo e apre quella dell’eternità, chiude il periodo della prova e apre quello della gioia. In-fatti, la chiesa celebra l’anniversario della morte dei San-ti come giorno del loro natale, della loro nascita in cielo. La liturgia dice: “Parti, anima cristiana, da questo mondo nel nome di Dio Padre che ti ha creato; nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio che ha patito per te; nel nome dello Spirito Santo, che in te è stato effuso, nel nome del-la santa e gloriosa Vergine Maria”.
Nel Vecchio Testamento la morte appariva la maestosa giustiziera, colei che metteva fine alle cattive azioni degli empi e premiava i perseguitati. Gesù, più volte, mette in guardia gli indifferenti. “Che cosa ti giova conquistare il mondo se poi perdi l’anima?” L’insensato dice: “I miei granai sono pieni, la mia cantina è ricolma di ottimi vini, il mio gruzzolo è pingue. Cosa farò dunque? Mi rinchiuderò nei miei possedimenti e me la godrò”. “Stolto, – dice Dio – questa notte morirai e le tue ricchezze a chi andranno?” Alle cinque vergini stolte che non hanno saputo vigilare, lo sposo risponde: “In verità vi dico non vi conosco, vegliate dunque perché non conoscete né il giorno, né l’ora”.
Preghiamo – Clementissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, raccomanda al tuo Figlio Santissimo le anime degli agonizzanti, perché non temano l’ora della morte, ma protetti da te possano entrare nella patria celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

3 novembre
SAREMO GIUDICATI
San Tommaso dice che ciascun uomo può considerarsi come persona singola e come parte della società. Perciò anche il giudizio sul suo conto deve es-sere duplice: uno subito dopo la morte per quello che operò come persona singola, l’altro alla fine del mondo, nel quale viene giudicato come membro della società umana. Nella Bibbia è meglio specificato il giudizio universale, però si parla assai spesso anche del giudizio particolare. Al buon ladrone Gesù risponde: “Oggi stesso sarai con me nel mio regno”. Non a-spetterà alla fine del mondo per giudicarlo, lo giudicherà subito dopo la morte e subito avrà il premio. Co-sì Lazzaro appena morto sarà portato nel seno di A-bramo; il ricco Epulone sarà precipitato nell’inferno. Gesù ha paragonato il regno dei cieli a un tesoro nascosto, per comprare il quale il buon mercante vende tutto ciò che ha. Quest’uomo non guarda a sacrifici, per-ché sa che avrà una grandissima ricompensa quando sarà in possesso del tesoro nascosto. Questo tesoro è la vita eterna, e l’uomo saggio osa tutto, rinunzia a tutto pur di conquistarla.
Preghiamo – A te ci rivolgiamo, san Giuseppe, patrono degli agonizzanti, che nella tua morte fosti assistito da Gesù e Maria, perché tu ci assista nell’ultima lotta e con il tuo aiuto possiamo conseguire la vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4 novembre
TIMORE DI DIO
Perché la nostra fiducia in Dio porti frutti di bene, deve essere sostenuta da un sano timore di Dio. Tutti gli Ebrei u-sciti dall’Egitto passarono il Mar Rosso a piedi asciutti, furono guidati di giorno, da una colonna di nubi e di notte da una colonna di fuoco. Tutti furono nutriti dalla manna e dal-le quaglie e tutti furono dissetati dall’acqua miracolosa scaturita dalla roccia, e, grazie a Dio, entrarono nella terra pro-messa. Invece Cafarnao, Corazin e Betsaida udirono le parole di Gesù e videro i suoi miracoli, ammirarono Gesù, tan-to da volerlo fare re, eppure non fecero fruttificare ciò che videro e ciò che udirono. Al giudizio universale – dice Gesù – saranno trattati con più severità di Sodoma e Gomorra, perché non hanno avuto rispetto della presenza di Dio.
Nella Bibbia spesso è messa in luce la necessità del giudizio. La ragione e la fede esigono che le azioni più segrete, che hanno offeso Dio ed hanno nociuto al prossimo, debbano essere conosciute da tutti e condannate. Così le azioni buone, anche le più segrete, che hanno onorato Dio e giovato al prossimo devono essere lodate da tutta l’umanità. Già il profeta Isaia aveva detto che il giorno del giudizio “è contro ogni esaltato per umiliarlo, e contro tutti i cedri del Libano alti e sublimi” (2,12-13).
Preghiamo – O Padre, ti ringraziamo perché ci chiami alla beatitudine eterna del tuo regno. Ti preghiamo per tutti i defunti, soprattutto per coloro che non sono morti “nel Signore”, affinché per meriti di Gesù e di tutta la sua Santa Chiesa possano incontrarti e conoscerti per ciò che sei davvero: Dio e Padre d’amore infinito. Per Cristo nostro Signore. Amen.

