IL ย Vescovo della diocesi di Tivoli

I parroci – Pastori della Parrocchia di santa Maria e san Biagio
Giacomo Binno Ascolano 1623 โ 1624
Nicodemo Fallone 1624 โ 1639
Giacomo Antonio Ferrario 1640 โ 1641
Giacomo Binno Ascolano 1642 โ 1649
Consalvo Ricci 1651 โ 1682
Biagio Manni 1683 โ 1685
Antonio Maria De Grandis 1686 โ 1696
Francesco De Bernardis 1696
Domenico Loreto 1697 โ 1733
Pietro Nicola Sfusciamonti 1733 โ 1747
Generoso Martini 1748 โ 1754
Domenico Achillei 1754 โ 1766
Armando Giuseppe Bambocci 1766 โ 1789
Tommaso Contravi 1790 โ 1792
Giovanni Maria Nicolai 1793 โ 1800
Angelo Alessandri 1800 โ 1802
Lorenzo Calvari 1802 โ 1815
Vincenzo Chiappi 1816 โ 1821
Alessio Fedeli 1821 โ 1822
Pietro Venanzi 1823 โ 1827
Filippo Massa (economo) 1827 โ 1829
Filippo Mancini 1829 โ 1837
Pietro Petroni (economo) 1837 โ 1839
Angelo Calvari 1840 โ 1841
Francesco Franceschini 1841 โ 1843
Angelo Nardi 1843 โ 1845
Domenico Mariani 1845 โ 1882
Gioacchino Lucani 1883 โ 1912
Arcangelo Mattera 1913 โ 1915
Eugenio De Nicola 1915 โ 1935
Luigi Ronconi 1935 โ 1943
Luigi Boncori? 1943 โ 1949
Mario Micolonghi 1949 โ 2005
Sebastiano Mazzara 2006 โ 2012
Adam Otrebski 2012 โ 2014
Adrian Anton Lupu 2014 โ oggi
le chiese – di sant’Angelo Romano

LA CHIESA DI SANTA MARIA E SAN BIAGIO
La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria e San Biagio fu costruita in sostituzione della vecchia chiesa parrocchiale della Beata Vergine degli Angeli e venne consacrata il 19 giugno 1759. Successivamente รจ stata restaurata nel 1863 e nel 1976. Possiede un altare maggiore e cinque cappelle dedicate a San Giuseppe, a San Francesco da Paola, alla Madonna di Pompei, alle anime del Purgatorio ed a Cristo Salvatore. Vi sono conservati un quadro di F. Barocci raffigurante la Beata Vergine (1522) ed un trittico attribuito ad Antoniazzo Romano (XV secolo).
CHIESA DI SANTA LIBERATA
La Chiesa di Santa Liberata fu edificata alla fine del XIV secolo e si trovava a circa 500 mt dal centro abitato. La chiesa e lโannesso convento furono restaurate nel 1695 ed ampliate nel 1737 per opera di Giovanni da Evora, vescovo di Oporto e ministro del re del Portogallo.
Al suo interno si trovano un coro ligneo del XVIII secolo ed una tavola attribuita ad Antoniazzo Romano.

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