5 novembre
HA VINTO LA MORTE
Il profeta Isaia aveva preannunciato che il Messia avrebbe vinto la morte: “Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8). Ai Romani san Paolo dà l’ultima ragione della vittoria di Cristo sulla morte: “Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vi-ve, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in cristo Gesù” (Rm 6,8-11).
Secondo san Paolo, il centro della religione cristiana è la risurrezione di Cristo, modello e causa della nostra risurrezione. Difatti così si esprime: “Non ero presente né alla morte, né alla risurrezione di Cristo, perché in quel tempo ero nemico di Cristo e della sua dottrina, però io l’ho saputo dagli Apostoli, ai quali Gesù risorto è apparso più volte; apparve anche a cinquecento discepoli riuniti insieme, dei quali molti vivono ancora. Per ultimo è apparso anche a me. La morte e la risurrezione di Cristo non sono avvenimenti improvvisati; erano già stati profetizzati dalla Sacra Scrittura, e si sono avverati come erano stati predetti”.
Preghiamo – O Dio che sei generoso nel perdono e vuoi la salvezza degli uomini, noi supplichiamo la tua clemenza: per l’intercessione della beata Vergine Maria e dei tuoi Santi, concedi alle anime di tutti i fedeli, che hanno lasciato questo mondo, di essere partecipi della felicità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

6 novembre
IL PURGATORIO
Che succederà dopo la morte? E’ una domanda che ha assillato gli uomini di tutti i tempi, credenti e non credenti. La risposta a questa domanda è sempre difficile. Qualcuno dice spavaldamente che dopo la morte c’è il nulla, anche se avverte un malcelato dubbio: ‘ E se poi ci fosse qualcosa?’ Il credente afferma: ‘Dopo la morte c’è il giudizio, il premio o il castigo’. Ma anche in lui affiora il dubbio: ‘E se non ci fosse nulla?’ Insomma, il pensiero dell’aldilà tormenta un po’ tutti, credenti e non. Una risposta chiara si impone per tutti, perché realmente la convinzione dell’aldilà dà alla vita di ciascuno un orientamento molto di-verso. La risposta chiara ce la dà la ragione usata be-ne e la fede sincera.
Tra le verità di fede troviamo anche quella del Purgatorio: verità accolta dalla genuina pietà cristiana. Già nei primi secoli della sua storia, la Chiesa, celebrando la Messa, pregava perché Iddio accogliesse nella gloria dei cieli i fedeli defunti. Dice Tertulliano: “negli anniversari facciamo offerte per defunti. Se mi domandate in forza di quali leggi facciamo ciò, vi dirò che non c’è nessuna legge scritta: è la tradizione che ne è l’autrice, la consuetudine che lo conferma, la nostra fede che lo conserva”.
Preghiamo – O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la remissione di tutti i peccati, affinché per queste pie preghiere abbiano il perdono che hanno sempre desiderato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

7 novembre
L’INFERNO
A Cafarnao, quando Gesù promise l’Eucaristia, i Giudei gli risposero scandalizzati: “Questo parlare è duro! Chi lo può ascoltare?” e se ne andarono via. Ma Gesù non attenuò nessuna delle sue parole, e non l’avrebbe fatto anche se gli stessi Apostoli se ne fossero andati. Lo stesso avvenne per la predicazione dell’Inferno. I Giudei erano persuasi di sfuggire dal giudizio futuro perché “avevano per padre Abramo”. Gesù rispose: “Non crediate di poter dire dentro di voi: Noi abbiamo per padre Abramo… perché già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non dà frutto si taglia e si getta al fuoco”.
Sant’Agostino scrive: “è perfettamente inutile che certuni si facciano prendere da un umano sentimento di compassione per la pena eterna dei dannati e per i loro tormenti. Costoro certo non vogliono mettersi contro la Sacra Scrittura, vorrebbero solo, per un certo loro sentimentalismo, addolcire e spiegare secondo un loro mi-te modo di vedere, tutto quello che viene detto nella Sacra Scrittura”.
La voce di Gesù e quella dei Padri della Chiesa è insistente: “Non vi illudete! L’inferno esiste ed è eterno”. San Cipriano aggiunge che per i dannati “è inutile l’implorazione e inefficace lo scongiuro”.
Preghiamo – O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia. Amen.

8 novembre
IL PARADISO
I teologi dicono che il Paradiso è un luogo dove si gode ogni bene senza alcun male, o una realtà nella quale le anime dei giusti e gli angeli buoni godono in perpetuo la visione di Dio, ed in lui hanno l’appaga-mento completo di ogni loro desiderio.
San Paolo, contrariato dai Corinti e accusato di arroganza, è costretto a difendersi. Nella difesa, dopo aver elencati i patimenti sofferti per amor di Gesù Cristo, e-lenca le grazie ed i favori ricevuti, fra i quali quello di es-sere stato rapito al Paradiso, dove ha udito e ha veduto cose che a creatura umana non è possibile ridire. Gesù rivolto al Padre dice: “Padre io voglio che dove sono io, ci siano con me pure quelli che tu mi hai donati, affinché vedano la gloria mia che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima ancora della creazione del mondo”.
Durante l’ottavario, che stiamo per concludere, abbiamo meditato sulla certezza della morte e del giudizio. Dopo il giudizio verrà la sentenza, che sarà premio ai buoni e castigo eterno ai cattivi. Il pensiero che il castigo consiste in ogni male senza alcun bene, ed il premio in ogni bene senza alcun male per tutta l’eternità, non può lasciarci indifferenti. Ogni persona saggia de-ve condurre la sua vita in modo da evitare il castigo e meritare il premio eterno da Dio.
Preghiamo – Libera, o Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni pena di peccato. E con l’aiuto della tua grazia possano evitare le pene meritate e godere la beatitudine dell’eterna luce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERE
Accogli le nostre preghiere
Dio di infinita misericordia,
che stringi in un unico abbraccio
tutte le anime redente dal sangue del tuo figlio,
noi ci presentiamo davanti a te
con la mestizia e il dolore
per il distacco dai nostri cari defunti,
ma anche con la fede e la speranza
che il tuo Spirito ha acceso nei nostri cuori.
La morte non ha distrutto
la comunione di carità
che unisce la Chiesa pellegrina sulla terra
alle sorelle e ai fratelli
che hanno lasciato questo mondo.
Accogli, o Signore, le preghiere e le opere
che umilmente vi offriamo,
perché le anime contemplino la gloria del tuo volto.
Fa’ che quando giungerà la nostra ora
possiamo allietarci della tua dolce presenza
nell’assemblea degli angeli e dei santi
e rendere grazie a te,
termine ultimo di ogni umana attesa.
Per Cristo nostro Signore.
Dal Benedizionale

Ricevi, o Signore
Ricevi, o Signore, le nostre paure e trasformale in fiducia. Ricevi la nostra sofferenza e trasformala in crescita. Ricevi il nostro silenzio e trasformalo in adorazione. Ricevi le nostre crisi e trasformale in maturità. Ricevi le nostre lacrime e trasformale in preghiera. Ricevi la nostra rabbia e trasformala in intimità. Ricevi il nostro scoraggiamento e trasformalo in fede. Ricevi la nostra solitudine e trasformala in contemplazione. Ricevi le nostre amarezze e trasformale in calma interiore. Ricevi le nostre attese e trasformale in speranza. Ricevi la nostra morte e trasformala in risurrezione.

Preghiera Irlandese
Possa il cammino venirti incontro,
possa il vento soffiare alle tue spalle,
possa il sole brillare caldo sul tuo volto,
cada dolcemente la pioggia sui tuoi campi e,
fino al nostro prossimo incontro,
Dio ti conservi sulle palme delle sue mani.

In te riposo
Tu mi fosti vita e cibo e cammino.
Per te ho vissuto, di te ho parlato,
in te ho taciuto.
E ora che l’ultima parola si spegne
nel grande silenzio del tempo che non passa,
Tu sei il mio silenzio,
Tu la parola eterna che non muore.
Brucia la paglia, arde il fuco vivo
del tuo amore: Tu resti.
In te io riposo come seme nascosto nella terra.
in te morendo io vivo,
mia eredità e corona,
ultimo approdo del mio cuore umile.
In te, non essendo più,
io sono.
Bruno Forte

Una lacrima per i defunti evapora,
un fiore sulla tomba appassisce,
una preghiera, invece,
arriva fino al cuore dell’Altissimo.

Sant’Agostino

Ad ottobre recitiamo tutti il Rosario

L’invocazione “Sub Tuum Praesidium”

“Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.
(Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta).

La preghiera a San Michele Arcangelo di Papa Leone XIII

“Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen”.
(San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen).